Le Donne e le Scarpe

La scarpa, un accessorio amato e ricercato dalle donne di ogni epoca, ha sempre occupato un posto particolare nell’immaginario umano e in particolare rispetto al femminile. 

Questo non e’ un articolo che propaganda qualcosa, in senso pubblicitario o auspica l’utilizzo delle scarpe, ma vuole essere una disanima dialettica di un “oggetto” esistente da millenni (ben prima di tutti gli interessi delle “multinazionali”) che ha seguito la specie umana da molto tempo. L’articolo verte su questo accessorio pur restando consapevoli che stare a piedi nudi è per noi più naturale… Siamo nati senza scarpe.

Le prime scarpe della storia rinvenute risalgono a 9 mila anni fa, mentre quelle con il tacco compaiono solo nel 1600 in occidente. Inizialmente uomini e donne usavano le stesse calzature e solo verso la fine del 1400 i modelli femminili cominciarono a differenziarsi dai modelli maschili.

Ma in Oriente ci sono statue delle Devadasi femminili nei templi Indiani che gia’ portavano le zeppe alte migliaia di anni fa, rappresentate nella statuaria antica.

La scarpa con il rialzo (tacco) fu introdotta alla fine del 1600 per correggere la statura del Re Sole, Luigi XIV, che essendo basso non poteva “dominare la sua corte dall’alto”.

Ma perché così tanto interesse e amore per la scarpa da parte della donna?  Che non e’ un fenomeno solo attuale, ma anche in antichita’ come testimoniano le scarpe egizie o assire.

La scarpa può slanciare la fisicità di una donna, può renderla più interessante, può allo stesso tempo nascondere o rivelare i suoi misteri femminili, può farne una narrazione viscerale stimolando la fantasia di chi la guarda. Una scarpa dice molte cose intime.

Svela in che modo la donna sta al mondo e che immagine di sé porta nel suo viaggio di vita.

Ogni donna ha un suo gusto particolare nello scegliere il modello, come per il profumo. La donna non compera mai per caso un paio di scarpe, anche se spesso ne è inconsapevole.

La scarpa rappresenta la donna, parla di lei e per lei, delle sue emozioni e della sua personalità.

E’ un oggetto così pervasivo nella nostra società che anche psicologi importanti come Freud e Jung ne hanno fatto oggetto di studio e interpretazione, attribuendole espressamente una forte valenza erotica e sessuale.

Freud nel suo libro “Introduzione alla psicoanalisi”, così come già in altri saggi precedenti, rivela che la scarpa è il simbolo corrispondente dei genitali femminili, atto ad accogliere il piede, che quindi, in modo complementare, rappresenta simbolicamente l’organo maschile.

Per il sessuologo Emmanuele Jannini, in un’epoca come la nostra, in cui maschi e femmine rubano gli uni dall’armadio delle altre, la scarpa è rimasta l’ultimo avamposto della femminilità”.

La scarpa diventa per la donna un oggetto di desiderio mentre per l’uomo è il simbolo erotico e erotizzante per eccellenza, capace di fare emergere le fantasie e i desideri più reconditi. Il fatto di calzare la scarpa, quindi, per la donna significherebbe anche attivare e risvegliare il proprio potenziale sessuale.

Di fatto il piede energeticamente contiene i sottochackra del primo chackra (Muladhara) e quindi il piede e’ collegato alla Vulva e al contraltare energetico della ruota di energia che simboleggia proprio la sessualita’. Inoltre i piedi connettono la donna alla Terra che e’ anche esso simbolo di primo chackra e sessualita’.

Proprio per questo molte Yogini antiche andavano anche a piedi nudi, connettendosi direttamente all’energia della Terra e questa forse e’ la relazione piu’ diretta, non mediata della sessualita’ femminile. Ma attualmente nella nostra societa’ non e’ al momento molto proponibile un utilizzo esclusivo dei piedi nudi non mediato dalle scarpe.

Secondo Jannini, la donna frequentemente indossa scarpe con tacchi 9-12 centimetri per rendere il proprio piede più piccolo ed accentuare così una sua caratteristica femminile.

Non e’ un caso che in Cina i piedi delle donne erano fasciati in passato anche per raggiungere un ideale di bellezza proprio del piede piccolo considerato sensuale anche se visto ovviamente con l’ottica di oggi non sarebbe accettabile.

