Coronavirus. I dati non tornano…..

Nella orgia di notizie contrastanti, molto spesso manipolatorie e connesse a meri interessi economici, e’ sorto in noi la esigenza di fare un po’ piu’ di chiarezza, e l’unico modo e’ ancorarci allo stato oggettivo dell’arte e ai dati ufficiali.  Il tantra e’ noto per attenersi alla realta’ come Via, lontano dai veli di Maya dell’Illusione.

Ora qui non si mette in discussione il dolore sincero provato per la perdita dei propri cari, che alcuni hanno vissuto, a cui va il nostro rispetto e comprensione. Si tratta pero’ di fare una fredda analisi dei dati. Ne scopriremo delle belle….

Esiste infatti un problema dove (anche per la naturale propensione della razza umana) si rincorre lo stato delle emozioni, senza riflettere. A livello statistico, cioe’ nella comprensione piu’ ampia e globale di una problematica non ci si puo’ affidare delle mere sensazioni soggettive umane, di uno stato giudicante ristretto e limitato alla semplicistica visione del proprio limitato intorno, perche’ la percezione diventa distorta. Affermare “..cavolo il mio vicino di 80 anni e’ morto..”  oppure “..accidenti il cugino di mia zia e’ in terapia intensiva…” oppure “….la nonna della insegnante di mia figlia e’ deceduta..” non rappresenta una analisi congrua, ne’ tanto meno una analisi che si basa su dati oggettivi, ma solo su una visione estemporanea soggettiva. In pratica si va di pancia.

Di questo aspetto disfunzionale della psicologia umana lo sanno bene molti (fortunatamente non tutti) giornalisti e politici prezzolati, che sbattono in prima pagina in forma scandalistica i camion militari a Bergamo che trasportano le bare, o le file di bare in chiesa, a volte addirittura tratte da foto di repertorio, il tutto per alimentare gratuitamente la paura emozionale e magari vendere qualche giornale in piu’ o predisporre atti manipolativi politici futuri come far passare la pseudoutilita’ del vaccino. E non e’ che non ci riescono a instillare la paura, i nostri genitori anziani sono ora terrorizzati e a nulla valgono le nostre rassicurazioni giusto per fare un esempio. L’inganno ha funzionato.

A questo meccanismo umano sono “contagiati” anche gli organi governativi cui rincorrono una sequenza di provvedimenti facendo a gara a chi inasprisce di piu’ le disposizioni con molti dubbi sulla vera logica o effettiva utilita’.

Sta inoltre emergendo, e probabilmente lo vedremo sempre piu’ in futuro, una divergenza tra comportamenti dell’Italia e degli altri stati. Per esempio la Spagna e l’Austria  stanno gia’ andando in una direzione del rilassare le dure disposizioni prese, nonostante si siano mossi molto in ritardo rispetto l’Italia con disposizioni di quarentana generale (lockdown).

Allora la domanda a cui rispondere e’:  tutte queste misure aggressive e lesive anche delle liberta’ e dei diritti umani appaiono come giustificate e congrue? 

Allora atteniamoci a uno stato oggettivo dell’arte. Analizziamo i crudi dati Italiani dall’ISTAT.

Se vuoi controllare ai dati ISTAT governativi del 2017 clicca qui:

http://dati.istat.it/Index.aspx?QueryId=26441

Dal sito governativo dell’ISTAT, prendiamo i dati delle zone piu’ colpite di Italia, e possiamo per esempio osservare che nel NORD-OVEST (Piemonte, Lombardia, Liguria, Val d’Aosta) ci sono stati nel 2017  N.175.439 decessi per ospedalizzazione di cui 14.921 decessi per malattie del sistema respiratorio (polmoniti, infezioni alle basse vie respiratorie ecc.) molte provocate dalla consueta e usuale influenza stagionale (H3N2)

Nel NORD-EST (Trentino, Friuli, Veneto ed Emilia) ci sono state nel 2017  N.123.799 decessi per ospedalizzazione di cui 10.430 decessi per malattie del sistema respiratorio (polmoniti, infezioni alle basse vie respiratorie ecc.) molte dovute alla consueta e usuale influenza stagionale.(H3N2)

Allora il primo dato che balza all’occhio e’ che non e’ che prima non si moriva, e ora improvvisamente e’ una strage. Tra NORD EST+OVEST per ospedalizzazione ci sono stati nel 2017 299.238 decessi, che su base mensile significano 24.936 decessi /meseSe prendiamo le sole malattie respiratorie (polmoniti, infezioni basse  ecc.) ammontano a 25.351 decessi. 

