La negazione del piacere sessuale femminile

La negazione del piacere sessuale femminile ha radici molto antiche ed è a mio parere ancora profondamente radicato nella società e in molte donne consapevoli o meno di questo fardello.

Bellissimo il film Hysteria che descrive come nell’ingilterra preVittoriana il massaggio vulvare e clitorideo fosse praticato come terapia medica rilassante e pacificante contro la sindrome isterica nella quale veniva inclusa un’infinità di sintomi fisici e psichici delle donne.

Il piacere sessuale non era assolutamente considerato come possibile, lo si negava a priori e quindi le pazienti dopo il loro orgasmo valutato come parossismo terapeutico si sentivano sollevate e decisamente più serene e questo era quanto bastava per promuovere la cura…sicuramente gradita dalle pazienti.

Divertente pensare che in quel periodo collocato alla fine dell’800 le donne con malesseri di vario genere venissero trattate con degli orgasmi regolari eseguiti professionalmente con molta serietà e impegno da parte di alcuni medici specializzati nel settore che si arricchivano in questo modo.

Impensabile poi concepire che prima del ferro da stiro o del tostapane il vibratore come strumento di benessere e di salute fosse entrato nelle case degli inglesi come uno dei primi elettrodomestici, quando oggi forse ancora solo 1 donna su 2 ne fa uso e ne possiede in casa almeno uno.

Sono moltissime le donne che ancora oggi non andrebbero mai a comprarsene uno per vergogna anche se il commercio via internet è un modo discreto per acquistarli. Esistono ancora moltissimi tabù riguardo a questi oggetti, oggi definiti sexy toys, anche nelle più giovani. Consigliare come medico di acquistarli e di provare a usarli per conoscere meglio il proprio piacere è quasi amorale e non affatto facile anche se riconosco che sarebbe uno strumento terapeutico molto utile per mollare le tensioni che si accumulano volenti o nolenti nella vita di tutti giorni.

Sono invece davvero moltissime le donne di varia età che mi dicono che il sesso a loro non interessa affatto e che ne farebbero a meno indipendentemente dalla presenza di un uomo al loro fianco magari anche amato e di bella presenza fisica.

Il desiderio femminile delle coccole e dell’affettuosità che si esprime attraverso le carezze ma anche attraverso la sola vicinanza fisica, oppure anche attraverso le parola resta per molte donne non un concetto di preliminare o di contorno gradito all’amore ma l’unica espressione di amore che riescono a vivere

Secondo la ginecologa agopuntrice autrice del libro “Femme désireé, femme désirante”, Danièle Flamenbaum, si tratta di un problema che origina nell’infanzia e da una sorta di mancata strutturazione di una sessualità adulta che resta come dire bambina. Secondo l’autrice del libro anche nelle donne giovani che hanno avuto una libertà sessuale da ragazze data dai tempi moderni, la vita di coppia prolungata,  la nascita di un figlio e qualche volta anche  la menopausa o altri eventi esterni o interni sono responsabili di quello che lei definisce una regressione infantile della sessualità e una sorta di ritorno al retaggio dei tabù sessuali delle proprie nonne e bisnonne.

Molte delle mie pazienti dichiarano di vedere il marito o compagno come un fratello o come un padre e  quindi si sentono gradualmente sempre più imbarazzate come se l’atto sessuale vero e proprio diventasse una specie di  incesto. Per  prime si giudicano e hanno paura di essere giudicate male. Ecco che le coccole sono ammesse ma solo quelle e se le coccole significano che poi si deve fare sesso allora anche quelle vengono castrate per evitare che  la coccola possa sembrare un esplicito invito sessuale.

Molte di queste donne affermano che all’inizio non era così oppure che non sono state sempre così, alcune dichiarano la perdita dell’interesse a causa del cambiamento fisico del proprio marito che nel corso degli anni è ingrassato o cambiato caratterialmente, altre dichiarano che la menopausa è la vera causa della perdita di interesse sessuale nei confronti del sesso maschile in senso assoluto. Altre dichiarano che il loro vero desiderio ed espressione sessuale  sono stati presenti solo in assenza di un consolidato legame di coppia. Queste sono le motivazioni più frequenti che ascolto da numerosissime donne che sentono il rapporto sessuale nei confronti del loro compagno come un dovere al quale rinunzierebbero volentieri.

Incredibile se ci pensate; la negazione del piacere sessuale femminile, da sempre imposta dal mondo alle donne, oggi è come se fosse voluta da loro stesse, anche se in modo per lo più inconsapevole, in un processo volto a perpetuare la loro stessa castrazione, senza neanche accorgersi di perdere così facendo uno fra i più importanti valori dell’evoluzione umana: il rispetto e la considerazione dell’irrinunciabile quanto libera espressione sessuale femminile.

 Catherine Bellwald

Tantra e Sensualita’

La sensualità è la festa dei sensi e dello spirito, la manifestazione della gioia e del piacere, l’incontro fra il mistero e la bellezza. Il gusto del mistero è lo svelamento, lento od improvviso, con tutte le emozioni che può fare sorgere. E’ letteralmente la poesia dei sensi, l’invito all’abbandono amoroso. La sensualità è una manifestazione dell’anima, dipende dalla capacità di sentire e di percepire. L’apertura del cuore stimola l’apertura all’infinito. Nella misura in cui i corpi si muovono liberamente allontanandosi dalla materialità sociale dei gesti, degli impeti, delle maschere, del potere, possono tutti vivere una magnifica e potente sensualità, che deriva dallo scorrere delle emozioni e delle fantasie attraverso i gesti, attraverso il modo di vestire, di abitare, di comunicare, con sé e con gli altri.