Inoltre un tacco slanciato potrebbe far assumere alla donna una postura che mette in evidenza ulteriormente il fondoschiena, e dona una andatura ciondolante che di nuovo mette in risalto i fianchi, elemento erotico di richiamo sessuale. Non dimentichiamo che i fianchi sono uno dei segnali sessuali secondari e rappresenta elemento di dimorfismo tra Uomo e Donna. Gli uomini infatti hanno i fianchi stretti.

Le scarpe, sempre a parere del sessuologo Jannini, ospitano i piedi che sono il tipico ornamento sessuale, cioè quella parte del corpo determinante per la scelta del partner, in quanto ad essi è associata un’idea di appetibilità e fecondità.

Anche per Jung la scarpa è un simbolo universale, un’immagine primordiale comune a tutti gli esseri umani, ossia un archetipo che attraversa le varie epoche ed esiste presso tutti i popoli , comparendo anche nei miti, nei sogni e nelle fiabe.

Un simbolo è qualcosa che rimanda a qualcos’altro, che sta al posto di qualcos’altro; con il simbolo si va oltre la sua forma; così accade con la scarpa che rimanda al mondo femminile, e all’organo cavo genitale femmineo (come la scarpa) predisposto a contenere il maschile.

Il simbolo ha la funzione di mediare tra ciò che è visibile e ciò che è invisibile, tra il conscio e l’inconscio, tra lo yin e lo yang, tra il maschile e il femminile.

Mette insieme gli opposti, li unisce e li fa coesistere; unisce Yoni con Lingam, scarpa con Piede. La scarpa così, in quanto simbolo, è una calzatura che abbellisce e adorna, ma allo stesso tempo fa trasparire la personalità di chi la calza; è un accessorio che non solo si riaggancia per la sua forma accogliente al mondo muliebre, ma fa anche emergere il tipo di relazione che la donna che la indossa intrattiene con il maschile.

Ed ecco allora che la scarpa diventa un’estensione del corpo della donna che oltre ad avere una funzione pratica, in quanto protegge il piede e permette il camminare, ha anche una funzione estetica, di seduzione e di fascino.

La scarpa rossa in particolare, è simbolicamente molto potente in quanto rappresenta la passione, l’eros, l’amore, la femminilità piena e completa.

Ma oggi, nella nostra società, la scarpa rossa è diventata anche la portatrice di un diverso significato: si ritrova ad essere simbolo che evoca la violenza sul femminile, di un amore malato che non permette la fioritura della femminilità, ma questo simbolo e’ una stortura del visione occidentale. Ce la potevamo forse risparmiare e utilizzare un altro simbolo.

Le scarpe sono anche connesse all’energia e alla vitalità dei piedi, permettono la mobilità e la libertà di muoversi, diventando sia elemento di contatto profondo con la terra e con il mondo degli istinti, sia elemento di contatto con il mondo interiore delle immagini e dello spirito, attraverso la danza e il movimento.

Il Dio greco Ermes, messaggero degli dei, è un dio che porta le scarpe ed è protettore dei viaggi, sia fisici che spirituali.

La scarpa diventa un simbolo forte anche nelle fiabe, capace di unire le polarità (il maschile e il femminile) e di ricostituire l’unità perduta, come accade nella favola di Cenerentola.
In questa storia sarà proprio il principe, rappresentante del Maschile, a cercare la fanciulla proprietaria della scarpetta di cristallo, qui simbolo di una femminilità completa e matura. Il principe, grazie alla scarpa che calza perfettamente al piede di Cenerentola, incontra e riconosce la propria donna e unendosi a lei, permette finalmente l’unione del maschile con il femminile.
La scarpa ha qui un ruolo simbolico di unione e di penetrazione con la polarità opposta. Il calzare la scarpa per Cenerentola diventa un aspetto legato all’incontro di una sessualità piena e alla complementarietà tra yin e yang.
Anche l’espressione comune “Trovare la scarpa per il proprio piede” rimanda al simbolismo sessuale della scarpa.

In alcuni antichi rituali franco-britannici il giorno delle nozze tutti gli ospiti dovevano tentare di infilare una scarpa al piede della sposa, ma solo allo sposo era concesso di riuscirvi.

