Il femminicidio e l’aspetto terrifico femmineo

Kali

Ciclicamente partono attraverso i mass media e organizzazioni mondiali, che spesso vogliono fare audience seguendo temi “alla moda”, il tam tam sulla violenza alle donne . Questo ci permette la occasione di porgere qualche considerazione anche perche’ tali iniziative possono nascondere, degli aspetti taciuti poco analizzati e poco affrontati, dei veri e propri demoni manipolatori. Perche’ coniare una parola cosi’ piena di atto accusatorio come “Femminicidio”. E perche’ non c’e’ il maschicidio? il bimbicidio? il nonnicidio? il fruttivendolocidio?

E’ indubbio che esiste una problematica sulla violenza alla donna in particolare modo nei paesi piu’ poveri. Nei paesi piu’ avanzati insiste una situazione meno drammatica e che ha risvolti particolari, anche per effetto di una rete legislativa e di una rete tutelare molto estesa e collaudata, e un diverso sviluppo coscienziale, ma non per questo il problema nei paesi avanzati non esiste. Sara’ la situazione nei paesi piu’ avanzati che andremo ad analizzare, anche perche’ riguarda non paesi lontani, ma il nostro quotidiano reale dove di fatto operiamo.

Se da una parte le iniziative a tutela delle donne possono essere condivise, cosi’ come tutte le azioni che aumentano la consapevolezza, e sacrosanta la denuncia rispetto alle sopraffazioni di qualunque forma siano rispetto la giustizia terrena, dall’altra, sapendo di affermare ora qualcosa in controcorrente, insiste una particolare poco autentica moda culturale, tipicamente radical chic, di rappresentare la donna come esclusivamente “vittima” togliendo alla donna, in questo suo ruolo esclusivamente meramente vittimistico, il proprio potere personale femmineo nella dialetticita’ che e’ Bianca Parvati, ma anche Nera Kali, cosi’ come descritto anche nella tradizione Tantrica.

La donna puo’ essere vittima, ma anche autenticamente e potentemente carnefice, e di una forza psicologicamente carnefice e tagliente che la lama di un rasoio potrebbe sembrare uno spuntato temperino. Solo che la forza carnefice femminea non fa notizia sui giornali, come uno stupro, una uccisione o una violenza, tipica modalita’ maschile per manifestare il lato ombra distonico degli uomini (che agiscono secondo una schema emozionale diretto), perche’ il femminile muove il proprio lato ombra secondo canali circonvolutivi che veicolano una violenza psicologica mortalmente e socialmente devastante, ma molto invisibile e apparentemente inesistente. Non ti uccide direttamente, ti denuncia per esempio falsamente alle autorita’ avviluppandoti in un meccanismo distruttivo, dove però la donna sta defilata e non si espone.

E’ interessante notare con quale fatica e disagio molte donne non accettano e non vogliono integrare il lato Nero Femmineo. Il bruto e’ sempre e solo l’uomo “prevaricatore” stereotipo alimentato falsamente dai mass-media.

Ma di chi sono figli questi maschi stupratori e assassini? Chi li ha partoriti? Chi li ha allevati ? Chi li ha nutriti psicologicamente? Chi ha fornito gli schemi primordiali di attaccamento affettivo disfunzionali?

Quante di quelle donne che saranno a protestare in piazza hanno introiettato anche il loro lato personale Nero rabbioso e non solo quello degli uomini?

Per altro c’e’ un secondo effetto nefasto nel continuamente alimentare ed enfatizzare, come una unica fissazione, esclusivamente la parte vittima delle donne. Oramai non si contano piu’ i convegni, eventi, giornate mondiali, simposi, seminari, stage, tavole rotonde, interviste, su questo tema. Che mancanza di visione allargata e di inclusione a 360°.

E allora, seguendo l’onda del sensazionalismo dei mass media, quando andremo a manifestare in piazza contro per esempio L’UCCISIONE DEI FIGLI DA PARTE DELLE DONNE E CONTRO LA VIOLENZA SUI BAMBINI perpetrata dalle donne?

La giornata contro la violenza delle donne sui bambini.

Quel fenomeno sempre piu’ diffuso dove le DONNE sopprimono i loro figli, sgozzati, soffocati, bruciati, spinti nel dirupo, accoltellati.  Anche in questo caso i delitti compiuti dalle donne sono centinaia, come i “femminicidi”, perpetrati nei confronti dei loro stessi figli, in maniere anche a volte molto brutali e sanguinose, e cio’ che e’ peggio che questi bambini erano sangue del loro sangue.

Ma come ora la donna da vittima e’ passata a nero carnefice?

L’effetto e’ che questa enfatizzazione abnorme del solo lato vittima femminile (come se si puntasse il riflettore da una sola parte), senza per altro un contraltare che enfatizzi il lato carnefice della donna con uguale efficacia, (come invece accade per gli uomini con il tam tam mediatico ogni volta che si presenta una violenza sulle donne) genera un effetto indotto di provocare nel genere maschile un vasto senso di colpa indotto, che fa ritirare il potere sano maschile sempre di piu’, nel tentativo di aderire ad un modello alla moda dell’uomo “politicamente corretto”.

Il risultato e’ che poi ci troviamo in una societa’ di uomini NON uomini , cioe’ che non sono piu’ in grado di esercitare il sano potere maschile. Di questo poi le donne si disperano affermando che non esistono piu’ “uomini veri”. Il cerchio si e’ chiuso e il cane si e’ morso la coda.

Mentre il lato Shiva Maschile Nero, pur realmente esistente , e’ sulla bocca di tutti e sbandierato ai mille venti da tutti i massa media, in varie forme, il lato Kali Femminile Nero sembra non esistere ed e’ taciuto, nascosto sembra non essere visibile o addirittura negato, e lo si nota anche dalla acredine animosa che spesso si scatena in molte donne alla sottolineatura della esistenza anche di questo aspetto. Sembra sussistere una difficoltà da parte delle donne a integrare ed elaborare il lato terrifico femmineo.

Occorre riconoscere che assieme a un lato vittima delle donne, sicuramente esistente, la permanenza un lato carnefice delle donne, sicuramente esistente. Al momento invece la informazione viene portata sul lato carnefice distonico maschile con grande enfasi, ma viene fatto silenzio e omesso di celebrare il lato carnefice femminile. Cio’ alimenta una alterazione della percezione e di fatto cala un velo di Maya sugli occhi di noi tutti, allargando in forma manipolatoria il solco tra donne e uomini. Cio’ e’ proprio contrario alla via indicata dal Tantra.

Finche’ la donna oltre a riconoscere il proprio ruolo di vittima, fin troppo eccessivamente celebrato, non prendera’ coscienza e RESPONSABILITA’ anche del proprio ruolo di Nera Carnefice, poco ricordato e nascosto, non potra’ essere fatto autentico e reale equilibrio armonico  tra maschile e femminile.

Il Tantra non se la racconta offuscandosi dietro veli Di Maya dell’Illusione. Tra le propri simboli possiede la Bianca e tenera Parvati e la Nera Kali terrifica. Cosi come simbolicamente conosce il maestoso Shiva Bianco e il nero Bhairava spaventevole.

Jose’&Resya – Tantralove

Gli autori di questa pagina sono José & Resya Satchitshanti.