L’amore, la conoscenza, l’emozione, la donazione, il desiderio, la curiosità, la forza, sono tutti presenti nella gara della reciproca sensualità, fra l’uomo e la donna, fra tutti gli esseri. Spesso i primi movimenti della sensualità vengono vissuti con impazienza, per cui si cerca di passare agli impeti della sessualità. Se attenuiamo il piacere sensuale, e rincorriamo l’istinto genitale, si rinforza il desiderio di possedere, nell’immaginazione o nella realtà. Ma in questo modo si perde la sensibilità sensuale, si perdono le percezioni profonde presenti appunto nell’anima. La sessualità ha un suo ritmo avvolgente, coinvolgente, in cui sembra volere rapidamente scaricare emozioni, piaceri e desideri. Ma la vera natura divina della sessualità si manifesta quando s’immerge nell’oceano della sensualità.


Questa rappresenta una forma di felicità promessa, che si manifesta nell’arte di muovere i corpi, i gesti, i movimenti, da soli o con l’altro e con gli altri. Diventa anche una complicità trasversale, dove gli oggetti e gli ambienti, i suoni ed i colori, possono aumentare e dilatare la trasmissione dell’effetto magico del piacere sensuale. Dovrebbe accompagnare ogni rapporto umano, come pure ogni espressione animica. In tutti i rapporti viviamo l’amore, la bellezza, le attrazioni. Viviamo la nostra completezza di esseri composti di corpo, anima, cuore e spirito, in cui la musica dell’incontro suona ed armonizza tutti i nostri veicoli espressivi. L’energia sessuale universale si nutre e si coltiva in questo mare di sensualità. Tutti i rapporti umani dovrebbero potere svilupparsi nel piacere dei sensi e dell’anima, come nota inseparabile dai piaceri del sentimento, dell’affetto, della donazione, dell’abbandono.

Kohra Becherini
 

Basi neurobiologiche e chimiche del piacere sessuale

Il professor Barry Komisaruk – scienziato dell’Università Rutgers del New Jersey – ha studiato l’orgasmo femminile attraverso l’utilizzo della risonanza magnetica, diffondendo un in cui mostra cosa succede nel cervello di una donna quando sta per raggiungere l’apice del piacere sessuale.
L’obiettivo era quello di capire come si arriva all’orgasmo attraverso la stimolazione genitale, e quali parti del cervello siano coinvolte nel percorso. La ricerca mostra quanto sia complesso, a livello cerebrale, il processo che porta al culmine del piacere, attraverso l’attivazione successiva di varie zone, deputate a diversi compiti e tutte perfettamente coordinate tra di loro.
L’attività cerebrale prende il via dalla corteccia sensoriale – che è l’area legata alla zona genitale- , ma poi passa rapidamente nel sistema limbico, coinvolgendo emozioni e memoria a lungo termine. Da qui si divide nel cervelletto e nella corteccia frontale, per poi raggiungere il picco nell’ipotalamo, da dove iniziano gli impulsi nervosi responsabili del rilascio di un ormone – l’ossitocina – che causa la contrazione dell’utero ed è responsabile della sensazione di piacere. Vengono registrate attività anche nel nucleo accumbens, un’area legata alla ricompensa e alla sensazione di piacere. Passato l’orgasmo, l’attività cerebrale diminuisce lentamente, fino a tornare nelle condizioni di partenza.
Certamente non è il caso di ridurre il raggiungimento del piacere al sessuale al “semplice” funzionamento di alcune aree del cervello, tuttavia gli spunti di riflessione sono interessanti: ancora una volta nel mostrare quanto mente e corpo siano collegati tra loro! Tant’è che c’è chi sostiene che l’organo sessuale per eccellenza sia proprio il cervello.
principali componenti chimiche e biologiche dell’amore e della sessualità
È ovviamente impossibile condensare l’essenza di una relazione amorosa all’interno di semplici formule chimiche, ma è interessante
 sapere che il nostro corpo utilizza risorse sorprendenti per modulare la  vita amorosa… basta non dimenticare che a sua volta la nostra psiche influenza la produzione di determinate sostanze in varie fasi e momenti, in un vicendevole e continuo processo di accomodamento mente-corpo!

Dopamina: la sostanza dell’amore romantico.  Si tratta di un neurotrasmettitore che agisce su vari processi corporei e psicologici, e la sua attività è collegata strettamente al funzionamento del sistema limbico, zona del cervello sede delle emozioni e di alcune funzioni vitali, tra le quali la stessa sessualità. Essa permette di potenziare alcuni comportamenti che procurano piacere e soddisfazione, facilitando quindi la ricerca ripetuta dell’esperienza che ne ha stimolato la produzione: ecco come mai nelle prime fasi di una relazione di coppia si desidererebbe stare sempre insieme all’altra persona!


Testosterone: l’ormone del desiderio sessuale. A dispetto di quanto si creda solitamente, questa sostanza ha a che fare non solo con la sessualità maschile, ma anche con quella femminile. Nell’uomo regola il desiderio, l’erezione e la soddisfazione sessuale: ha la funzione di regolare l’inizio e la fine dell’erezione, collegando l’attività cerebrale con le manifestazioni fisiologiche dell’eccitazione. Nel cervello i recettori neurali di testosterone producono una vera e propria cascata di eventi biochimici che coinvolgono i recettori di testosterone nei nervi, nei vasi sanguigni e nei muscoli, e la regione pelvica è ricca di recettori di questa sostanza. Nella donna il testosterone ha un ruolo importante collegato al desiderio sessuale, fino ad ora esplorato principalmente grazie all’evidenza della diminuzione di desiderio nel periodo post-menopausale.


Feromoni: la chimica della ricerca del partner. Si tratta di molecole invisibili e volatili prodotte da ghiandole situate sotto le ascelle, intorno ai capezzoli e nell’inguine; sono inodori, e vengono captati da un apposito sistema, detto vomeronasale. Essi variano in rapporto allo stato d’animo e possono stimolare il desiderio sessuale. Dato che gli odori vengono percepiti senza essere mediati dalla parte razionale del cervello, i feromoni sono uno strumento perfetto per fissare ricordi legati alla sfera emotiva (più che a quella razionale).


