Tantra e zona di confort

Uno dei primi concetti che occorre approfondire, quando si incomincia un percorso di crescita personale, è quello relativo alla zona di comfort.

Cosa significa la zona di comfort?
La zona di comfort rappresenta i confini entro cui ci troviamo sufficientemente bene e dove non viene messo in discussione il nostro status quo, in particolari risvolti della vita come: famiglia, relazioni o lavoro. In poche parole è quel luogo comodo e sicuro che ci siamo creati basandoci sulle nostre convinzioni mentali (la mente che mente) ed in cui abbiamo raccolto tutte le nostre abitudini.
In questa zona non siamo ipoteticamente esposti a rischi, ci sentiamo protetti (anche se non lo siamo veramente) da situazioni che possono causarci dolore o disagio, ma soprattutto siamo apparentemente sicuri di avere il pieno controllo di tutto perché in questo spazio accade esattamente solo ciò che ci aspettiamo. La aspettattiva e’ un potente lato ombra nel Tantra.
Ma cio’ e’ una illusione un Velo di Maya, perche’ noi non possiamo controllare la nostra vita.

Ci sentiamo sicuri nel nostro nido, appare tutto sotto controllo e poi nostro figlio si uccide in un incidente d’auto e siamo cosi’ buttati fuori a forza dalla nostra zona di confort.

Una zona di comfort, ad esempio, potrebbe riguardare il campo delle relazioni sociali: alcune persone hanno paura della solitudine o di fare nuove conoscenze, quindi, preferiscono non oltrepassare il confine evitando di incontrare persone.
In pratica reiteriamo continuamente i demoni del nostro archetipo di carattere. Cioe’ non introduciamo mai qualcosa di nuovo. Tarpiamo le ali alla nostra capacita’ di essere stupiti, fondamentalmente per paura. Sentiamo cosa ci ricorda il Tantra:

“….Lo yogini è tutto penetrato di meraviglia. Tutto il suo sguardo, e’ compatta coscienza, riposo e forza che rinnova ininterrottamente la realtà che, irrorata di vita perenne, abbandona istante per istante le inutili scorie della sua vecchiezza. Come una gustazione meravigliosa è concepita anche la esperienza estetica. In senso più ampio questa meraviglia è presente anzi in ogni forma di vita. La mancanza totale di essa coincide con l’inerzia della materia. La sensibilità estetica non è altro che una capacità di meravigliarsi più elevata dell’ordinario. In un cuore opaco la presenza del bello non suscita in lui commozione o meraviglia alcuna…..” Abhinavagupta – Mistico Tantrico Kashmiro

La zona di confort ci toglie quindi la capacita’ di stupirsi, e’ l’inerzia della materia.

Per altri, la zona di comfort potrebbe riguardare il lavoro; molta gente, per paura di fallire, preferisce fare un lavoro che non gli dà soddisfazioni piuttosto che rischiare di cambiarlo nascondendosi dietro al fatto che comunque hanno la sicurezza di avere un reddito per vivere.
In tutti questi casi, si cerca di restare nella propria zona di comfort, perché in questo modo ci si tiene lontani ipoteticamente dalle situazioni che provocano ansia e paura.

Perchè la zona di comfort danneggia? Ma allora perché dovrebbe uscire dalla sua zona di comfort?
La risposta è semplice: anche se è molto comoda, la zona di comfort è pur sempre una gabbia! E nessun uomo o donna può mai essere veramente felice quando è costretto a vivere in condizioni di “cattività”. Il genere umano e’ caratterizzato , come i bambini, dalla voglia di scoperta e dalla curiosita’ di sapere cosa c’e’ oltre.
La zona di comfort rappresenta un limite alla felicità. Anche se nel nostro piccolo ed accogliente mondo di sicurezze ci troviamo bene e siamo apparentemente sereni, la sensazione è pur sempre limitata dalle barriere che abbiamo eretto, sembra sempre che qualcosa manchi.

Fuori dai confini c’è una felicità ancora più grande che vale la pena scoprire. Nella zona di comfort non c’è spazio per l’avventura e per le emozioni forti, per la meraviglia, tutto si riduce alla semplice sopravvivenza. Il Tantra ci ricorda che:

“….Una completa assenza di meravigliarsi è, in effetti, mancanza di vita. Inversamente, la ricettività estetica, l’essere dotato di cuore non è altro se non l’essere immerso in un intenso meravigliarsi, il quale consiste in una scossa della forza. Solo chi ha il cuore tutto alimentato da quest’infinita forza aumentativa, solo chi è consueto alla pratica costante di tali fruizioni, solo egli e non altri è dotato, per eccellenza, di questa capacità di meravigliarsi. E questo meravigliarsi c’è anche nel dolore. L’essenza del dolore non è, in effetti, se non un meravigliarsi particolare, cagionato dall’assenza di ogni speranza…” Abhinavagupta – maestro tantrico kashmiro

La zona di comfort limita il nostro potenziale e non ci permette di crescere. Se vogliamo migliorarci a livello fisico, emotivo, spirituale e mentale dobbiamo per forza uscire dal recinto in cui siamo entrati perché questo ostacola la nostra evoluzione ed in natura ogni cosa che smette di crescere, prima o poi ristagna e con il tempo muore.
Uscire dalla zona di comfort significa anche rischiare e mettersi in gioco, ma nel bene o nel male è necessario fare questo passo se vogliamo ottenere dei cambiamenti positivi nella nostra vita, perche’ nell’assenza di movimento non puo’ esserci miglioramento.

“…La rivelazione del Sé sorge in colui che è solo desiderio assoluto. Che ciascuno ne faccia l’esperienza! Quando il tantrika penetra ogni cosa con il suo desiderio assoluto, a che servono le parole? Ne fa l’esperienza lui stesso…” – Spandakārikā Tantra

La vita è imprevedibile e piena di sorprese, se non ci concediamo la possibilità di provare cose nuove, rimarremo per sempre ignari di tutte le meraviglie che ci aspettano fuori se siamo dominati dalla paura. Infatti il Tantra ci rammenta che :

“….Si deve cavalcare cio’ per cui si cade…” – Hevajra Tantra

Insomma, uscire dalla zona di comfort, o almeno espanderne i confini, ha tutti i suoi vantaggi e ad un certo punto del cammino diventa assolutamente necessario.

Non per nulla il significato della parola TAN(espandere)-TRA (strumento) e’ strumento per l’espansione.

Se una persona ha deciso di liberarsi dei suoi limiti, deve innanzitutto identificare le zone di comfort ovvero individuare quali sono i confini in cui e’ prigioniero ed oltre i quali non e’ possibile spingersi.

Il Tantra puo’ aiutare in questo processo espansivo e di esplorazione del nuovo.

Jose’&Resya – Tantralove