La sessualita’ c’entra con il Tantra?

E’ una domanda che sentiamo ricorrere spesso. A cui sentiamo dare risposte di vario tipo. Proviamo a comunicare la nostra visione in funzione alla nostra approfondita conoscenza della Via Tantrica, anche perche’ ci sembra una questione importante.

Solitamente osserviamo un oscillare tra gli estremi, la sessualita’ non c’entra assolutamente nulla con il Tantra, La sessualita’ e’ fondamentale nel Tantra. In realta’ la risposta e’ nel mezzo.

Il primo aspetto che possiamo dire che all’interno della Via del Tantra della mano Destra o Tantra Bianco la sessualita’ condivisa incarnata non e’ contemplata come strumento. Altre sono le pratiche a cui il Tantra Bianco pone maggiore attenzione e sono incentrate su aspetti simbolici e metafisici, e quindi mai calati nella realta’ vissuta nell’esperienza.

Invece nella Via del Tantra della Mano Sinistra o Tantra Rosso, la sessualita’ puo’ invece essere contemplata e prevista come strumento di crescita e di conoscenza del se’. Quindi troviamo il primo bivio: nel Tantra Bianco la sessualita’ condivisa non e’ prevista, nel Tantra Rosso si.

“…In piedi! Donna regale ! Pronta ad offrire vino, carne, e piacere dei sensi. Quando conosci lo stato supremo tutto si riunisce al cuore della non dualità. Quando celebri in compagnia degli altri Tantrika glorifichi la Via della Mano Sinistra…” – Lallaśvarī – Maestra Tantrica XII sec

Quindi la prima risposta a un tale quesito e’ a quale linea filosofica del Tantra ti stai riferendo? Via Destra o la Via Sinistra?

Ma anche se nella Via della Mano Sinistra la Sessualita’ Sacra e’ uno degli strumenti che e’ possibile utilizzare come pratica, cio’ agita molto le menti di noi occidentali degli anni 2000, pieni come siamo di giudizi rispetto alla sessualita’, che abbiamo assorbito gli schemi pregiudizievoli cattolici del peccato da almeno un paio di millenni. 
E allora vediamo sorgere risposte molto giudicanti e piene di pregiudizio, risposte che non fanno altro che includere i nostri giudizi personali e le nostre visioni distorte e limitate come occidentali.

Un conto sono i nostri giudizi personali, un conto e’ cio’ che veicola il Tantra.

Non va bene, e’ disdicevole, inopportuno, peccaminoso, negativo, manipolatorio. Risposte che criticano anche le scuole tantriche della Via della Mano Sinistra che includono come strumento di crescita anche la sessualita’. Nel Tantra Rosso l’uomo non e’ spezzato energeticamente in due, tra sopra e sotto, tra alto e basso, tra immanenza e trascendenza.

Nei testi tantrici antichi del Tantra della Via della Mano Sinistra nessun giudizio viene veicolato rispetto l’utilizzo della sessualita’ come pratica, essendo la via tantrica rossa assente a ogni giudizio, perche’ e’ una via di Liberazione. 

Infatti come potremmo liberarci dagli schemi restrittivi in un Via piena di Giudizio, sensi di colpa e di regole? 

Nella Via della Mano Sinistra possono essere state trasmesse delle indicazioni, o dei suggerimenti, possono essere stati veicolati dei rituali o pratiche specifiche, vengono suggerite indicazioni su come attraversare nel miglior modo le pratiche, ma non certamente viene indicata una stigmatizzazione negativa della sessualita’ sacra come energia inopportuna alla crescita del se’.

“…L’uomo vede la donna come una Dea. La donna vede l’uomo come un Dio. Attraverso l’unione dello Scettro di Diamante e del Fiore del Loto loro dovrebbero compiere offerte uno all’altro. Non c’e’ alcuna adorazione oltre a questa…” – Candamaharosana Tantra

La sessualita’ rappresenta quindi nel Tantra Rosso uno degli strumenti trasmutativi piu’ potenti, perche’ non passa dalla mente dualizzante. 
La Sessualita’ risiede negli istinti, nel cervello della pancia, nel corpo e nel corpo risiede una intelligenza naturale e diretta e soprattutto risiede una conoscenza archetipica che integra e non divide il nostro essere. Di due ne fa uno.

“….Così il corpo giova vederlo pieno di tutti i cammini, variegato dal vario operare del tempo, sede di tutti i moti del tempo e dello spazio. Il corpo, così veduto, e dentro di sé naturato di tutte le divinità, dev’essere quindi oggetto di contemplazione, di adorazione e di riti di soddisfazione. Chi penetra in esso, trova la liberazione…..” – Abhinavagupta maestro tantrico XI sec.