Feniletilamina: la droga dell’amore. E’ alla base dell’innamoramento e dell’attrazione amorosa: la sua presenza è strettamente collegata con il rilascio di dopamina, in una continua vicendevolezza che genera eccitazione, euforia, entusiasmo. viene rilasciata nel cervello quando l’individuo sperimenta sentimenti di gioia e amore 


Ossitocina: la colla chimica dell’amore. Viene secreta dalla ghiandola pituitaria e liberata nel cervello e nel sistema riproduttivo ogni volta che c’è un contatto con la persona amata. Essa aumenta notevolmente durante l’orgasmo, e soprattutto nella donna è presente durante il parto e l’allattamento; inoltre, è ormai dimostrato che aumenta la nostra sensibilità alle carezze e ci spinge al contatto fisico e agli abbracci. La sua funzione è quindi strettamente collegata all’importanza del contatto fisico come collante necessario a far durare una coppia nel tempo

Biodanza Open Source 

 

La Sessualita’ come via Esperienziale Tantrica

Le culture antiche, che non condividono l'occidentale separazione moderna tra il sacro ed il profano, hanno sempre considerato la sessualità come un aspetto del grande mistero dell’esistenza. In grado, quindi, di fornire importanti contributi culturali. La letteratura Indiana, in pratica scritta in Sanscrito, ma anche in Tamil e Pali (la lingua del Buddha), ha una ricca tradizione di trattati sulla sessualità che fu scoperta in Occidente dalle traduzioni degli studiosi nelle lingue indo-europee. Il testo più antico e più conosciuto è il Kama Sutra, scritto da Vatsyasana tra il IV e VI secolo. Dal Kama-Sutra (il più antico noto, ma non il primo che fu scritto) fino al Aranga Ranga, una serie di opere del XVII° secolo che, a partire da fonti analoghe, adatta la conoscenza della sessualità e dell’amore a ciascuna delle relative epoche. Essa include il Koka Shastra, scritto nel XII° secolo da un poeta e trovatore di nome Kokkoka di cui sappiamo ben poco.

Il fatto che tutti i manoscritti sanscriti sulla sessualità venerano il classico di Vatsyasana e si basano su di esso, e l'esistenza di molte versioni e traduzioni che portano alla stessa opera, mettono spesso in dubbio l'originalità dei testi. La lettura di queste opere ci ricollega alla tradizione tantrica in cui il sesso ha una dimensione religiosa e simbolica. I libri del Maestro Vatsyasana dedicati al massaggio sensuale e alle posizioni dell’amore sono stati elaborati e sviluppati in maniera più dettagliata per avere un più abbordabile linguaggio.

In Occidente abbiamo una visione troppo ristretta dell'umanità, e quindi, abbiamo anche una limitata visione della sessualità. Noi non possiamo vivere l’erotismo senza prima recuperare la sua profondità spirituale. La sessualità ci aiuta a riprendere contatto con tale profondità ed è la porta d'accesso alla dimensione spirituale. La verità della tradizione tantrica Indù risale al periodo più lontano della storia umana, dato che la sua epoca d'oro fu nel 7000 a.C., e nel suo aspetto più essenziale non colpì gli occhi dell’uomo, stupefatto davanti al mistero della sua esistenza e stupito davanti alla potenza della sua naturalezza sessuale.

Il Tantra è un antico sistema di pratiche rituali e tecniche che utilizzano la capacità creativa della energia sessuale per portare gli individui ad un più elevato stato di coscienza. Quasi tutte le tradizioni religiose lo guardano con diffidenza e celato sospetto perché il Tantra utilizza l’unione sessuale come il veicolo per l'illuminazione cosmica. Questo lo ha portato a rimanere nascosto e a conservare le sue tecniche segrete per secoli. Le menti controverse di questi detrattori "religiosi" hanno fatto più male delle Inquisizioni Sataniche. La trascendenza tramite il sesso che rende possibile il Tantra non deve essere intesa come una licenza per una sfrenata lussuria sessuale poichè la sua pratica richiede una grande disciplina. Il Tantra trasforma la lussuria in amore. I metodi del Tantra utilizzano l’energia più potente che abbiamo, l'energia sessuale, per penetrare nel reame spirituale. La padronanza della propria energia sessuale è il primo passo per il dominio dell’energia cosmica.

Coraggio e disciplina sono entrambi necessari e indispensabili per sviluppare una prospettiva della sessualità tantrica, a causa delle molte forze che cercano di inibire l’espressione del sesso. L'idea ossessiva occidentale di sopprimere il sesso porta alla creazione di numerosi problemi psicopatologici. L'amore è l'essenza autentica dell'uomo. La civiltà occidentale ha proibito l'espressione dell’amore per condannare la sessualità. L'amore è l'energia sessuale trasformata. Per conoscere l’elementare verità dell’amore, è necessario innanzitutto accettare la divinità del sesso e imparare ad adorarlo attraverso i sensi. Maggiore accettazione del sesso, maggiore libertà di fronte ad esso. La totale accettazione e apertura alle energie naturali porta verso le più sublimi esperienze. Questo è il messaggio del Tantra.

Il Tantra è una via difficile, pur essendo la meta con un ego molto forte. L'uomo di oggi non cerca di capire la sua bellezza, non cerca di scoprire la vera natura del suo essere, non cerca di conoscere se stesso: ciò implica il "mettere il dito sulla piaga". In cambio, preferisce ridurre il tantra, ridicolizzarlo, fino a creare danni con i suoi metodi diretti per ottenere la verità. Tuttavia, il Tantra rimane vero, immutabile, impossibile da offuscare. Lo stesso vale per gli altri metodi che esistono in tutte le parti del pianeta, e che fin dai tempi antichi hanno dimostrato di poter ottenere la vera conoscenza di sé. "Infinite strade portano all’Essere", ma l'ego è ignorante e arrogante, e cerca di manipolare la sua percezione: solo l'ego è capace di trasformare la luce e farla ritornare ombra, come disse Platone, molto saggiamente, nella sua allegoria della caverna.

