(1) - TRATTAMENTO MASSAGGIO TANTRICO RITUALE

Una altra sessualita’


Tantra, che etimologicamente significa trasmissione, concomitanza sincronica, è una particolare tecnica che cerca di riequilibrare le energie individuali mettendole in connessione con le forze universali. Questa filosofia orientale, sviluppatasi nel corso di settemila anni di storia, considera il piacere – sia fisico che psichico dell’individuo – come una via per ritrovare la propria autoconoscenza, la propria identità per raggiungere poi l’unione con le forze primarie del cosmo.

Il Tantra quindi è una vera e propria "illuminazione" che va al di là di ogni limite spaziale e temporale che diverge completamente dagli schemi delle religioni e delle filosofie occidentali che negano la carnalità, i desideri e l’attaccamento a tutto ciò che è terreno considerandoli ostacoli alla crescita spirituale. Nel Tantra, al contrario, il corpo diventa un tempio, un veicolo per raggiungere la spiritualità, trasformandosi in un’emanazione divina che conduce alla comunione con l’universo. Inoltre con tutti i suoi processi fisici e biologici, esso è anche uno strumento attraverso il quale operano le forze cosmiche; del resto la struttura umana e le manifestazioni del macrocosmo esterno sono simili e tutto quello che è nell’Universo deve esistere in una certa forma e in una certa proporzione anche nel microcosmo, cioè nel corpo umano.
Il Tantra insegna che gli istinti dell’uomo, i suoi bisogni naturali, sono necessari per "nutrire" il corpo così come sono necessari il cibo, l’acqua e il sesso per procreare. Ecco perché in questa disciplina filosofica il rapporto sessuale è così fondamentale. La sessualità nel Tantra diventa energia spirituale, stimolo vitale, una forma di meditazione che conduce l’uomo e la donna verso la conoscenza e la consapevolezza dando loro inoltre la sensazione di essere in comunione con Dio.
Questa disciplina, infatti, ha sempre cercato di raggiungere il piacere risvegliando le energie vitali dell’individuo, sbloccando le tensioni e le paure personali, aiutando così a vivere la sessualità con pienezza e abbandono. E questo è uno dei motivi per cui i seguaci del Tantra sono stati sempre perseguitati, considerati peccatori, esseri infernali persino dalle stesse dottrine Yoga o Indù. Con l’arrivo dei musulmani alla fine del X secolo i tantristi vennero ulteriomente allontanati non solo a causa dei loro rituali sessuali, ma anche in relazione al loro culto della donna. Molti templi dedicati alle divinità femminili furono distrutti; le statue di Kalì, Uma, Parvati, furono sconsacrate. Solo nella prima metà del XVIII secolo i praticanti poterono rileggere i loro testi senza particolari costrizioni.
In questi testi, scritti appositamente in modo allegorico o simbolico per essere letti da pochi prescelti, spesso si sottolinea la possibilità che il Tantra offre di integrare armoniosamente la realtà oggettiva con le manifestazioni cosmiche, attraverso la diretta esperienza della vita di tutti i giorni. Quest’ultima, vissuta nel pieno adempimento dei propri desideri, racchiude in sé tutte le energie latenti negli esseri umani, le quali, risvegliate dalle tecniche tantriche, permettono ai praticanti di prendere parte a un continuo processo di scoperta di se stessi e dell’universo. Essi distinguono cioè il mondo in tutta la sua realtà essenziale e stabiliscono un contatto indissolubile con tutti gli altri esseri viventi e non. Ad esempio, percependo le quattro dimensioni attraverso le capacità speciali che si nascondono in ogni essere umano, la visione di una pietra di un individuo che conosce le tecniche tantriche sarà completamente differente da quella di una persona che non possiede le capacità che questa disciplina consente di sviluppare.