Se confrontiamo su base mensile dalla partenza ipotetica del COVID19 (dal 22 febbraio 2020) a oggi aprile 2020, quindi due mesi rispetto al 2017 dobbiamo confrontare il dato di 50.702 decessi in due mesi nel 2017 contro 15.128 decessi ipotetici COVID19 nel 2020 (al 9-04-2020) un decremento di circa 3 volte. Diciamo ipotetici perche’ l’ISS, (Istituto superiore della sanita’) dovrebbe poi confermare se sono effettivamente morti PER COVID19 o CON COVID19 o altro, quindi il dato potrebbe scendere ancora.

Se vuoi controllare i dati ISS governativi clicca qui:

https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Report-COVID-2019_9_aprile.pdf

Se volessimo solo analizzare le morti ipotetiche nel NORD EST+OVEST (zona piu’ colpita) per COVID19 allora il dato da confrontare e’ 15.128 (9-4-2020) contro 25.351 (2017) decessi per malattie respiratorie, cioe’ anche qui un decremento di circa il -40%.  Ma poi dovessimo prendere il dato intero italiano allora addirittura la analisi si aggrava ulteriormente.

In italia ci sono stati N.53.194 (2017) decessi per malattie respiratorie contro 16.654 (9-4-2020) decessi per sospetto COVID19 in tutta Italia.

Se dovessimo prendere ad analizzare le patologie collegate, e non solo le malattie respiratorie, cosi’ come fanno gli enti governativi includendo come compresenza di patologie anche le prime 4 patologie che determinano i decessi (ipertensione arteriosa, diabete mellito, insufficienza renale, infezioni respiratorie) il numero da confrontare e’ n.151.836 decessi (2017) contro n.16.654 (9-4-2020). Anche se le prendessimo come dato su base mensile dovremmo confrontare (151.836/12) 12.653 rispetto a (16.654/2) 8.327 con un decremento di decessi  di oltre il -35%. 

Ci troviamo quindi di fronte a un decremento dei decessi, fatto attestato anche dalle prime proiezioni della stessa ISTAT che ci ricorda come:

“….i decessi erano stati inferiori al numero medio osservato nello stesso periodo nel 2015-2019”. Un fenomeno, spiega l’Istat, “che può ritenersi attribuibile al ridotto impatto nei primi due mesi dell’anno dei fattori di rischio stagionali (condizioni climatiche ed epidemie influenzali). Ciò spiega come mai, se si considera il complesso dei decessi dal primo gennaio al 21 marzo 2020, in diversi comuni non si ravvisa un aumento, ma piuttosto una diminuzione del numero dei morti, rispetto al dato medio dello stesso periodo degli anni 2015-2019…”.

Ma anche lo stesso presidente  dell’ISTAT Gian Carlo Blangiardo  che cita (Avvenire del 2 aprile 2020)

” ….Più che i morti per influenza, che è più difficile da attribuire come effettiva causa di morte, conviene ricordare i dati sui certificati di morte per malattie respiratorie. Nel marzo 2019 sono state 15.189 e l’anno prima, nel 2018, erano state 16.220. Incidentalmente si rileva che sono più del corrispondente numero di decessi per Covid (12.352) dichiarati nel marzo 2020….”

Anche il presidente dell’ISTAT al pari della nostra analisi registra un decremento dei decessi analizzati. 

QUALCOSA NON QUADRA 

I dati numerici contraddicono le pastoie mediatiche/politiche estemporanee, improvvisate e superficiali su una situazione tragico/apocalittica che sono messe alle corde da una analisi piu’ approfondita dei dati.

L’emergenza non appare cosi’ catastrofica come vuole essere fatta passare, soprattutto se confrontiamo i dati. Sicuramente la quarantena ha aiutato a preservare e mitigare molte morti, e il coronavirus si presenta come una influenza  piu’ severa (come tutte le influenze quando compaiono nuove la prima volta), ma qualcosa non quadra comunque. Abbiamo il forte sospetto che se analizzassimo anche i dati mondiali dei vari stati, che al momento non abbiamo a disposizione, la analisi non sarebbe di molto diversa.

Siamo un po’ vittima di una psicosi collettiva che sovramplifica il quadro alimentata dai massmedia.

ALLORA COSA E’ SUCCESSO?

Vogliamo negare i dati sui decessi e i parenti che piangono i loro morti.?No.

Dobbiamo parlare del VALORE PERCEPITO e di alcuni aspetti psicologici della mente umana. Se noi iniziamo a portare esclusiva e ossessiva attenzione a un particolare, nella mente umana questo particolare si ingigantisce sempre piu’. Se noi continuiamo a notare il nostro neo sulla fronte, questo neo si trasforma a lungo andare in una macchia gigantesca orribile. Il nostro sguardo continua a cadere in quella direzione e perdiamo il senso della oggettivita’.

