Guarisci le 5 ferite con il Massaggio.

Le Cinque Ferite esplorano le cause dei nostri condizionamenti accaduti durante l’infanzia. Altrove sono definite le cinque corazze caratteriali.

Le cinque ferite sono state diffuse dalla formatrice canadese Lisa Bourbeau nei primi anni ’80. Possono essere uno strumento utile per chi è su un sentiero di ricerca come il Tantra, ma a patto di ritornare alle origini. Perché in questi ultimi anni sono state diffuse informazioni sulle cinque ferite con una connotazione troppo mentale.

Le cinque ferite arrivano dal lavoro di William Reich, che negli anni ’30, fu il primo medico psicanalista che iniziò a cercare una soluzione alle nevrosi dei suoi pazienti, prima osservando il corpo e dopo, senza paura, toccandolo.

Possiamo dire Reich fu il primo psicoanalista tantrico della storia!

Per capire l’importanza di questa rivoluzione bisogna immaginare l’Europa di quel periodo storico: la crisi economica del ’29 e le politiche nazionaliste non creavano l’apertura mentale necessaria per accogliere questa rivoluzione. Il ’68 era ancora molto lontano. Ciò nonostante queste idee furono accolte da molti colleghi di Reich, in particolare da Alexander Lowen che creò più tardi l’Analisi Bioenergetica.

Le cinque ferite possono essere utili in un percorso di Tantra, ma prima è necessario saperle individuare nel proprio corpo o nel corpo dell’altro.

Se non conosci ancora questo argomento, ecco una lista delle cinque ferite:

  1. Ferita del rifiuto
  2. Ferita dell’abbandono
  3. Ferita dell’umiliazione
  4. Ferita del tradimento
  5. Ferita dell’ingiustizia

Queste ferite sono anche chiamate nell’ambito dell’analisi bioenergetica come Schizoide, Orale, Masochista, Narcisista e Rigido.

Nell’individuazioni delle ferite si rischia di entrare nella trappola dei giudizi e delle proiezioni. Nella mia esperienza ho trovato quattro elementi importanti per leggere il corpo:

– Osserva i sette segmenti principali

Le cinque ferite  sono individuabili osservando il corpo ed il suo movimento.  Lo psicanalista A. Lowen ha dimostrato ampiamente la correlazione tra carattere e corpo, grazie a cinquanta anni di ricerche e pubblicazioni.

Osservando il corpo possiamo stabilire sette segmenti principali:

  • Testa e collo
  • Spalle e torace
  • Braccia e mani
  • Addome
  • Colonna vertebrale
  • Bacino
  • Gambe e piedi

Nota la proporzione tra questi sette segmenti e prendi nota di eventuali squilibri.

– Osservazione imparziale.

La postura del corpo è creata dalla direzione delle ossa e i suoi muscoli e tenere una visione generale e dettagliata via aiuterà a guardare con il Cuore, evitando giudizi e/o proiezioni.

– Empatia

C’è un detto che suona più o meno così: per capire veramente una persona bisogna provare a camminare nelle sue scarpe.

Prova a sentire la postura della persona che stai osservando e vai oltre l’osservazione esterna, osserva dall’interno quella postura, attraverso le sensazioni propriocettive.

– Intuizione

Se hai seguito gli elementi precedenti a questo punto puoi sarai in grado di osservare con il cuore e aspettare che l’intuizione ti fornisca una forma o un simbolo che comunichi l’essenza di quella persona.

Ora che sai come guardare ti dirò cosa guardare per una lettura veloce del corpo.

  1. Chi ha un corpo segnato da una ferita del rifiuto allora avrà il segmento testa e collo che spicca. In particolare puoi notare un collo lungo che allontana la testa dal busto.
  2. La ferita dell’abbandono la vedi chiaramente nelle spalle, le spalle che puntano in avanti verso lo sterno e il torace più o meno incassato.
  3. Il corpo del masochista o della ferita dell’umiliazione è segnato da una tensione addominale perenne, ma sopratutto da braccia e gambe con una muscolatura iper-sviluppata.
  4. Il corpo del narcisista ha una tensione pelvica caratteristica, ma è riconoscibile dalle gambe che son sotto sviluppate rispetto al busto.
  5. La ferita dell’ingiustizia viene comunicata attraverso il segmento della colonna vertebrale, in particolare attraverso una curva lordotica accentuata, generando il popolare “culetto a paperino”.

Facciamo un esempio. Mettiamo che hai osservato te stessa allo specchio e hai scoperto che hai le spalle cascanti in avanti, le clavicole sono inclinate verso lo sterno ed il bacino è ruotato all’indietro. Potresti avere due tratti corporei tipici della ferita dell’abbandono e della ferita dell’ingiustizia.

Ho usato questo esempio anche per sottolinearti che è possibile portare nel proprio corpo i segni di più ferite emotive, di solito non più di 2 o 3, ma questo non è indice di follia o mancanza di salute.

Le ferite emotive rappresentano anche la tua forza di sopravvivenza, la tua capacità di adattarti all’ambiente. Sono segni di forza e salute.

Nel percorso tantrico, sopratutto quando usi il massaggio puoi tenere ben presente queste osservazioni, senza per forza condividerle con il tuo partner o cliente. E’ un lavoro di cuore e non una diagnosi psicologica.

E’ bene sottolineare che il modo di toccare cambia in funzione delle ferite a cui vogliamo prestare attenzione. Se vogliamo utilizzare le cinque ferite come una risorsa sul nostro percorso allora dobbiamo sviluppare un’attenzione particolare, perché toccare un corpo che è segnato dalla ferita del rifiuto è diverso dal toccare un corpo segnato dalla ferita dell’ingiustizia.

Conoscere i corpi delle cinque ferite può essere utile nel massaggio nella misura in cui vogliamo essere aperti e disponibili all’ascolto dell’altro.

I risultati di questa maggiore attenzione e apertura si faranno presto sentire sopratutto da chi riceverà il massaggio. Così l’integrazione di traumi del passato  avverrà in modo spontaneo e naturale. Potrà accadere una aumento delle percezioni e lo sviluppo di una consapevolezza emotiva, che spesso nonostante anni di lavoro su di Sè tarda ad arrivare.

Nel corpo c’è la storia dei nostri condizionamenti ma anche la chiave della nostra gioia più intima. Le cinque ferite ed il massaggio sono un modo per sciogliere i nostri condizionamenti accogliendoli nel Cuore in modo diretto, semplice e concreto.

 

Gli autori di questa pagina sono José & Resya Satchitshanti.