Non proponendosi di raggiungere nessun risultato, uno scopo preciso, il Tantra è quindi pura liberazione dello spirito, potenziamento delle proprie capacità sensoriali, "sublimazione alchemica" dell’energia sessuale. Il rapporto fisico allora, secondo questa disciplina, non è più considerato come un peccato da evitare o di cui vergognarsi, non è più da tenere segreto a causa della sua "impurità". Al contrario la sessualità è un mezzo per catturare, magnificare e interagire con i processi del Cosmo attraverso i quali si manifesta l’intero Universo; l’atto sessuale diventa una disciplina meditativa attraverso la quale l’anima raggiunge la perfezione spirituale.
In questa espansione della coscienza le donne, viste come esseri magnetici, lunari, polarità negativa (l’uomo è la positiva) hanno un ruolo essenziale. L’essere femminile viene trasfigurato in un simbolo vivente e in una manifestazione terrena della Madre Divina dell’Universo (Para Shakti), mentre l’uomo incarna il Principio Maschile (Shiva). La donna, che è in grado di dare la vita attraverso l’atto sacro della nascita, è Brahma, una delle tre divinità della Santa Trinità induista (le altre sono Visnu, colui che preserva, e Siva, colui che distrugge), che per questo deve essere onorata e rispettata. Ella attrae, assorbe e contiene le energie latenti del Cosmo; quando si unisce alla elettricità maschile, l’energia femminile diventa dinamica e positiva (Yang) conducendo a una reazione alchemica durante la quale i due partner si armonizzano su livelli multipli sviluppando capacità extra-sensoriali.
La coppia che pratica l’unione sessuale tantrica, come se fosse un vero rito sacrificale, utilizza le energie fisiche dell’uomo unendole a quelle della donna per raggiungere uno stato di completa armonia con l’Assoluto.
Nel Tantra il godimento fisico non deve essere breve e forzato, ma continuo, spontaneo e raggiunto senza pressioni. La sessualità, e quindi il corpo, è un elemento fondamentale attraverso cui si impara ad amare se stessi, a risvegliare le proprie energie vitali per riversarle poi nell’unione con l’altro. Per questo il Tantra utilizza un complesso e al tempo stesso affascinante simbolismo per rappresentare l’anatomia umana. Ad esempio la colonna vertebrale è vista come l’albero della vita con le radici nel mondo sotterraneo e i rami tesi verso il Paradiso. Alla base dell’albero vertebrale si trova il Serpente del Potere, immagine simbolica del potere divino che si manifesta nella natura. La sessualità tantrica consiste nel risveglio del serpente e nella sua ascesa controllata dalle radici dell’albero ai rami. Questo processo porta a un’illuminazione spirituale e alla liberazione finale da tutto ciò che è materiale. Quando il serpente si trova alla base dell’albero "vertebrale" si manifesta come energia sessuale; quando comincia a salire viene denominato "kundalini"; quando raggiunge la cima dell’albero diventa Spirito. Durante l’atto quindi il serpente non fa altro che svegliarsi e dirigersi verso la contemplazione del divino incarnato nella donna e nell’uomo.
Un altro esempio di simbolismo tantrico lo ritroviamo nella rappresentazione delle lettere dell’alfabeto sanscrito come parti del corpo umano a dimostrazione del fatto che queste sono manifestazioni di differenti aspetti dell’Energia Essenziale.
La sessualità nel Tantra è rivelazione, congiungimento con il Cosmo, possibilità per l’uomo e la donna di arrivare alla completa conoscenza di sé vivendo appassionatamente l’attimo e controllando l’intensità delle emozioni. Il Tantra è contemplazione, scoperta del piacere e della sincerità dei contatti più semplici. Ad esempio è importante guardare il proprio partner, toccarlo, ascoltare la sua voce. È necessario raccogliersi in se stessi prima di incontrarlo. Si può meditare, danzare, o fare una doccia; l’importante è farlo con consapevolezza, approfittare di questo momento per ritrovarsi nella propria pienezza. Il Tantra suggerisce all’inizio di ogni incontro amoroso, un saluto rituale che serve a ricordare a se stessi che si vuole entrare in contatto con l’essenza dell’altro. La prima fase del saluto andrebbe fatta a occhi chiusi, raccogliendosi profondamente in sé. Dopo un primo momento di meditazione si aprono gli occhi per riconoscere l’essenza dell’altro e ci si inchina fino a far entrare in contatto le fronti, il terzo occhio. Tenendo gli occhi aperti e guardando il partner, ci si sente fondere con lui; staccandosi poi lentamente, sempre occhi negli occhi, si avverte il momento in cui si rientra in se stessi.
Secondo i testi tradizionali tantrici  lo sperma contiene la coscienza mentre l’ovulo femminile l’energia creativa primordiale. Il Tantra cerca quindi di non perdere l’enorme energia sessuale contenuta nello sperma, ma al contrario di unirla alle emanazioni orgasmiche femminili in modo tale da sublimare e trascendere la realtà verso la spiritualità. La Scienza degli antichi Saggi (Siddhas) insegna che il potere riproduttivo sessuale (la Forza della Vita) si può trasmutare in forme superiori di energia chiamate Ojas e Tejas, usate dalla mente. E se il cervello necessita di ossigeno e di proteine per funzionare adeguatamente, la mente necessita di grandi quantità di Ojas e Tejas. La trasformazione dell’energia in Ojas e Tejas non avviene solo negli uomini, ma anche nelle donne che praticano il Tantra, nelle quali si assiste a una modificazione dell’ovulazione e del ciclo mestruale. Quest’ultimo risulta scarso o addirittura scompare e l’ovulazione rallenta fino a fermarsi. Quando però si desidera concepire un bambino, le energie si accumulano nell’area pelvica, l’ovulazione torna normale e il ciclo mestruale riappare.

Ecco perché l’orgasmo maschile è considerato come una perdita di flussi vitali e di potenza. Sicuramente l’eiaculazione è un momento rigenerativo e rilassante, ma non è, come molte coppie credono, il punto massimo del piacere quanto piuttosto un’esperienza egoistica che per di più causa una diminuzione d’energia. Come afferma la dottrina Yoga "la perdita dello sperma è perdita di energia. Esporsi a stimolazioni sessuali accresce il potere; controllare il potere significa essere come il vapore in una caldaia".
Grande rilievo nel Tantra viene dato anche al controllo della respirazione: questa viene rallentata fino a un livello tale che i movimenti respiratori sono quasi impercettibili, "immobili". L’immobilità della inspirazione e della espirazione aiuta a liberarsi da tutte le inibizioni e le tensioni, presenti nei modelli mentali umani, e conduce all’arresto dell’orgasmo. Così mentre la respirazione raggiunge la quasi fissità, l’atto d’amore viene sospeso in un orgasmo senza fine.