Prima non ci accorgevamo nemmeno della morte del nostro vicino di 75 anni del piano di sotto. Moriva e il fatto passava del tutto inosservato. Ora tutta l’attenzione e’ focalizzata ossessivamente  a cogliere la prima notizia di un decesso che ci capita nell’intorno.

I massmedia attualmente a livello mondiale si comportano come lo sguardo che continua a cadere sempre nella stessa direzione. Bollettini incessanti ossessivi di morti e decessi. Sembra la seconda guerra mondiale, senza pero’ che ci sia la guerra.

La vera variabile non sono i dati numerici in se’, che sono molto meno tragici di quanto riportato manipolativamente come abbiamo visto, ma la concentrazione temporale di questi decessi che ci ha ingannato e ci ha fatto percepire un problema piu’ grande di quello che e’ in realta’.

Cioe’ in un tempo ristretto di poche settimane sono avvenuti decessi, non cosi’ dissimili agli anni precedenti, ma che si concentrano in un tempo ristretto che manda in saturazione le strutture ospedaliere e ci da’ una sensazione emozionale psicologica di “emergenza”, tutto questo anche grazie anche a tagli sconsiderati alla sanita’ da governi pirata. Cio’ che prima era diluito su piu’ mesi ora e’ concentrato in settimane anche se il dato numerico complessivo non e’ poi cosi’ differente nel computo generale italiano.

Non dobbiamo quindi dimenticarci che in alcune regioni, come in Molise o L’Umbria o la Valle d’Aosta, i dati sono assolutamente risibili. Rimane pur vero che in alcune zone come Bergamo/Brescia la mortalita’ e’ circa quadruplicata (e bisognerebbe capire il perche’), ma quella zona non e’ tutta l’Italia. Ci stiamo comportando come se Whuan fosse tutta la Cina.

Un altro aspetto che viene sottovalutato e’ che il numero dei positivi asintomatici (in Italia, ma anche nel mondo) e’ enormemente piu’ grande e non sono certo rappresentativi del numero dei tamponi che sono fatti solo alle persone sintomatiche. Le stime percentuali se estesi per proiezione su tutta la popolazione di 60 milioni di abitanti della Italia, danno come riscontro il 9.8% che significa circa 6 milioni di contagiati. Questo riequilibria completamente i dati di mortalita’ del coronavirus ponendolo in un bassa mortalita’. 

Infatti 19.446 decessi a oggi rapportato a 6.000.000 di positivi il dato e’ 0,3 % di mortalita’ reale. Non e’ la peste nera del 1300 come vuole essere spacciata con provvedimenti di distanziamento da terrore apocalittico. Ma a che gioco giochiamo?

Ci dimentichiamo quindi che vengono interessati a una prognosi severa solo una piccolissima parte dei contagiati circa il 2,5%.

Vediamo, perche’ l’ipotesi di 6.000.000 di positivi in Italia.

“….l’Imperial College di Londra, (si legge sul giornale della Protezione Civile) in uno studio appena pubblicato da Lancet, la prestigiosa università straniera – che già in passato aveva manifestato dubbi sulla reale diffusione dell’epidemia di coronavirus ha concluso che sarebbe quasi il 10% della popolazione italiana sia stata infettata dalla malattia. Sembra un numero choc, ma contiene invece una conseguenza molto positiva: abbassa il tasso di letalità – che nel nostro Paese ha percentuali uniche al mondo – e rende più vicina l’immunità di gregge (con lo sviluppo degli anticorpi)…”

Questi dati concordano infatti anche con i tassi usuali di contagiosita’ di precedenti virus influenzali. Per esempio il virus H3N2 che gira in prima del  coronavirus da tempo. Scrive il sito del ISS.

“….Dall’inizio della sorveglianza (fissata al 14 ottobre 2019), fino alla settima settimana del 2020, sono stati stimati circa 5.632.000 casi di sindrome simil-influenzale in tutto il Paese….”

Se vuoi controllare i dati ISS delle influenza H3N2 clicca qui: 

https://www.epicentro.iss.it/influenza/stagione-2019-2020-primo-bilancio

Questo dato e’ ulteriormente rinforzato dallo screening di massa effettuato dal comune di Robbio da dove emerge il riscontro anche in questo caso come proiezione tra contagiati e tamponi una prospettiva di circa 6.000.000 di contagiati in Italia.

