E adesso come faccio a ritrovare la mia femminilita’?

L’altro giorno giravamo su un forum tantrico e abbiamo trovato un appello sincero, autentico, toccante di una donna che chiedeva come si fa a ritrovare la femminilita’ perduta. Ne sentiva la mancanza. Ci ha colpito.

Soprattutto, come in questo caso a detta di questa donna, la sua femminilita’ perduta derivava da uno schema corporeo di una corazza che si erge a proteggere un femminile abusato e ferito, ma che poi questo atto di protezione necessariamente soffoca completamente il femminile.

E’ gravissimo lo scotto da pagare.

Io mi difendo da un maschile, e cosi’ sono “protetta”, dico di no a tutti, ma poi in questa modalita’ di difesa uccide il femminile che rimane imprigionato in questa corazza e soffoca, muore.

E spesso poi questo si manifesta nel corpo, che non mente mai, come invece mentiamo a noi stessi attraverso il mentale.

“…Sto benissimo cosi’, non ho bisogno di nulla, tanto meno di un maschile!!!..”

E poi il corpo manifesta psoriasi al pube e al seno, mal di testa lancinanti (come indicava questa donna), blocco del mestruo, acquisizione di sovrappeso notevole, problemi sensoriali, perdita dell’olfatto, dolori lancinanti alle ovaie, malattie autoimmuni e chissa’ quant’altro.

Dice Vicky Noble, nota conduttrice di gruppi di spiritualita’ femminile, che in una recente traduzione della vita della yogini tantrica tibetana Yeshe Tsogyal, questa e il suo giovane compagno (scelto per lei dal guru Padmasambhava) “si ritirarono in una grotta che nessuno aveva mai scoperto prima (ed ora è in effetti conosciuta come ‘la grotta segreta di Tsogyal’), e lì, per sette mesi, si dedicarono alla coltivazione delle quattro felicità”. 
Questa intensa pratica di Yoga tantrico, che comprendeva la sessualità come suo fondamento, le permise di coltivare potenti siddhi, poteri paranormali. “La Signora Tsogyal poteva attraversare ogni sorta di oggetti, e il suo corpo non fu più assoggettato all’invecchiamento, alla malattia e alla decadenza.

Ora cosi’ come l’utilizzo della energia sessuale consapevole sembra donare dei poteri, il suo non utilizzo e l’allontanamento da un incontro tra maschile e femminile, potrebbe far decadere il corpo femminile, in una sorta di disarmonicita’.

Questa donna proseguiva dicendo che appena gli si avvicina un maschile, scatta la difesa, vede difetti a tutti gli uomini, diventa sarcastica, vede abusanti in ogni maschile.

L’abuso non e’ solo quello sessuale (che pure esiste), ma che e’ comunque limitato come numero di casi, ma e’ piu’ che altro un abuso affettivo/spirituale anche.  Le volte che come donna non mi sono sentita rispettata.

Inoltre agisce in questo campo anche il vissuto delle donne che risuona in un passato, anche remoto generazionale, che non e’ vissuto personalmente. La memoria delle donne bruciate nei secoli rieccheggia nel femminile.

Pero’ occorre anche uscire dallo schema, altrimenti viviamo imprigionati dal velo di Maya, la illusione, eternamente bloccati nella creativita’ della nostra vita. 

Tema caldo questo e molto molto diffuso in Italia. Quando facciamo Yoga in nudita’ le donne un po’ latitano, allora chiediamo a loro come mai in un pratica rispettosa e piacevole, dove non si tocca nessuno e nessuno ti invade, condotta in penombra con grande professionalita’ dalla maestra Sabrina, le donne tendono a latitare?

E le donne ti rispondono che temono di non essere rispettate, di essere importunate, hanno dei vissuti di sopraffazione.  Ovviamente non c’e’ nulla di reale in tutto cio’ , ma e’ il vissuto, il velo di Maya, la illusione, che prevale spesso sul femminile.

Un vissuto di prevaricazione anche se prevaricazione non c’e’.