L’Homo sapiens non è stupido, è solo offuscato. Possiamo dire che egli ha fatto della pigrizia e dell'orgoglio il suo Dio. Preferendo vedere le ombre, si perde la possibilità di gustare la vera bellezza e la perfezione dell’Essere. Le Scritture dicono: "Quando la Shakti danza, la maya avvolge il mondo". Infatti, quando l'energia si muove, nasce la Maya, e con la nascita di Maya, emerge l'ego – strumento indispensabile per muoversi nel mondo – e se così non fosse, al di là di ciò, è diventato il protagonista del nostro vita. Il mondo delle apparenze, dunque, domina l'essere umano con l’auto-inganno e così, le passioni, non possono essere controllate. Pertanto, un maestro tantrico aiuterà il discepolo serio e costante ad emergere vittorioso dal labirinto dell’ego. Ben difficile compito quello del maestro, che si avvarrà di tutta la sua conoscenza e creatività al fine di portare il discepolo nella sua evoluzione.

Senza aspettarsi nulla in cambio, egli rinuncia alla sua illuminazione per prestare il suo aiuto a quegli ego evasivi, resistenti ed esperti nella sublime arte della scusa, che si avvicinano a lui con la speranza di ottenere un miracolo in cambio di nulla, però i miracoli esistono solo per quelli che fermamente credono che tutto è possibile, e che lottano con una fede ferrea per ottenere ciò che vogliono. Il maestro diventa, quindi, un bodhisattva, ed è grazie a questa rinuncia, che egli può trovare la propria illuminazione, "Chi aiuta gli altri, in realtà aiuta se stesso".

Gli antichi abitanti della terra, vivevano in armonia con la natura, perché in realtà l'universo non è un’ eredità avuta dai nostri genitori, ma è un prestito ai nostri figli; gli attuali abitanti della Terra sono dei parassiti, e ciò che è peggio: la stanno distruggendo. Cioè, noi la stiamo distruggendo, perché, senza la Terra, senza l'universo, cosa può esserci per noi, come possiamo riempire le nostre pance?. E questa attitudine autodistruttiva la troviamo perfino nei virus. Guardatevi allo specchio, siate umili e onesti con voi stessi, e ditemi: perché continuare senza affrontare le situazioni che fanno soffrire, e perché stare con persone che non sono convenienti, e perché rifiutarsi di dire basta! nei rapporti o sul luogo di lavoro, e perché rifiutare di essere se-stessi e preferire di fare ciò che dicono gli altri, e perché non cambiare quelle abitudini che vi danneggiano e vi rendono infelici, e perché lasciare che vi accusino, perché rispondere con la violenza alla violenza, mettendovi allo stesso livello, e perché mentire perfino a se stessi, di cosa avete paura… E sicuro che troverete una scusa per evitare di rispondere con umiltà. Quando affronterete con coraggio le vostre scuse, potrete trovare la risposta a questi interrogativi, con vera sincerità, allora e solo allora starete facendo Tantra. Perciò, gli antichi tantrici adottarono il Guru Yoga come il miglior metodo per cui un discepolo, chiamato il guerriero spirituale, possa conoscere il suo vero maestro, il maestro interiore. C'è una sola condizione: volontà di evolversi veramente. Il Guru Yoga, o la stretta relazione tra maestro e discepolo, è il metodo di insegnamento in generale impiegato per il Tantra, e in particolare per gli Shivaiti. 

Il guerriero spirituale è esposto a qualche rischio canalizzando la passione per farla finire più in alto, così da farle oltrepassare la condizione umana. Chi è un adepto del dharma usa il veleno come una medicina, trasgredisce il rigido dogma delle religioni, si espone alle conseguenze karmiche per poter trovare un altro modo di espressione, per ottenere una coscienza equanime ed inalterata, e per saper distruggere tutti i tipi di legami e attaccamenti. Egli entra nel mondo delle ombre per illuminarlo, ciò che distrugge gli altri, aiuta a purificare il tantrico, ciò che rende svuotati gli altri, ricolma di energia il tantrico, ciò che indebolisce e confonde gli altri, dà vigore e lucidità al tantrico. Egli così giunge alla conoscenza di tutti i suoi difetti e li trasmuta negli scopi più elevati: l'amore, l’eroismo, la creatività, la conoscenza di se stessi… Noi ci priviamo di tutto per raggiungere il massimo. Il Tantra è asociale, ma non antisociale. La prima cosa che un tantrico deve fare è di riconoscersi schiavo, di riconoscere quali sono i suoi legami e frantumarli per diventare libero. Quindi, chi ha realizzato la sua vera natura, non può essere soggiogato da nessuna volontà né dogmatica, nè politica nè religiosa. Ma attenzione ad evitare gli equivoci! La libertà non esiste all’esterno, ma è al nostro interno: Fate in modo di trovarla! 
Il Tantra è il culto della femminilità, della Dea, delle donne. Le sue origini si perdono nella notte dei tempi. Il Tantra è lo sviluppo della sensibilità, l'esperienza di amare intensamente, senza timore della perdita, completamente fusi con l'amato o l’amata. È il saper trascendere il superficiale e l’apparente, in quanto un tantrico non è mai un collezionista di amori. La donna è la passione stessa, la Shakti, però prima egli deve scoprire se stesso, e poi trovare il suo Shiva interiore, la sua temperanza, il suo maestro, e deve anche riconoscere il suo Shiva esterno – la sua anima-gemella, così da raggiungere l'unità, lo Yoga supremo. Il Tantra sarà di grande aiuto e fondamentale l'assistenza di un maestro tantrico, essenziale per ottenere la liberazione. I tantrici personificano Dio con l'amore e la devozione per poterlo venerare più facilmente. Noi chiamiamo Shiva la parte maschile della coscienza, e Shakti la parte femminile, l’energia, la Dea. Shiva e Shakti, il matrimonio cosmico, formano tutte le dualità emotive che dobbiamo imparare ad unire. Perciò, il tantrico celebra la Shakti in ogni atto della vita, impara ad amarla e venerarla nel dolore e nel piacere, nel profitto e nella perdita, e grazie ad essa produce la Liberazione. L’Essere, Shiva, non è possibile senza Shakti, e senza la Shakti, l’Essere non è in grado di espandersi.