In Cina, ancora oggi, un piede femminile piccolo ha un valore estetico molto erotico e l’ideogramma ( pronunciato xiè) con cui viene espressa la parola “scarpa” significa “intesa reciproca”, e sta ad indicare proprio l’armonia della coppia. In antichità un uomo poteva annullare il fidanzamento con la promessa sposa, facendole pervenire un paio di scarpe che non corrispondevano alla sua misura e ancora oggi le scarpe vengono offerte come dono di nozze, a simboleggiare l’unione tra un maschile e un femminile intesa anche come unione degli opposti.

Per dirla con Jung, rappresentano una coniunctio (congiunzione) non solo fisica, ma anche psichica tra le parti contro-sessuali dei rispettivi coniugi: tra l’Anima ( l’immagine della donna interiore in ogni uomo) e l’Animus ( l’immagine dell’uomo interiore in ogni donna).

Oggi in una società dove sono venuti a mancare i riti di passaggio, che scandivano in ambito sociale ed esteriore le diverse fasi di passaggio di vita dell’individuo, in particolare le fasi di transizione dall’età giovanile a quella adulta (accompagnate da cerimonie di vestizioni e doni di ornamenti come pre esempio con le Moso), la scelta di una nuovo modello di scarpa diventa il sostituito del rito e il segno esteriore di un corrispondente cambiamento interiore.

Per la donna Il cambio di stile della scarpa è un po’ come il taglio dei capelli; è un proprio rito di passaggio individuale, che delinea l’ ingresso in una nuova dimensione psichica.

Tempo fa una donna dopo un massaggio tantrico rituale nel nostro studio scrisse che appena uscita ando’ a comprarsi un paio di scarpe rosse con il tacco, che non aveva mai avuto il coraggio di acquistare.

Nei negozi di scarpe è interessante osservare come le donne di ogni età, dalle ragazze adolescenti alle donne più mature, provano appassionatamente le scarpe più disparate, in cerca di quella “giusta”, più adeguata : sandali, decolté, con tacchi alti, strette in punta, con lacci o senza…..di tutti i colori e di tutte le forme.

I moderni studi di psicologia confermano che la scarpa rispecchia la personalità, i tratti emotivi e psicologici di chi la indossa. Un carattere ribelle o estroverso tenderà a comperare scarpe colorate e appariscenti; una donna aggressiva indirizzerà la sua attenzione su stivaletti e anfibi; una personalità ansiosa, che tiene conto delle apparenze e si preoccupa del giudizio altrui calzerà scarpe costose e di marca; chi invece è scrupolosa tenderà a indossare scarpe non nuove ma curate.
Colei invece che porta scarpe funzionali e pratiche è una donna rilassata; una donna femminile, sensuale e determinata sceglie scarpe con tacco 12, una donna più aggressiva preferisce la zeppa mentre la spontanea indossa con piacere le infradito. La serietà e la professionalità di una donna possono essere raccontate da un mocassino, mentre la ballerina farà trasparire in una donna la sua ingenuità. La donna che sceglie il sandalo è tendenzialmente allegra e libera.

Per qualche donna acquistare le scarpe può diventare una compensazione, una gratificazione emotiva a un proprio vuoto esistenziale; e quando questi acquisti diventano compulsivi gli psicologi parlano di shoes addiction.

In America quando una persona possiede più di 60 scarpe viene definita shoesaholic.

Ma d’altra parte attraverso l’acquisto di una scarpa si può migliorare l’umore e addirittura migliorare l’immagine cha si ha di sé. Infatti la scarpa è un accessorio che si presta a essere un prolungamento del proprio corpo, quindi della propria immagine fisica che si mostra al mondo. Diventa in sostanza un’estensione del Sé.

Comperare consapevolmente una scarpa può diventare allora una buona auto-terapia; per esempio si può decidere di alimentare la propria femminilità acquistando un paio di scarpe che la evocano (calzature dalle forme morbide, dai colori tipicamente femminili, da un tacco pronunciato, ecc…), cercare di sentire le emozioni ( piacere, disagio, e così via ) che emergono mentre vengono indossate, e integrare queste scoperte all’interno della propria consapevolezza.

La scarpa in quanto simbolo, è un accumulatore e trasformatore di carica energetica, e pertanto si presta affinchè anche un gesto piacevole e utile come la sua scelta e il suo acquisto possa diventare un’occasione per allargare la propria coscienza verso nuovi orizzonti dell’anima.

Ma sarebbe interessante sapere cosa ne pensano le donne?

Michela Rita Consiglio – Psicologa
Jose’&Resya – TantraLove

Gli autori di questa pagina sono José & Resya Satchitshanti.