Il Tantra come Via Femminile nata dal Matriarcato

Non tutti sanno che il Tantra e’ nato dalla via femminile, in epoche antiche. E’ sorto come quell’insieme filosofico di vita che era veicolato dalle societa’ matriarcali, alcune di esse ancora esistenti nella culla del Tantra, come i Kashi o i Newar ceppi dei popoli tibeto-birmani.

La cultura del matriarcato e’ permeata da una essenza del tutto, da una armonia di visione, da una mancanza di sottomissione, da una cultura del dono e del consenso, da una natura legata al piacere e all’eros. La energia del riso, dell’allegria, della gaiezza e dello spirito gioviale fanno parte di queste culture.

Nel matriarcato la sessualita’ e’ molto libera e non repressa, e spesso anche multirelazionale cioe’ non monogamica. Le donne e gli uomini possono intessere piu’ di una relazione amorosa o sessuale senza che ci sia problema o gelosia. E’ possibile trovare traccia di cio’ anche nel libro del famoso sanscritista Giuseppe Tucci “Il paese delle donne dai molti mariti”.

Nelle societa’ matriarcali esistono strutture di controllo, come i gendarmi, perche’ la matriarca e’ naturalmente rispettata da tutti in quanto non cerca interessi personali, ma e’ al servizio della comunita’. Mentre nel patriarcato il leader si ritaglia privilegi e ricchezze, nel matriarcato il leader e’ al servizio e si fa carico di responsabilita’ per il bene di tutti tenendo presente il consenso e non l’imposizione.

Un contributo importante alla nascita del Tantra lo ha dato le antichissime culture sciamaniche BON, molto tempo prima dei Veda dei bramini patriarcali, all’interno delle valli dell’Indo, in Nepal, Buthan, Tibet, Kashmir. Lo sciamanesimo Bon era condotto da sciamani sia maschili che femminili, anche da donne libere e piene di conoscenza, figure che poi sono confluite nelle Dakini Tantriche, le camminatrici del cielo, tutrici del Tantra della via della Mano Sinistra. Questa cultura Bon era molto legata al culto degli antenati e alla rinascita di essi attraverso le donne e la Dea Ka Blei confluira’ poi nella dea tantrica Ka-li. Ai tempi Kali era una Dea non maritata con Shiva, ma una dea libera. Numerosi rituali sono similari tra Tantra e cultura Bon. Le divinita’ terrifiche affiancate da divinita’ pacifiche, le montagne come luoghi sacri, i due veicoli di conoscenza destra legato al maschile , sinistra legato al femminile.

Le maggiori citta Nepalesi, ancora oggi, sono presidiate ai quattro punti cardinali legati ai 4 elementi, da pietre delle vulve Sacre, le PITHA. E’ probabile che il nostro termine per designare la vulva popolarmente ,” figa” , derivi proprio dal nome tantrico di queste pietre , PI si trasforma in F e TH scivola nel lessico G. E’ da notare che anche il dolce del bacino del mediterraneo, chiamato PITA, viene confezionato ancora oggi con la forma di una vulva. Il bacino del mediterraneo era anche esso culla del matriarcato con epicentro l’isola di Malta, ultimo territorio a piegarsi al patriarcato.

In Nepal esiste un culto unico al mondo , sopravvissuto dal matriarcato , della Kumari o  la Dea vivente. Kumari ha letteralmente il significato di vergine, ad indicare la purezza della Dea. È l’incarnazione della Dea Taleju Bhawani, meglio conosciuta come Durga, in India. La Kumari viene scelta tra le bambine delle famiglie Newar, gli Sakya residenti a Kathmandu, la stessa cui apparteneva il Buddha, in qualunque momento dallo svezzamento alla pubertà. Ella perde il suo ruolo con il primo mestruo.

Le culture matriarcali dell’Asia centrale adoravano la Kali con un sari rosso portandole fiori, lucignoli accesi, ma anche sacrifici. Durante questi rituali bevevano vino, mangiavano carne, pesce, cereali e partecipavano alle ritualita’ erotiche orgistiche , al pari dell 5 M  del rito del Panchamakara tantrico. Esistevano tre Kali , quella bianca diventata poi la tantrica Parvati, quella Rossa diventata poi la tantrica Laksmini, e quella nera propria della tantrica Kali.

Coltivavano il culto della Sa-trig, la grande Madre del Cosmo, commutato poi nel tantrico Shakti, legata anche al mondo fisico dei sensi. Dal suo corpo si formo’ tutto l’universo, Dalla testa il cielo, dall’occhio sinistro la Luna e dal destro il Sole, dai denti i pianeti.

Un detto dello sciamanesimo BON recita ” Quando Ella apri’ gli occhi fu giorno e quando li chiuse fu notte..” e un aforisma tantrico posteriore recita “…Quando la venerata Shakti, fonte di energia, apre gli occhi, l’universo è riassorbito in pura coscienza, quando li chiude l’universo si manifesta dentro di lei…..” – Spandakarika Tantra

Quando in Tibet sorsero i monasteri maschili del buddismo patriarcale (legati al Tantra della via della mano Destra), i buddisti tentarono di sovrapporsi , anche violentemente, al culto BON (che comunque sopravvive ancora oggi) senza riuscirci, e quindi furono costretti ad adottare, per imporsi sul culto precedente, la cosmogonia Bon che conflui’ poi nel Buddismo Tantrico o Lamaismo.

In questa dimensione il Tantra Rosso o Via della Mano Sinistra, e’ quello piu antico nato dalle culture matriarcali, che si manifesta anche attraverso la sessualita’. Il Tantra Bianco o Via della Mano Destra e’ la corruzione del patriarcato successivo che ha eliminato dal Tantra originale la intensa energia trasmutativa della sessualita’ consapevole, energia che e’ propria archetipicamente delle donne.

Jose’ & Resya – TantraLove

“…La donna inizia con la stessa Yoni dalla quale, in una vita precedente, ha donato la vita all’uomo. La donna inizia con gli stessi seni che, in una vita precedente, allattavano l’uomo. La donna inizia con la stessa bocca che, una volta, acquietò l’uomo. La donna è la suprema iniziatrice del Tantra….”  KaulaRahsya Tantra

Gli autori di questa pagina sono José & Resya Satchitshanti.