I veri maestri sono "poveri", ma non perché rinunciano al denaro, che è una forma di energia che è necessario saper gestire, ma piuttosto perché sono snobbati dagli ignoranti che rinunciano ad essi. E gli ignoranti sono ignoranti perché amano i loro vincoli, le loro disgrazie, e soprattutto, il mondo delle apparenze e delle vanità illusorie. Dobbiamo imparare a farle finire. Il vero maestro è ricco, è l'uomo più ricco del mondo, perché ha rinunciato a tutto. C.G. Jung disse, "Colui che resiste, persiste". La nostra Via è il sentiero dell’amore, della rinuncia, dell’umiltà e della fiducia, che non nega il dolore e lo sforzo. Concentrate tutte le vostre energie per ottenere ciò che desiderate, non perdete una sola goccia per rinunciare a ciò che volete.

Possiamo dire che il Tantra è un’autentica rivoluzione interna, è spogliarsi di tutte le fedi religiose, le morali, i vincoli, i pregiudizi, ecc. E’ creare lo spazio interno che è necessario per concepire l'infinito e la verità senza tempo. Dal momento in cui la mente si svuota e si adatta a ciò che realmente accade, quando apprendiamo dal nostro interno più profondo, tutto diventa un mantra, che è il tessuto, la base della vita, in cui uno mette tutto e che magicamente assume molte forme diverse di creatività infinita. Il Tantra spezza i tabù, le credenze e i dogmi imposti da qualunque religione.

Per questo esso prevede una ribellione contro la morale sociale e le credenze religiose. Ed è anche l'intelligente osservazione dell’essere umano con tutte le loro contraddizioni, l'ammissione che il corpo è tanto divino quanto l'anima, perché tutto proviene dalla stessa fonte. Così, per trovare Dio, noi non dobbiamo rinunciare al sesso né alla celebrazione di esso, non dobbiamo rinunciare alla vita. Se noi reprimiamo il sesso, lo respingiamo, o lo portiamo verso il suo contrario, la lussuria, questo ci porterà innumerevoli problemi psicologici e spirituali. Invece, dovremmo imparare che la libertà è ben diversa dalla dissolutezza e che il sesso deve essere collegato all’amore, perché è così che si può godere la vita, vivere e imparare. Se non vi è amore nella nostra vita, vi è la paura, che è l’opposto dell’amore, e noi moriremo prima di morire.

Il Dio Shiva ha affermato che il sesso è l'energia fondamentale. Il Tantra la fa sua e la trasforma. Ed inoltre, quando noi amiamo, il passato e il futuro non esiste. L’Amore ci apre all'Infinito, all'eternità della vita. La sessualità è quando abbiamo il sesso nella testa, il pensare sempre ad esso è sessualità. L'esperienza reale è molto diversa. Qualunque cosa, pienamente vissuta, vi porta oltre. Non abbiate paura di nulla! Vivetelo! Quando si sopprime il moto del cuore, si creano esigenze simboliche, e falsi bisogni. Noi siamo pieni di falsi bisogni, per questo non siamo mai soddisfatti. Quando nell'abbraccio i vostri sensi si agitano, come le foglie di un albero, addentratevi in questa sensazione di scuotimento. 
Quando fate l’amore, lo state facendo con la vostra stessa esistenza. La donna è solo una porta, ed anche l'uomo è solo una porta. L'altra persona è solo una porta verso il Tutto.

Quanto più siete sensibili, più sarete vivi! Quanto più siete vivi, molta più vita entrerà nel vostro Essere interiore. Che male c’è nel vostro godere? Cosa c'è di sbagliato nell'essere felici? Se qualcosa di male c’è, è la vostra infelicità, perché la persona infelice porta sempre infelicità intorno a sè. Siate dunque felici!

Il sesso è solo il principio, non la fine. Ma se ci si perde nell'inizio, si perderà anche la fine. Gli ideali non possono far sviluppare le vostre potenzialità, soltanto l'esperienza, la conoscenza della realtà, vi può aiutare. Nell’amore c’è una potenzialità naturale di rinuncia. Rinunciate e sentitelo; estendetelo poi a tutte le dimensioni della vostra vita.

Sessualità, Soggettività ed Energia

La nostra sessualità viene dalla nostra personale storia sessuale, dalle situazioni e dalle esperienze che ci apparivano sessuali durante la nostra crescita. La sessualità fa riferimento alla radice stessa dell'identità di ogni persona. Viviamo in un continuo rito sessuale, un permanente calore derivante dal nostro essere bipedi. Una sessualità il cui scopo principale è il nostro piacere, il rafforzamento dei legami affettivi, l'aumento dell’energia sessuale e della potenzialità di riproduzione.