E questo vissuto poi blocca e frena la femminilita’. Potremmo dire la stessa cosa per la partecipazione dei corsi di Tantra, dove poi le donne che hanno partecipato scoprono un bel maschile, una sana maniera di relazionarsi con gli uomini, una armonia di interazione tra Shiva e Shakti, con tutto il loro stupore e sbigottimento, perche’ cadono i vissuti negativi che la mente autoingannante proiettava.

Si immaginavano di essere soprafatte e di essere importunate, di non essere rispettate e si ritrovano invece in un clima di grande rispetto e gioia di stare con il maschile. Una gioia finalmente guaritrice.

“…Oh Mente! Perché ti sei intossicato al vino delle credenze? Piuttosto che all’amore vero? Perché hai visto una realtà irreale? La tua assenza e divisione, mi ha proiettata in un mondo di artifici. E di movimenti illusori…” – Lallaśvarī – Maestra Tantrica XII sec

Nel forum allora molto carinamente in molti hanno fatto delle proposte rispetto alla richiesta di questa donna, e in particolar modo sono piovute proposte di innumerevoli tecniche, Fai questo , respira cosi’, usa questo metodo o usa questa tecnica. Si, tutto molto interessante, fai questo corso tecnico o quell’altro stage, ma per nostra esperienza non e’ risolutivo. Utile, ma non risolutivo.

Il Tantra non e’ tecnica, non e’ strumento, non e’ un pacchetto da applicare come una pillola. Prendi questa capsula e tutto si risolve. Questo e’ il credo occidentale. Siedi in questo modo o in quell’altro e medita. Troppi percorsi sono solo teorici, perche’ di fatto agiscono nel campo del mentale, ma la ferita qui sta prevalentemente nel corpo, nella memoria cellulare e non solo nella mente. La memoria cellulare e’ raggiunta nel corpo e non nel campo mentale.

Spesso ci dimentichiamo che siamo composti da tre centri energetici, Mente, Emozioni e Istinti, sesto chackra, quarto chackra e primo chackra, non siamo composti solo dal campo mentale. La nostra essenza e’ Trina.

Gli antichi testi tantrici parlano di VOLONTA” governata dalla divinita’ Vama dove risiede la energia della Mente, CONOSCENZA, governata dalla divinita’ Iyestha, dove risiede l’energia del Cuore e ATTIVITA’ governata dalla divinita’ Raudri, dove risiede l’energia dell’istinto, l’energia della Shakti che e’ posta nei genitali.

Ed e’ nel corpo che occorre andare ad agire e non solo nel campo cognitivo, occorre agire attraverso l’esperienza diretta, anche perche’ le ferite si radicano nel corpo che agisce nella memoria del cervello della pancia, dove irradia il secondo chackra. E il Tantra lavora nell’esperienza del corpo tra emozioni e istinti.

“…Nel corpo dimora la grande conoscenza, completamente priva di qualsiasi giudizio. Essa pervade tutte le cose. E’ presente in tutto il corpo, eppure non scaturisce dal corpo…” Hevajra Tantra

L’aspetto che il Tantra ci insegna che e’ pero’ il campo radiante affettivo che agisce a livello di guarigione. Non la tecnica. Lo strumento e’ solo un supporto, ma che diventa sterile se non e’ coadiuvato dalla radianza del Cuore, dove risiede la autentica CONOSCENZA, come ci ricordano i testi sacri.
In un corso e’ la radianza del Cuore dei conduttori e del clima Energetico Affettivo creato nel gruppo che agisce una guarigione. Non la tecnica. La tecnica e’ intercambiabile. La tecnica e’ sterile.  Se invece si e’ in una sessione privata e’ il Cuore del terapeuta, sia esso maschile o femminile, che favorisce la guarigione. Se questo e’ presente abbiamo potuto osservare a volte delle guarigioni istantanee.

Ovviamente questa guarigione puo’ essere attivata solo se chi riceve ha voglia di sanarsi e di porre rimedio alla conoscenza del proprio se’,  di interrompere il ciclo vizioso negativo, altrimenti anche la Radianza del Cuore del gruppo o del terapeuta non potra’ nulla. Si parte sempre da noi e dalla nostra volonta’ di cambiamento.
Questa e’ la nostra esperienza.

Jose’&Resya – TantraLove

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