Il Tantra e la sessualità. La consapevolezza, il controllo e la canalizzazione dell’energia sessuale

Il Tantra e la sessualità. La consapevolezza, il controllo e la canalizzazione dell’energia sessuale

I primi rituali sono quelli della consapevolezza.

Si tratta della consapevolezza della propria qualità di oggetto del desiderio: desiderio innanzi tutto da parte del praticante per se stesso, e quindi da parte dei suoi possibili partner.

I secondi sono i rituali del controllo, finalizzati al prolungamento dell'eccitazione e al rinvio dell'orgasmo, indispensabile per un approfondimento del piacere, e per la mobilitazione di tutte le energie che è possibile ritrovare dentro di sé nel corso di questa profonda esperienza.

Gli ultimi sono i rituali detti della 'canalizzazione': essi insegnano a utilizzare l'energia sprigionata nelle varie fasi del rapporto sessuale, e in particolare nell'orgasmo, per altri scopi, che possono stare a cuore ai soggetti del rapporto, ma non avere nulla a che fare con la loro relazione sessuale o sentimentale.”

“La prima, e più profonda, mi sembra essere la concezione, comune a tutta la filosofia orientale, secondo la quale 'maschio e femmina sono una cosa sola' o meglio sono aspetti diversi della realtà, il cui compito e destino è quello di ricongiungersi per fare nuovamente 'l'esperienza della totalità che si rende uno'. Questa mi sembra una differenza molto profonda tra la sessuologìa occidentale e la sessuologia tantrica. Mentre la prima ricerca l'unione uomo-donna 'perché fa bene' o 'per vivere una vita equilibrata e felice', nel Tantra la motivazione è assai più profonda, vitale., e. quindi, direi, capace di suscitare ben altre energie. L'unione profonda tra maschile e femminile, che va molto al di là del piacere, va ricercata infatti in quanto esperienza di totalità, di comprensione dell'esistenza, e del suo senso. Che è la ricomposizione, attraverso l'unità uomo-donna, della totalità universale maschile-femminile, yin-yang. Senza quella ricomposizione l'universo, e non solo quello psicologico del singolo essere umano, ma il mondo intero, anzi tutti i mondi, appaiono scissi, sterili, sofferenti e improduttivi. Questo collegamento, tra la vicenda sessuale di ogni singolo essere umano e la vicenda del cosmo, è caratteristica specifica della, visione tantrica del mondo, e di quella orientale in generale, , e differenzia grandemente gli esercizi tantrici da quelli, apparentemente simili, della sessuologìa occidentale.

Per stabilire questo collegamento tra l'uomo, il cosmo e la sua energia, vengono utilizzati in tutti gli esercizi due strumenti specifici di queste pratiche, e propri delle tecniche orientali di introspezione e trasformazione psicologica. Essi sono i mantra, e cioè la recitazione di formule dotate di una particolare sonorità, a seconda dell'esercizio che si compie, e gli yantra, e cioè visualizzazioni particolari del proprio corpo, di quello del partner, delle lettere che compongono il mantra o di altre formule. Attraverso questi strumenti il singolo essere umano si collega a campi di energìa, anche sessuale, disponibili al di là dell'Io per chi abbia l'intenzione, la pazienza e le tecniche per raggiungerli.

La concezione orientale, della realtà è, come è noto, essenzialmente energetica, l'orientale ha sempre visto ciò che in Occidente veniva chiamato realtà come dei campi di energia, e ha sempre pensato che fosse la densità e l'intensità di aggregazione di queste energie che differenzia la realtà materiale dai fenomeni psichici. Questa visione del mondo è stata nell'ultimo secolo per molti versi confermata dalla fisica contemporanea, postatomica, che guarda alla realtà come un campo di energia. …

A. Thirleby

Gli autori di questa pagina sono José & Resya Satchitshanti.