La differenza tra Osservazione e Giudizio

Abbiamo notato che spesso tra i praticanti tantrici emerge una confusione, a volte anche rilevante, tra Osservazione e Giudizio, tenendo conto che il confine puo’ essere labile se non equilibrato.

Il primo aspetto che si puo’ rilevare e’ che la “impossibilita’” di osservazione del se’ viene veicolata da un atteggiamento spesso tendenzialmente New Age radical, in quanto si scivola immediatamente in una bollatura del campo di osservazione vissuto inevitabilmente come “Giudizio”.
Questo e’ un peccato originale new age che porta di fatto alla paralisi dell’evoluzione personale in quanto questa modalita’ di porsi, porta al blocco del campo del discernimento. Sono ostacolato proprio perche’ il mio potente giudice interiore non mi permette moralisticamente di osservare oggettivamente, perche’ tutto viene marchiato pesantemente e immotivatamente come “Giudizio” e quindi devo astenermi dalla possibilita’ di osservare, altrimenti cado malauguratamente nel tanto vituperato Giudizio, tutti si devono astenere al campo osservativo. La capacita’ di osservare viene vissuta come colpa del giudizio. E’ di fatto una sottile ed elaborata strategia difensiva.

Nel Tantra invece la capacita’ di osservazione, anche se a volte puo’ essere dolorosa ed e’ complessa, e’ importante perche’, senza osservazione dei miei comportamenti non puo’ esserci di fatto evoluzione.

Quale e’ la differenza tra Osservazione e Giudizio.

L’osservazione e’ piu’ fredda, valuta in equilibrio meramente gli stati emozionali di un accadimento oggettivo prendendo atto di un comportamento o di uno stato d’animo. Tanto in uno strato vivente incarnato della vita di tutti i giorni,  ci saranno sempre accadimenti e particolarita’ del modo di essere reali e non immaginativi. La osservazione e’ connessa a uno stato oggettivo di realta’. La osservazione tende ad essere priva aspetti morali, e gli accadimenti, nel tantra, vengono osservati come strati energetici. La osservazione la descrizione oggettiva di ciò che accade, e’ basata sui fatti. Descrive ciò che i sensi percepiscono (vedere, sentire, udire…). Tende a essere neutrale e verificabile e tende a non includere proiezioni. Spesso la osservazione e’ ostacolata dalla mente che mente.

Ci ricordano gli antichi maestri tantrici, pieni di saggezza di vita:

“…Quando per l’assenza di limitazioni, l’aberrazione del funzionamento della mente causato dal non-riconoscimento della natura essenziale cessa, gli stati quali l’ira, la disillusione ecc. appaiono come delle semplici espressioni della Coscienza del perfetto e venerato Signore Bhairava” – Abhinavagupta Maestro Tantrico Kashmiro  XI.sec

Il Giudizio, e’ caldo, spesso perde l’equilibrio di osservazione degli stati emozionali di un accadimento oggettivo. Carica la osservazione di aspetti moralistici e il giudizio e’ poco connesso a uno stato oggettivo di realta’ o non lo vuole riconoscere. Il giudizio e’ colmo di aspetti di proiezione immaginative sull’altro e verso se’ stessi. Il giudizio attribuisce un valore (giusto/sbagliato, bello/brutto, buono/cattivo), nasce da filtri personali e da condizionamenti del passato, basato su cultura o aspettative. Può essere critico o elogiativo, ma non è neutrale, e porta spesso a malintesi. Il Giudizio alimenta una valutazione meramente soggettiva che spesso mescola opinioni, emozioni e interpretazioni.

Stato Osservativo:

  • “Marco ha alzato la voce.”
  • “Maria è arrivata alle 9:15.”
  • “Il bicchiere è caduto e si è rotto.”

Stato Giudicante:

  •  “Marco è aggressivo.”
  • “Maria è sempre in ritardo.”
  • “È un disastro, sei sempre disattento.”

Per esempio in un corso si puo’ anche osservare un praticante che si rifiuta di entrare in un determinato esercizio tantrico, a volte anche molto semplici.  Tenendo conto che questo a volte accade ed e’ accettato e accolto, non ci si puo’ pero’ poi esimere, in un percorso tantrico degno di questo nome,  della possibilita’ di poter comprendere quale barriera difensiva od ostacolo emozionale ha portato alla impossibilita’ di entrare in una esperienza.
Lo strato osservativo e’ che l’esercizio non e’ stato possibile attraversarlo per la opposizione del praticante. E non e’ un giudizio, e’ una presa di contatto dello stato oggettivo di realta’. Sarebbe poi, tantricamente interessante, comprendere cosa si nasconde, se possibile, sotto alla ostacolo di entrare in una esperienza. Un blocco emozionale? Un trauma infantile? Una rigidita’ di archetipo di carattere? Un momento di chiusura? Perche? 

Quando un maestro/a fa notare in uno stato oggettivo di osservazione, dell’esistenza di qualche blocco che ha impedito una esperienza,   nel praticante puo’ scattare il rifiuto a osservare  un proprio dolore o blocco  interiore che non permette una visione lucida della realta’. In qualche caso puo’ anche scattare nel discepolo il meccanismo di bollare l’insegnante come “giudicante”. Al contrario, e’ semplicemente un ulteriore meccanismo difensivo per sfuggire alla realta’ troppo dolorosa. Ecco una possibile confusione tra Osservazione e Giudizio. E’ compito dell’insegnante tantrico far emergere i blocchi limitanti per poi andare possibilmente nella  direzione della liberazione.

E’ importante ricordare che nel percorso tantrico l’apprendimento, piu’ che attraverso la teoria, avviene attraverso la pratica e l’osservazione della esperienza che e’ davvero l’unico sensore autentico del nostro stato evolutivo.  Il resto spesso sono mere chiacchiere.

Ce lo ricorda anche Lallaswari antica maestra tantrica Kashmira del XII sec.

“…C’è un mistero, una verità da afferrare. È facile conoscere le scritture, ma difficile incarnarle. La ricerca della realtà è un processo sottile, con la esperienza sola gli insegnamenti sono fioriti nel mio cuore e ho raggiunto la felicità suprema…” 

Per il percorso tantrico la capacita’ di osservazione e’ imperativa se si vuole evolvere, che non deve essere confusa disfunzionalmente come giudizio, che e’ un altro aspetto. La capacita’ di discernimento, opposta alla confusione di stampo radical new age, e’ vitale per il senso di autenticita’ oltre la mente che mente del campo osservativo dello stato oggettivo di realta’.

Jose’&Resya TantraLove

 

Gli autori di questa pagina sono José & Resya Satchitshanti.