Anche la sessualita’ piu’ mondana, senza grandi fini evolutivi e inconsapevole, per il solo motivo di attraversarla, anche inconsciamente, genera comunque, anche nelle persone inconsapevoli, dei semi di crescita personale. Tanto piu’ quando la sessualita’ e’ veicolata con presenza in un momento di crescita e di interazione estatica, un momento di riunificazione tra corpo, emozioni, spirito e mente.  Tutto ciò che riavvicina ed armonizza sessualità e spiritualità e non danneggia il corpo e la mente, ma piuttosto li fa stare meglio va sempre bene.

Certo meglio che sia una sessualita’ priva di brama, priva di ossessioni, priva di dipendenza, una sessualita’ che non ruba all’altro qualcosa, che non usa l’altro come mero strumento manipolatorio, non un semplice strofinio meccanico di organi genitali, che non riduce ad un oggetto l’altro, priva di dominio e controllo sull’altro, ma che diventa momento di condivisione sacra di unione tra Shiva e Shakti.

È giusto rifiutare la sessualità volgare, mercificata, violenta, abbrutita e lontana dalla spiritualità.
La sessualità separata dalla spiritualità perde il suo punto di forza, che è l’energia divina e sacra che pervade ogni corpo vivente. Però chi parla di spiritualità e nega la fisicità va contro la natura creatrice della vita stessa.

Il campo della sessualita’ e’ un campo delicato, perche’ dobbiamo sempre chiederci se la visione che abbiamo della sessualita’ all’interno dei rituali sia vista da noi stessi come negativa, manipolatoria, disdicevole per qualche nostro irrisolto o qualche trauma con il campo energetico dell’energia sessuale. Se non siamo liberi dal giudizio, integrare la sessualita’ in un percorso di crescita sara’ complesso, perche’ la proiezione e il pregiudizio saranno sempre in agguato.

La Sacra unione sessuale tra un maschile e un femminile puo’ portarci in campi estatici trascendenti difficilmente tangibili con altre pratiche, oppure tangibili con grossa difficolta’ o con anni di pratica. La Sessualita’ Sacra rappresenta quindi la possibilita’ di un accesso diretto, non mediato, con la Trascendenza.

“….La Shakty consiste nel piacere della yoni; Il supremo Shiva e’ il Lingam; la destrezza della loro congiunzione e’ causa del piacere del mondo..…” – Sahajayoginicinta Tantra

Infatti la donna nel Tantra viene vista come ponte tra la immanenza e quindi la sessualita’ fisica e la trascendenza, la spiritualita’.  Nel Tantra si dice che Shiva è incapace senza Shakti e Shakti è la sacerdotessa.
Perciò, quando si pratica la Sessualita’ Sacra, l’uomo deve avere una attitudine assolutamente tantrica nei confronti della donna.  Prolungando la durata del culmine dell’estasi sessuale, i Tantrici del passato, hanno scoperto che l’atto sessuale poteva essere utilizzato per esplorare differenti stati di coscienza, ma anche per approfondire l’intimità fra due amanti.

Occorre pero’ non cadere nel tranello nel vedere la Sessualita’ come unico strumento del Tantra Rosso. La Sessualita’ Sacra e’ solo UNO dei molteplici degli strumenti, assieme ad altri (che possono anche non includere la sessualita’), perche’ ampie e numerose sono le pratiche utilizzate dal Tantra. Ricordiamo che ‘e sempre l’integrazione delle sette energie che ci compongono e non di una sola. L’esplorazione dell’energia dei sette chackra. Energia Trascendente, energia meditativa, energia espressiva, energia affettiva, energia radiante, energia emozionale ed energia sessuale.

La Sessualita’ Sacra non puo’ essere fonte di critica dall’esterno, perche’ solo chi interagisce nel rituale puo’ sapere e comprendere le reali energie in gioco e i processi trasmutativi in atto, il resto e’ solo giudizio dell’ego. Tutto cio’ che viene giudicato dall’esterno, attraverso la mente dualizzante, e’ appunto solo pregiudizio superficiale gratuito.

Il Sesso Sacro va a toccare corde energetiche che possono essere fatte vibrare al meglio solo con la Sessualita’. La Sessualita’ coinvolge tutti i chacra, tutti i nostri centri energetici, ed e’ l’unica energia a permettere cio’. Altre pratiche interessano prevalentemente un chackra alla volta, ma non sono cosi’ potenzialmente trasmutative. 

Quindi il tantra ci ricorda di vivere  la sessualità con la pienezza dei sensi sottili che hai sviluppato, di gioire di essa nella pienezza dei sensi,  profumi, gusto, visione e del tocco, annegati nel “qui ed ora” del piacere intenso che essa ti arreca, e al tempo stesso ricorda che il “samadhi” , l’estasi che provi  non è che l’anticipazione pallida di un ben più alto samadhi che ti attende: la fusione con Dio

Jose’&Resya – TantraLove