I Tipi Mentali e il Tantra

Tra i tre tipi umani descritti dal Tantra, che stanno sopra la punta del tridente di Shiva, Emozionali Istintivi e Mentali questi ultimi, i Mentali,  sono quelli che tendono a faticare di piu’ nell’intraprendere il percorso tantrico.

La mente mente.

Da sempre i maestri tantrici mettono in guardia gli aspetti disfunzionali e proiettivi della mente. La mente dei pensieri incessanti, la Vritti. La mente che vuole distruggere la esperienza autentica del corpo. La mente che vuole giudicare e separare.

“…Oh Mente! Perché ti sei intossicata al vino delle credenze? Piuttosto che all’amore vero? Perché hai visto una realtà irreale? La tua assenza e divisione, mi ha proiettata in un mondo di artifici. E di movimenti illusori…” – Lalleshvarī – Maestra Tantrica XII sec.

Per un mentale la gabbia della mente puo’ essere terribile, perche’ non lascia mai o quasi mai spazio al sentire del corpo, ti proietta nel Velo di Maya, la illusione.

Nel massaggio tantrico rituale e’ molto visibile questo processo. Una donna o un uomo mentale fanno una esperienza di piacere nel corpo, autentica e genuina attraverso il tocco consapevole del massaggio.
Gia’, perche’ il mentale non e’ che sempre non sente, puo’ anche sentire, ma poi la mente giudicante penetra a posteriori e DISTRUGGE l’esperienza compiuta nella genuinita’.

Man mano che passa il tempo e i giorni la mente duale e separativa penetra con il suo giudizio pesante e smonta pezzo per pezzo la esperienza vissuta nell’autenticita’. “….Non e’ vero…non ho sentito questo…mi sono sbagliata/o… non ricordo bene…ma quel libro dice cosi’….”

I giudizi prendono il sopravvento….” …Mi sono lasciata troppo andare…” “ …Mio dio non e’ giusto..”…” Non  va bene..” “..ho letto in quel testo pero’ che invece ….”

Compaiono a volte anche i giudizi pesanti nei confronti della maestra o maestro che ha “osato” portarti nel campo del sentire e non nel campo della proiezione tecnica mentale. Un dono viene scambiato dal mentale per una colpa.

Come insegna l’enneagramma il mentale e’ fondamentalmente una persona che attua un campo difensivo molto potente. Il mentale deve fare i conti con la PAURA di sentire. Dove mi portera’ tutto cio’? Solitamente dopo una esperienza il mentale dice “….mi devo fermare un attino…devo rielaborare…”, ma spesso cio’ nasconde una scusa per non affrontare.

Si tratta di una rielaborazione a posteriori che separa la persona dal vissuto reale e la proietta in un mondo artificiale. In pratica separa la persona dal Qui e Ora. Ci ricorda il Tantra che:

“…Cio’ che e’ Qui e’ anche La’. Cio’ che non e’ Qui non e’ in alcun altro luogo…” – Vishvasára Tantra

Il mentale vuole dividere tutto tra giusto e ingiusto, tra puro e impuro. Ma cio’ e’ contrario di fatto alla visione tantrica.

“…Secondo la conoscenza umana del mondo sembra esistere puro e impuro, ma quando la Suprema Illuminazione è stata acquisita, non vi è alcuna distinzione tra puro e impuro. Per lui che sa che Shiva è in tutte le cose ed eterno, cosa può essere impuro?… ” – Mahanirvana Tantra

La lotta del mentale nel percorso tantrico e’ nella capacita’ di zittire la mente che mente, la mente giudicativa, la mente dei tecnicismi. E lasciare spazio al sentire autentico nel QUI e ORA senza rielaborazioni mentali inutili e fuorvianti. Lasciare l’esperienza vissuta scevra dal giudizio.

“…Quando la mente che differenzia si assopisce la kundalini si sveglia. La sorgente dei cinque sensi sgorga continuamente. L’acqua della presenza continua al mondo e’ dolce, e io la offro a Shiva…” – Lalleśvharī – Maestra Tantrica XII sec

Solo quando la mente dualizzante si assopisce la possibilita’ di far scorrere energie si sveglia.

Spesso il mentale e’ abbarbicato a termini roboanti, al tecnicismo, e’ invaso dalla cultura scritta dei libri e delle prescrizioni tecniche.  Uno degli aspetti del mentale si manifesta anche attraverso via Vedica Bianca Indiana dei Brahmini tronfi e saccenti della loro cultura.
Ricordiamo alcuni antichi aforismi tantrici:

“…Facendosi belli mostrando la loro conoscenza sterile, di sintassi, metrica e altre artificiosita’ retoriche nel campo delle lettere e dei suoni, questi sciocchi rimangono storditi, confusi e timorosi. La Verita’ e’ una cosa, ma cio’ che essi comprendono e’ tutt’altro; una cosa e’ il significato  della sacra scrittura e una altra cosa e’ quel che loro intendono. Parlano degli alti stati di coscienza senza ego, ma non ne hanno esperienza e il modo in cui vivono e’ totalmente diverso se non l’esatto contrario. Alcuni sono vittime dell’egoismo ed altri sono privi di istruzione. Cantano i Veda e ne discutono tra loro , ma non conoscono la verita’, proprio come il mestolo non gusta il sapore della minestra  che contiene…” Kularnava Tantra

e ancora:

“…I fiori possono adornare la testa , ma e’ il naso che ne sente il profumo. Allo stesso modo ci sono tante persone che recitano i Veda e le sacre scritture, ma rare sono quelle in sintonia che ne incarnano lo spirito. Dimenticando che la Verita’ Divina e’ dentro di se’, costoro la cercano nei libri, come il pastore che va a cercare la pecora nel pozzo quand’essa e’ gia’ nell’ovile…”-   Kularnava Tantra

Se un mentale riesce in questo processo di zittire la mente dei pensieri incessanti, spesso un po’ troppo tecnici, allora puo’ davvero intraprendere un percorso potente di crescita, ancor piu’ dei tipi emozionali o istintivi.

Ma questo solitamente accade raramente, perchè il mentale e’ preda inconsapevole o consapevole della propria corteccia celebrale iper-sviluppata.

Jose’&Resya – TantraLove

“…La natura divina che lo yogin raggiunge non è qualcosa che prima non fosse, ma null’altro che la sua stessa intima natura di cui egli era soltanto incapace di prendere coscienza benché fosse manifesta, per colpa delle costruzioni mentali suscitate dalla potenza di Māyā, la illusione. Attraverso la graduale illustrazione dei mezzi suddetti, proprio questa natura divina viene portata alla luce…”  – Ksemaraja – maestro tantrico XI sec.

Gli autori di questa pagina sono José & Resya Satchitshanti.