Secondo l'OMS, "La salute sessuale è l'integrazione degli elementi somatici, emotivi, intellettuali e sociali dell’essere sessuale, in modo che siano positivamente proficui e che rafforzino la personalità, la comunicazione e l'amore". Il diritto all’informazione sessuale, il diritto al piacere e ad intensificare il godimento della vita sono condizioni essenziali per l'esistenza di quelle relazioni amorose dalla parità di genere, per imparare a risolvere i conflitti, e ad evitare critiche, disprezzo e atteggiamenti evasivi e di difesa. Seguendo il rituale magico degli antichi tantrici, al di là di un piacere senza fine, si trova la loro vera identità universale. Questa è la vera luce che ora li illumina, la vera gioia che rimarrà in loro eternamente e per sempre…

Ricordate sempre: Date allo stesso modo in cui ricevete, perciò, date al vostro partner quello che vi piacerebbe ricevere. Compiacetelo, o compiacetela, se volete essere accontentati. Se avete troppa fretta di arrivare alla fine, perderete la gloria del principio, e l'emozione del durante finirà presto. E' assurdo voler terminare quando c'è il piacere, avere fretta quando si sta godendo.

Il sesso libero e il libero amore sono cose completamente diverse. Il sesso libero ha paura dell'amore e di amare, anzi reprime l’amore. Con il persistere dei timori, si creano dipendenze affettive, che poi sono violentemente rotte, con grande amarezza e rancori, senza saper perdonare, quando il rapporto si conclude. L'amore libero è di per sé cosciente, puro, senza dipendenze, senza condizionamenti o attaccamento e, quando la relazione finisce, l'amore continua. L'amore libero è solo per coloro che cercano la vera coscienza, l’emancipazione, la luce, la conoscenza, la libertà. E' per i coraggiosi.

Se l'amore è vero, non potrete mai soffrire. Soffrirete solo se vi innamorerete con il vostro possessivo ego che crede di possedere qualcosa che non appartiene a lui. Le persone non sono oggetti da dover possedere. Esse non appartengono a nessuno, ma solo a Dio, ed anch’io non appartengo a nessuno, se non a Dio. Quando si impara ad amare senza possesso, in quel giorno si cresce e ci si libera dalla sofferenza causata da una perdita che è reale solo nel vostro orgoglio. È umanamente comprensibile che quando si è innamorati, se il vostro partner vi lascia, vi fa male. Ma ricordate, voi non siete il suo proprietario e non potete trattenerlo. Se davvero vi ama, non potrà mai abbandonarvi e se vi lascia è perché non vi ama realmente. Evolvetevi, perché volete al vostro fianco qualcuno che non vi ama?

Una volta che il rapporto è finito, la lezione appresa e il karma soddisfatto, la coppia dovrebbe essere sciolta, ma resterà sempre qualcosa di bello che non potrà mai cancellarsi, anche se non è l’ego che potrà mai possederlo o cancellarlo. Il karma sarà la vostra benedizione…, ricevetelo, unitevi, e vi sarà sempre un perpetuo godimento. In esso si trova l'illuminazione. Volate!

Aliberth

ll Clitoride, questo misconosciuto

l Clitoride, questo misconosciuto

Strategie del piacere e della sofferenza

Se c’è un elemento del corpo femminile che ho sempre trovato particolarmente affascinante, questo è il clitoride. Se non proprio tutti, moltissimi sanno di cosa si tratti: una sorta di minipene per lo più interno che si presenta come una escrescenza posta nella parte superiore della vagina, dotata di terminazioni nervose molto sensibili, la cui funzione sembra sia “solamente” quella di dare piacere. D’altra parte non è qualcosa di cui si parli moltissimo, al punto da poter essere considerato, persino al giorno d’oggi, tutto sommato un tabù. Tanto è vero che il parlarne, o lo scriverne, così come il semplice titolo di questo mio articolo, possono risultare una provocazione. In effetti lo è, ma se ci pensate bene, solo nella misura in cui l’argomento è considerato tabù. Ovvero un tema di cui è meglio non parlare in pubblico e nemmeno troppo in privato.

I frangenti nei quali può essere citato sono fondamentalmente tre. In primo luogo nell’ambito medico e della sessuologia, poi in qualche sporadica discussione da salotto sull’orgasmo femminile e infine a proposito delle barbariche pratiche chirurgiche popolari, di alcune culture, sugli organi genitali femminili. Ma andiamo per ordine.

Anzitutto per quale ragione lo trovo così affascinante. Nonostante Wikipedia liquidi l’argomento con poche righe scontate, dice su di esso una cosa importantissima. Si tratta dell’unico organo umano destinato solo ed esclusivamente al piacere. Opportunamente stimolato può far raggiungere alla donna un orgasmo che viene definito appunto orgasmo clitorideo. Sigmund Freud, continua Wikipedia, e come è ben noto, dall’alto del suo scranno, eretto in un periodo culturale nel quale erano presenti forti convinzioni su quello che fossero il bene e il male, sentenzia che si tratta di un orgasmo “immaturo” a differenza di quello vaginale che definirebbe “maturo”. Anzitutto, senza trovarsi su uno scranno alcuno, ma usando il semplice buon senso, non si capisce per quale ragione la natura avrebbe dovuto dotare un organismo di un elemento destinato a far vivere un’esperienza immatura. Più logico pensare che debba trattarsi di due funzioni complementari per provare un piacere più profondo e intenso, così come, anche se in maniera molto meno evidente, si può notare una differenza tra la sensibilità della punta del pene, il prepuzio, e tutto l’organo genitale maschile nel suo insieme.

Quello che trovo invece affascinante è proprio questo: il clitoride serve solo, soltanto ed esclusivamente per godere, e non è dotato di nessuna altra funzione. Non si potrebbe ammettere con umiltà, anziché emettere sentenze, che la natura segue il suo corso armonico, forse addirittura “sapendo” cosa fa? E che si sia preoccupata di “creare” qualcosa destinato a dare un piacere così intenso da permettere a un essere umano di “abbandonarsi” ad esso come può accadere per l’estasi spirituale o sciamanica?

Ma andiamo avanti.