Se vuoi controllare i dati del comune di Robbio clicca qui:

https://it.businessinsider.com/esclusiva-cosa-rivelano-i-primi-test-di-robbio-primo-paese-italiano-a-fare-i-test-sullimmunita-a-tutti-i-cittadini/

Questo ci ricorda anche che il coronavirus stara’ con noi tutti gli inverni per decenni come influenza stagionale, come tutti gli altri virus influenzali e come succede tutti gli anni. Ci dobbiamo spaventare? Alcuni governatori prospettano scenari assurdi da catastrofe. 18 mesi di quarantena. Che sciocchezza. Invece no, perche’ non sara’ piu’ un virus nuovo, ma ormai la maggior parte delle persone avra’ sviluppato gli anticorpi e anche le strutture sanitarie faranno tesoro delle terapie e dei protocolli che hanno esperito. Molte strategie terapeutiche utilizzate negli ultimi tempi stano portanto ottimi risultati nelle guarigioni.

La influenza virale H3N2 che fece ai tempi nel 1968 1.000.000 di morti (influenza asiatica) nel mondo (100.000 in USA e 20.000 in Italia), ora e’ una influenza usuale che gira come virus tutti gli anni senza che nessuno faccia scattare quarantene o senza istituire continue zone rosse.

Se vuoi controllare i dati CDC governativi clicca qui:

https://www.cdc.gov/flu/pandemic-resources/1968-pandemic.html

Non ci e’ piaciuto per nulla il tentativo manipolatorio dei massmedia e dei vari virologi saccenti implicati con le BigPharma di fa apparire come se il coronavirus colpisse indiscriminatamente tutti. La enfatizzazione di casi mortali di un singolo bambino o della cassiera di Brescia (dimostratasi poi morta di altro).

Al 9 aprile sono 197 dei 16.654 (1,2%) pazienti deceduti COVID-19 positivi di età inferiore ai 50 anni. In particolare, 44 di questi avevano meno di 40 anni (30 uomini e 14 donne con età compresa tra i 5 e i 39 anni). Di 7 pazienti di età inferiore ai 40 anni non sono disponibili informazioni cliniche, gli altri 29 presentavano gravi patologie preesistenti (patologie cardiovascolari, renali, psichiatriche, diabete, obesità) e 8 non avevano diagnosticate patologie di rilievo.

Inoltre i vari governatori gridano che sara’ tutto esponenziale e che salira’ sempre di piu’ il meccanismo del contagio, senza capire che le influenze a cui appartiene anche il coronavirus hanno dei picchi e dei flessi come possiamo osservare nel grafico precedente, che si susseguono ogni anno.

Un attacco virale influenzale, come attestato dalla osservazione decennale, non dura 12 mesi, ma tipicamente ha un evento che oscilla tra uno e tre mesi con un andamento a campana gaussiana.

E’ anche una assurdita’ credere di poter azzerare la presenza del coronavirus e quindi attendere in quarantena un ipotetico annullamento virale, momento che non verra’ mai. Dovremo stare in quarantena per 15 anni?

Queste considerazioni  ci dovrebbero far riflettere sulla vera portata delle scelte dure, isolazionistiche e di distruzione indiscriminata della economia. Molti studiosi si interrogano sulla portata delle conseguenze negative del blocco di alcuni miliardi di persone.

Sarebbe auspicabile mantenere la  attenzione non solo sul 2.5% di ammalati finiti in terapia intensiva e deceduti, ma anche sui milioni di persone asintomatiche o con sintomi minimi presenti in Italia, altrimenti e’ come avere una paresi facciale che ti impedisce di vedere la globalita’ della questione a 360 gradi.

Quante morti indotte dalla insensata distruzione economica saranno causate nel pianeta nella sua globalita’? 

Quale e’ il prezzo di essere intervenuti in questa maniera aggressiva tra il saldo tra morti e vivi? Molte parti del pianeta sono ora alla fame, mentre prima prosperavano.

Per quale motivo e’ in atto una sovramplificazione dei dati in modalita’ allarmistica/terroristica? 

E in una fase di riapertura tenere conto della flessibilita’ dei dati e delle reali pericolosita’, senza fare di tutta una erba il fascio o cadere in catastrofismi inutili non connessi da uno stato oggettivo di realta’.

Occorre meno emotivita’ e piu’ razionalita’ nell’agire.

Jose’&Resya – TantraLove

Vulgus Mundus Vult Vecipi, Ergo Decipiatur

“Il popolo del mondo vuole essere ingannato, e allora sia ingannato”

Gli autori di questa pagina sono José & Resya Satchitshanti.

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