Comunque il rallentamento dei processi corporali non ha valore di per sé, ma serve solo per evidenziare il fatto che l’energia sessuale deve seguire il suo corso naturale senza "forzature" manifestandosi da sola, senza intrusioni o costrizioni.

Nella preparazione all’estasi tantrica ha un ruolo predominante il massaggio che deve scorrere dalla parte interna del corpo (l’interno delle gambe, delle braccia, il busto, il viso), salire e poi ridiscendere sulle parti esterne (la nuca, il dorso, i glutei, l’esterno delle gambe e delle braccia). Un massaggio che segue questo percorso, partendo dai piedi per risalire lungo le gambe e il busto, girare dietro la nuca e ridiscendere, serve a eliminare le tensioni. Nel senso inverso, partendo dalla nuca, scendendo fino ai piedi per raggiungere la parte anteriore del corpo, aiuta a raccogliere e a concentrare l’energia. Il massaggio può essere costituito anche da carezze e sfioramenti eseguiti dal partner lungo tutto il corpo con tocco leggero, ricorrendo magari anche a un olio, meglio se d’oliva. Alla manipolazione muscolare non deve per forza seguire l’atto sessuale: è semplicemente un momento in cui ci si dona piacere, in cui chi fa il massaggio muove le mani in senso orario e "lavora" come se volesse allentare i muscoli del partner allargandoli, così come si allenta l’intreccio di una corda. Chi lo riceve invece dovrebbe sentire i propri muscoli che si espandono, come se aumentasse lo spazio occupato. Anche in questo esercizio comunque non c’è nessun risultato da ottenere, ma solo espansione della percezione, rilassamento, equilibrio. La scoperta del piacere nel Tantra passa anche attraverso le posizioni da tenere durante l’esperienza sessuale. La più praticata è quella che vede i due partner seduti uno di fronte all’altro; l’uomo nella posizione del loto (Padmasana), la donna seduta sul suo grembo con le gambe che circondano il bacino dell’amato e le braccia intorno al collo in uno stato di abbandono estatico (il nome tibetano di questa posizione è Yab-Yum, che significa "madre-padre"). La coppia deve rimanere immobile e prolungare l’abbraccio così che lo scambio d’energia sia passivo e ricettivo piuttosto che attivo e d’attesa. Nulla viene fatto per far sorgere l’energia sessuale: si deve seguire solo il suo flusso naturale, senza forzature. La sensazione che si ha di solito è quella di una completa fusione di corpi, come se i due partner trascendessero le loro limitazioni fisiche e psichiche per raggiungere una felicità senza confini.

La sessualità di tipo contemplativo, che il Tantra esalta, ricorda la cerimonia del tè in Giappone, un rito che ha le sue radici nella pratica dello Zen e che associa l’estasi metafisica all’usanza di bere il tè con pochi amici. Durante questa consuetudine così affascinante, l’azione più importante da compiere è proprio l’atto della contemplazione continua, mentre i gesti, le parole, i movimenti passano in secondo piano.

Il Tantra rivela quindi l’unità intrinseca tra il fisico e lo spirituale, conducendo a una felicità vista come totale abbandono, grazia divina, contemplazione e non come un’abilità da perfezionare continuamente praticando certe tecniche, come considerano purtroppo la maggioranza di coloro che hanno già cominciato a "esercitarsi" in questa dottrina orientale.

Il vero cammino tantrico si sviluppa al contrario attraverso un lavoro mirato a ripulire il nostro pensiero dalle false programmazioni e dagli errori del passato; insegna il totale abbandono alla vita: il fluire con essa, accettando tutto quello che succede, godendo di ogni istante e di ogni cosa. È possibile così raggiungere la coscienza della propria sessualità per ricavarne una fonte di gioia e di godimento, perfezionare l’integrazione tra l’energia maschile e quella femminile per cogliere la propria completezza, stimolare un lavoro mirato a prendere consapevolezza delle proprie limitazioni, per rispettarle o poterle trascendere affinché sia veramente possibile "incontrare l’altro", e vivere la sessualità come unione con il tutto.

"Il tantrismo è, probabilmente, la sola filosofia antica che abbia attraversato tutti i sussulti della storia , tutte le invasioni, tutte le dominazioni, per giungere sino a noi intatta in trasmissione ininterrotta da maestro a discepolo, la sola anche a conservare l'immagine della Grande Dea, senza operare l'invasione di potere tra la donna e l'uomo per favorire quest'ultimo…

Il tantrismo è una via d'amore totale che conduce verso la libertà dell'essere. E' attraverso la narrazione dell'incontro e dell'insegnamento d'una grande yogini che vi propongo di condividere questa esperienza meravigliosa."

Daniel Odier