
La maestra o maestro tantrico può divenire a volte una entità molto scomoda per il nostro Ego.
Fintantoché il Maestro ti liscia il pelo tutto bene.
Quando ti fa un po’ di contropelo, avendo osservato magari qualche ombra da far emergere, per la tua evoluzione personale, allora il nostro ego a volte lo appella con vari giudizi e l’ego si ribella. Magari alcuni nostri irrisolti emergono attraverso le pratiche proposte dal maestro. Perche’ il Tantra e’ anche pratica e non solo parole.
Il Maestro a quel punto non va piu’ bene, e’ insensibile, e’ intransigente, non mi capisce, non e’ attento.
Fino a 10 minuti prima lo inneggiavamo, baci e abbracci e poi…? Per l’allievo/a e’ anche umano e comprensibile, man mano che veniamo portati piu’ vicini alle nostre reali ferite che il dolore possa aumentare e con esso possano aumentare i nostri comportamenti reattivi e nel tentativo di sfuggire alla realta’ che non ci piace attiviamo le proiezioni mentali che sono la manifestazione dei nostri vissuti interiori.
L’ego fondamentalmente vuole mantenere invariato lo status quo. Perche’ l’ego sopravvive nello status quo. Se arriva un maestro che lo mette in discussione l’ego reagisce difendendosi.
Un maestro/a tantrico, pur comprendendo umanamente la difficolta’ e il disagio, non puo’ abdicare al suo ruolo di guida solo per essere accondiscendente e mellifluo. Per un maestro/a aiutare a tenere il praticante fuori dalle secche dell’Illusione, il velo di Maya, e’ molto importante, altrimenti tutto il percorso tantrico ne e’ inficiato.
E quel punto abbiamo due opzioni.
O renderci conto autenticamente dei nostri rivolgimenti interiori e delle nostre ombre che sono emerse, magari anche con manifestazioni fisiche nel corpo contraltari energetici dei disagi psicologici,oppure rigettare il Maestro egoicamente e solitamente lo si fa attraverso il “giudizio” molto spesso gratuito.
A noi la scelta. Nel primo caso abbiamo la possibilità di una evoluzione nel secondo caso andiamo verso una involuzione.
Il libero arbitrio ci lascia la scelta ed è in fondo il bello del lavoro spirituale.
Molti si definiscono “tantrici”. Ma il tantrico si individua anche per la sua capacita’ di permanere davanti ai propri demoni senza fuggire o sfuggire, senza sbattere la porta reattivamente. Se questo succede, lo sbattere la posta individua che ancora moltissima strada c’e’ da percorrere nel campo della via Tantrica. Siamo all’inizio.
Sentiamo cosa dice un maestro Indiano sul tema:
“….Un insegnante e’ come un artista, con martello e scalpello. Ogni volta che incontri un insegnante, ci sarà una scintilla. Al primo incontro tra te e il tuo insegnante troverai ciò che di te è “sbagliato”. Principalmente non ti piacerà sentirlo. Eviterai quella persona. Sei libero di evitarlo. Ma non sai di aver perso quella possibilità che l’anima ti era promessa. Il lavoro dell’insegnante e’ di continuare ad agire. Il lavoro dello studente di continuare a reagire. E a non accettare. Ma una volta che uno studente inizia ad accettare, non è più uno studente E allora diventa un insegnante…” – Yogi Bhajan
Quando un allievo o allieva entra in questo tipo di comportamento reattivo difensivo, spesso non c’e’ piu’ nulla da fare, almeno non in quel momento. Qualsiasi aspetto che sara’ analizzato assieme al Maestro, dato lo schema difensivo che si e’ attivato, portera’ l’allievo/a sempre fuori dal se’ cercando responsabilita’ sempre all’esterno e l’introspezione interiore ne risulta a quel punto bloccata. Se poi l’allievo/a ha una mente intellettiva/mentale forte trovera’ giustificazioni proiettive sempre piu’ sofisticate, ma non autentiche. L’ego e’ terribile quando inzia a mettere in campo i suoi meccanismi. Ci porta nella totale dualita’.
Il Tantra è una via che tende all’autenticità, diversamente dalla New age che invece tende allo stereotipo Peace and Love.
La New Age tende a inseguire un falsa armonia a tutti i costi anche quando questa non c’e’, ma bisogna salvaguardare la facciata. Io ho dentro una profonda rabbia, ma la dissimulo con sorrisetti e atteggiamenti falsamente armonici. In fondo questo e’ un moralismo olistico.
La autenticità può divenire molto scomoda in alcuni casi perché il percorso tantrico mette a nudo le nostre ombre e questo non ci piace molto, ma per il Tantra questa è l’unica forma possibile di evoluzione reale per poi giungere in direzione dell’Estasi.
Senza avere sciolto le nostre Ombre l’estasi tantrica rimane una chimera. Le ombre ostacolano la via al piacere e ostacolano un accesso a una parte piu’ autentica del se’.
Il resto sono mere parole, ma il Tantra ti osserva nei fatti e non nella parola. Ti osserva nei tuoi comportamenti non in quello che dici.
Ecco perché il Tantra lavora prevalentemente sul corpo (I fatti) e non sulla mente che rappresenta la nostra proiezione mentalizzante potenziale.
Jose’&Resya – TantraLove










