Risonanza planetaria e codice genetico

Risonanza planetaria e codice genetico

Se c'è una risonanza tra i ritmi respiratorio e cardiaco e quello delle maree, ci dovrebbe pure essere una interazione, una interdipendenza tra le due classi di fenomeni: ma quale significato può avere ciò? Non è più logico pensare ad un terzo fattore che li governa entrambi? Perché i ritmi vitali del corpo umano raggiungono il loro minimo durante le ore notturne?
Il professore Giorgio Piccardi dell'Università di Firenze intorno agli anni cinquanta si propose di studiare lo strano comportamento delle reazioni chimiche che riguardano l'acqua. Egli s'interessò soprattutto alla diversa velocità di precipitazione dei colloidi e trovò, dopo migliaia di esperimenti iniziati nel 1951 e protratti per oltre un decennio, che reazioni chimiche fra composti inorganici danno risultati diversi a seconda del luogo e del tempo in cui vengono effettuate.
In particolare egli notò, operando su campioni protetti da schermi metallici, che la velocità di precipitazione dei composti dipende dall'attività solare. Poté così dimostrare la quasi esatta corrispondenza tra macchie solari e velocità di reazione. Nel 1958 gli esperimenti di Piccardi furono ripetuti un po' in tutto il mondo e i risultati furono confermati.
Tuttavia egli poté osservare che altre variabili intervenivano nel corso delle prove, le quali davano risultati che variavano con la stagione. E allora egli formulò "la sua ipotesi solare", secondo la quale le reazioni chimiche sulla Terra hanno corrispondenze non solo con gli avvenimenti solari a breve e lungo termine, ma anche con "la posizione della Terra nella sua traiettoria elicoidale attraverso la galassia" (36).
Più tardi Piccardi passò a sperimentare sul sangue e trovò tempi di coagulazione sensibilmente più lenti nei campioni di sangue contenuti in recipienti protetti da schermi di rame.
Nello stesso periodo il dottor Maki Takata dell'Università di Tokio notava che gli indici di flocculazione del sangue subivano un brusco aumento poco prima del sorgere del Sole.

Al contrario, la velocità di flocculazione si abbassava durante una eclisse di Sole o in fondo al pozzo di una miniera.
Dopo venti anni di ricerche, Takata concluse che l'indice di coagulazione del sangue è strettamente legato all'attività del Sole: al sorgere e al tramontare, al manifestarsi di un'eruzione o di un'eclisse. Oggi si ritiene che questa interdipendenza tra indice di flocculazione e attività solare sia dovuta all'azione esercitata da onde elettromagnetiche irradiate nell'atmosfera poco prima del sorgere del Sole.
Dopo le scoperte di Piccardi e di Takata, visto che per circa due terzi siamo fatti di acqua (instabile alla temperatura del corpo) come possiamo escludere di essere sotto l'influsso di forze extraterrestri? Tutta la materia vivente si può considerare come una dispersione in acqua di colloidi macromolecolari in equilibrio instabile. Hanno carattere di colloide il plasma sanguigno, il siero del latte e altri liquidi circolanti nel nostro organismo. Anche il liquido amniotico, nel quale "galleggiamo" per circa otto mesi prima di venire alla luce, contiene sostanze organiche in sospensione colloidale e, come tale, soggetto alle variazioni del campo geomagnetico indotte dal Sole e dalla risonanza planetaria. Forse, quando i pianeti si trovano tra loro angolati in modo da formare una sorta di circuito oscillante capace di risuonare con le forze di origine galattica (raggi e particelle) che continuamente ci investono, la formazione del feto si completa ed esso stesso, per motivi che ancora ci sfuggono, "decide" di nascere.

Non sappiamo come ciò possa avvenire, ma possiamo pensare che la sensibilità ad una data configurazione planetaria faccia parte del patrimonio genetico del nascituro, in modo che il feto senta istintivamente che è giunta l'ora di venire alla luce (Gauquelin M., 1975).
Possiamo considerare l'embrione in formazione come un complesso sistema di "biorisonatori" costituiti da spazi in parte vuoti, in parte ripieni di liquido, conduttori e semiconduttori, capaci di entrare in risonanza con frequenza di natura acustica ed elettromagnetica. Dopo le ricerche del dottor Stuart Hameroff (USA) e del biofisico Fritz A. Popp di Marburg, sembra che si possa parlare di biorisonatori anche a livello cellulare. I microtuboli presenti nel citoplasma possono risuonare a frequenze vicine a quelle della luce ultravioletta e quindi presiedere alla crescita della cellula mediante la luce.
L'elica del DNA potrebbe paragonarsi ad un circuito oscillante in cui lo stesso DNA avrebbe la funzione di bobina e le membrane quella di condensatori collegati in parallelo. E questo perché, secondo Popp, gli acidi nucleici, se eccitati con luce ultravioletta di adeguata intensità, diventano conduttori (37).
Lo sviluppo cellulare e, con esso, la crescita dell'embrione sarebbe regolato dall'accoppiamento energetico fra DNA e cellula e tra questa e le energie modulate di origine extraterrestre.
C'è ancora del mistero in questa correlazione tra luce e vita, ma una cosa ci sembra di poter affermare sulla base di queste ultime scoperte: dallo spazio esterno ci giungono onde, visibili e invisibili, generate dal Sole e da lontani corpi celesti, variamente modulate a seconda del mutevole assetto delle configurazioni planetarie, onde che interagiscono con la materia vivente tanto da regolarne lo sviluppo. "Dall'etere cosmico ci giungono Onde di Vita".

Gli autori di questa pagina sono José & Resya Satchitshanti.