A differenza di quanto comunemente si sia portati a credere la repressione del piacere non è un’insana attività solo di matrice cattolica. La si può trovare in molte altre culture, come quella islamica, alcune africane e altre ancora. In Africa per esempio sono stranamente presenti diversi tipi di atteggiamenti nei confronti di questo argomento. Tanto per avere un’idea in merito, ad esempio in Nigeria viene praticata la circoncisione del clitoride, pratica applicata alle neonate e destinata addirittura a far provare più agevolmente piacere in futuro. Mentre in alcuni paesi dell’Africa orientale sono usate pratiche chirurgiche barbare e sommarie che vanno dall’infibulazione (la cucitura delle grandi labbra della vagina) al taglio delle grandi labbra stesse, fino all’escissione del clitoride, ovvero la sua totale asportazione. 

Nella repressiva cultura cattolica invece la negazione del piacere è operata sul piano più strettamente psicologico con un programma addirittura secolare di repressione così efficace da riuscire a mettere in imbarazzo se non chiunque, una vasta fetta di popolazione nel parlare di queste cose. Semplicemente, per lo più, non se ne parla e basta. Tanto per fare un esempio avete mai trovato nei programmi scolastici qualcosa che si avvicini anche solo minimamente al tema della stimolazione orale o manuale dei genitali per provare godimento? L’educazione sessuale ancora oggi, sempre che esista, si limita a spiegare che il pene penetra nella vagina per procreare e che bisogna fare attenzione se non si vogliono avere figli e a non prendersi l’AIDS. Finito.

Ci sono alcune culture sul pianeta che invece vedono le cose in una maniera completamente diversa. Per esempio alcune culture centro e sudamericane. Ma anche, nonostante a livello popolare si tratti anche qui di una cultura repressiva soprattutto nei confronti della donna, nelle più alte espressioni spirituali della cultura indiana e orientale in generale.

Una storia buddista della tradizione tibetana racconta di un viaggiatore che attraversava le meravigliose e deserte valli dell’Himalaya, il quale venne ospitato per una notte in un monastero, dove si trovavano sia monache che monaci. A un certo punto durante la notte, nell’oscurità, dalla finestra il viaggiatore vide un bagliore intensissimo che si sprigionava da una delle celle dei monaci. Non seppe resistere alla curiosità, uscì, e si avvicinò per vedere di cosa si trattasse. Erano una monaca e un monaco che stavano facendo l’amore in modo così intenso da produrre una luce così forte da inondare la camera e sprigionarsi fin fuori dalla finestra.

Nichiren Daishonin, un maestro buddista giapponese del XIII secolo sosteneva che “se un uomo e una donna recitano Nam-Myo-Ho-Ren-Ge-Kyo* durante il rapporto sessuale, i desideri terreni si trasformano in illuminazione e le sofferenze di nascita e morte si trasformano in Nirvana”.

Nella tradizione Hindu Kama è il Dio del desiderio, uno degli innumerevoli dei del Pantheon induista. Il Kama Sutra è il Sutra o Libro del desiderio e non un libro sulle posizioni dell’amplesso. Bensì un profondo trattato che spiega come raggiungere l’illuminazione attraverso la soddisfazione dei desideri. Il Tantrismo è una pratica, talvolta anche molto difficile, che serve per cercare di raggiungere un’estasi profonda che unisce le persone.

La stessa parola sanscrita Yoga significa unione. Unione con l’assoluto, unione con l’universo, con gli altri, ma soprattutto con se stessi. Tutta la costruzione spirituale Hindu è basata sull’unione del Lingam, simbolo dell’organo sessuale maschile e pene del Dio Shiva, con la Yoni, simbolo dell’organo sessuale femminile e vagina di Shakti, l’energia cosmica, manifestazione femminile di Shiva. Shiva è un Dio multiforme che rappresenta molte cose, talvolta la distruzione e la morte, talvolta la rinascita, talvolta il sonno, talvolta le lacrime. Si dice che l’induismo abbia trentatré milioni di Dei. È perché per gli Hindu qualsiasi cosa è una manifestazione del divino.

Organi biologici destinati solo al godimento sono una ennesima manifestazione divina da usare con rispetto, venerazione, profondità. Culture che negano la femminilità, il godere, l’estasi, la luce che può derivare dall’unione sessuale, per vivere ogni cosa, inclusi il piacere e l’orgasmo come prodotti da consumare, per giunta di nascosto, sono probabilmente destinate ad esaurire le loro energie, come puntualmente sta accadendo. Il petrolio e le altre risorse succhiate alla terra lasciano cavità vuote, così come sono svuotate le persone che sfruttano il proprio corpo come una fonte di piacere usa e getta. Molta gente, molti giovani persino, sono costretti a bere, stordirsi, ingerire sostanze, assumere Viagra, eccitanti, narcotici e stimolanti, per poter rinnovare continuamente un piacere vacuo e incompreso nella sua profondità, perché da una parte represso e dall’altra svuotato della sua sacralità. Fame chimica, sonno chimico, orgasmo chimico, oblio chimico. Sono l’assicurazione dei narcotrafficanti di tutto il mondo, gli unici che non sentono crisi. Anzi si fregano le mani per la povertà di spirito del genere umano.

Tutto ciò potrebbe generare il sospetto che vivere con serenità e abbandono qualsiasi esigenza del proprio corpo e abbandonarsi totalmente, senzapregiudizi a qualsiasi esperienza di piacere potrebbe abbattere la dicotomia cartesiana spirito-materia. Per portare a quello che i tibetani chiamano “pace della mente e visione profonda”. Ecco perché Shiva sarebbe il Dio della Distruzione e della Rinascita e anche il Dio del Sonno. E l’unione tra Shiva e Shakti, tra materia ed energia le quali, come ci insegna la fisica quantistica, sono la stessa cosa, abbatterebbe l’apparente dualità per dare luogo alla monade assoluta: il Brahma. Là dove scompare la sensazione “io e il resto” per lasciare spazio solo più al Sé transpersonale.

Una cultura che vive con profonda consapevolezza la gioia e la sofferenza, il godere e il desiderio in assoluto abbandono e naturalezza, senza sensi di colpa e di dovere, sarebbe forse la via d’uscita dall’impasse in cui ci troviamo. Per correre una volta per tutte verso i meravigliosi paesaggi che ancora ci attendono.

*Nam-Myo-Ho-Ren-Ge-Kyo è un mantra (o un’invocazione) che, in estrema sintesi, significa: Mi affido (o mi abbandono o mi dedico) alla Legge Mistica di Causa ed Effetto dell’Universo tramite vibrazione. Ma la sua funzione e il suo significato sono estremamente articolati  e profondi.

 Mauro Villone

L’orgasmo Femminile

L'ORGASMO FEMMINILE


Ci sono donne che possono avere un orgasmo uterino con un semplice bacio o addirittura senza nessun contatto fisico. Altre hanno solo orgasmi clitoridei, indipendentemente dalle posizioni o dall'abilità o dall'amore con il partner. Altre ancora non hanno quello che chiamerebbero un orgasmo in tutta la vita, eppure sono più sessualmente appagate di altri che hanno orgasmi a decine. Alcune vogliono che la stimolazioni aumenti poco a poco, mentre altre non ne hanno quasi bisogno. Altre ancora possono avere un orgasmo decidendolo. Il potenziale dell'orgasmo femminile varia enormemente, ogni donna è diversa e la stessa donna può rispondere in modo diverso in momenti diversi. Non c'è una modalità orgasmica che si possa definire sana. Una donna può essere pluriorgasmica o anorgasmica, ma se è capace di rilassarsi e di avere fiducia nella profonda saggezza del proprio cuore mentre si arrende in quanto naturale apertura irradiante, sarà amore dalla testa ai piedi.

L'orgasmo non è indispensabile e non sempre desiderabile. Anzi, per qualcuna può diventare motivo di preoccupazione. Infatti, anche se il corpo e le emozioni sono completamente aperti e pieni d'amore, una donna può semplicemente non essere di natura orgasmica. Può gioire immensamente del sesso e sentirsi completamente appagata ugualmente. Un'altra può essere capace di orgasmi profondi e può desiderarli, ma le sue paure glielo impediscono. Il suo naturale flusso energetico è bloccato, si sente frustrata e vuota come se qualcosa mancasse alla sua vita amorosa. Sono molti i motivi per cui una donna potenzialmente orgasmica non raggiunge il piacere, forse è stressata, forse un problema fisico (infezione o un piccolo incidente) impedisce all'energia di circolare liberamente. Molto spesso l'orgasmo è bloccato dalla resistenza emozionale ad arrendersi.

Se una donna non si fida del partner, non si lascerà andare completamente. Che cosa rende un uomo degno di fiducia in termini sessuali?La forza e l'apertura del suo sentire. La capacità di essere pienamente presente, consapevole, amorevole, appassionato, sensibile, intenso, giocoso e spontaneo e capace di portare l'atto sessuale in territori sempre nuovi e verso una comunione sempre più profonda. Se l'uomo si perde nelle proprie sensazioni, la donna non può avere fiducia in lui. Se si avventa come un bulldozer verso l'eiaculazione, la donna non può avere fiducia in lui. Se ha paura di guidare la danza sessuale o se la guida senza sensibilità ai bisogni della donna, la donna non può avere fiducia in lui. Non si lascerà andare completamente e non lascerà che l'energia scorra a briglia sciolta nelle cellule e nei nervi, aprendosi a qualunque cosa.

Ma anche se ha fiducia nel partner, una donna può continuare ad avere paura di aprirsi. Può fare inconsciamente resistenza all'energia sessuale maschile se da bambina ha subito degli abusi, sessuali o emozionali, da parte di un'energia maschile. Oppure ha avuto una madre debole, manipolativa o infelice, non un vero esempio di genuino potere femminile. Di conseguenza da adulta può non avere fiducia, e persino rifiutarlo, nel profondo potere della propria femminilità, nell'immensità oceanica del proprio amore, nell'indomabile potenzialità di passione e intensità, preferendo aderire al modello del controllo e dell'autodifesa. Se non ha vissuto fiduciosamente l'energia paterna o materna, può rimanere emozionalmente chiusa e sulla difensiva. Può limitare per paura, la capacità di ricevere in profondità l'amore maschile nell'apertura del corpo e del cuore, oppure non avere fiducia nell'enorme potere della saggezza e dell'energia femminile. In entrambi i casi si impedirà la pienezza dell'orgasmo. "Ricevere attivamente" è un atto di sessualità essenziale, a cui si fa spesso resistenza. Il partner maschile deve imparare ad aprirsi e a ricevere l'energia (luce e buio, sfrenatezza e nutrimento) del partner femminile. Allo stesso modo, il partner femminile deve scegliere consciamente di aprirsi attivamente per ricevere la profonda penetrazione dell'amore maschile nel più intimo del cuore e del corpo, se vuole dissolversi nella pienezza dell'oblio amoroso. Se la donna scherma inconsciamente il proprio cuore contro la penetrazione profonda dell'amore maschile, non potrà rilassarsi e rimarrà separata dall'amore dell'uomo e dall'apertura. La contrazione emozionale provocata dalla paura di arrendersi impedisce l'orgasmo profondo. A volte impedisce qualsiasi forma di orgasmo. E, di certo, impedisce l'appagamento sessuale del cuore. Per lasciare che il pieno piacere sessuale supremo scorra dentro di voi, dovete in primo luogo avere fiducia nel piacere, il che significa accogliere entrambi gli aspetti della sessualità maschile e femminile. La paura di perdere il controllo, la paura dell'apertura, la paura della penetrazione maschile e la paura dell'immensità femminile, impediscono la pienezza della risposta orgasmica all'amore.

 David Deida