La Sessualita’ come via Esperienziale Tantrica

Le culture antiche, che non condividono l'occidentale separazione moderna tra il sacro ed il profano, hanno sempre considerato la sessualità come un aspetto del grande mistero dell’esistenza. In grado, quindi, di fornire importanti contributi culturali. La letteratura Indiana, in pratica scritta in Sanscrito, ma anche in Tamil e Pali (la lingua del Buddha), ha una ricca tradizione di trattati sulla sessualità che fu scoperta in Occidente dalle traduzioni degli studiosi nelle lingue indo-europee. Il testo più antico e più conosciuto è il Kama Sutra, scritto da Vatsyasana tra il IV e VI secolo. Dal Kama-Sutra (il più antico noto, ma non il primo che fu scritto) fino al Aranga Ranga, una serie di opere del XVII° secolo che, a partire da fonti analoghe, adatta la conoscenza della sessualità e dell’amore a ciascuna delle relative epoche. Essa include il Koka Shastra, scritto nel XII° secolo da un poeta e trovatore di nome Kokkoka di cui sappiamo ben poco.

Il fatto che tutti i manoscritti sanscriti sulla sessualità venerano il classico di Vatsyasana e si basano su di esso, e l'esistenza di molte versioni e traduzioni che portano alla stessa opera, mettono spesso in dubbio l'originalità dei testi. La lettura di queste opere ci ricollega alla tradizione tantrica in cui il sesso ha una dimensione religiosa e simbolica. I libri del Maestro Vatsyasana dedicati al massaggio sensuale e alle posizioni dell’amore sono stati elaborati e sviluppati in maniera più dettagliata per avere un più abbordabile linguaggio.

In Occidente abbiamo una visione troppo ristretta dell'umanità, e quindi, abbiamo anche una limitata visione della sessualità. Noi non possiamo vivere l’erotismo senza prima recuperare la sua profondità spirituale. La sessualità ci aiuta a riprendere contatto con tale profondità ed è la porta d'accesso alla dimensione spirituale. La verità della tradizione tantrica Indù risale al periodo più lontano della storia umana, dato che la sua epoca d'oro fu nel 7000 a.C., e nel suo aspetto più essenziale non colpì gli occhi dell’uomo, stupefatto davanti al mistero della sua esistenza e stupito davanti alla potenza della sua naturalezza sessuale.

Il Tantra è un antico sistema di pratiche rituali e tecniche che utilizzano la capacità creativa della energia sessuale per portare gli individui ad un più elevato stato di coscienza. Quasi tutte le tradizioni religiose lo guardano con diffidenza e celato sospetto perché il Tantra utilizza l’unione sessuale come il veicolo per l'illuminazione cosmica. Questo lo ha portato a rimanere nascosto e a conservare le sue tecniche segrete per secoli. Le menti controverse di questi detrattori "religiosi" hanno fatto più male delle Inquisizioni Sataniche. La trascendenza tramite il sesso che rende possibile il Tantra non deve essere intesa come una licenza per una sfrenata lussuria sessuale poichè la sua pratica richiede una grande disciplina. Il Tantra trasforma la lussuria in amore. I metodi del Tantra utilizzano l’energia più potente che abbiamo, l'energia sessuale, per penetrare nel reame spirituale. La padronanza della propria energia sessuale è il primo passo per il dominio dell’energia cosmica.

Coraggio e disciplina sono entrambi necessari e indispensabili per sviluppare una prospettiva della sessualità tantrica, a causa delle molte forze che cercano di inibire l’espressione del sesso. L'idea ossessiva occidentale di sopprimere il sesso porta alla creazione di numerosi problemi psicopatologici. L'amore è l'essenza autentica dell'uomo. La civiltà occidentale ha proibito l'espressione dell’amore per condannare la sessualità. L'amore è l'energia sessuale trasformata. Per conoscere l’elementare verità dell’amore, è necessario innanzitutto accettare la divinità del sesso e imparare ad adorarlo attraverso i sensi. Maggiore accettazione del sesso, maggiore libertà di fronte ad esso. La totale accettazione e apertura alle energie naturali porta verso le più sublimi esperienze. Questo è il messaggio del Tantra.

Il Tantra è una via difficile, pur essendo la meta con un ego molto forte. L'uomo di oggi non cerca di capire la sua bellezza, non cerca di scoprire la vera natura del suo essere, non cerca di conoscere se stesso: ciò implica il "mettere il dito sulla piaga". In cambio, preferisce ridurre il tantra, ridicolizzarlo, fino a creare danni con i suoi metodi diretti per ottenere la verità. Tuttavia, il Tantra rimane vero, immutabile, impossibile da offuscare. Lo stesso vale per gli altri metodi che esistono in tutte le parti del pianeta, e che fin dai tempi antichi hanno dimostrato di poter ottenere la vera conoscenza di sé. "Infinite strade portano all’Essere", ma l'ego è ignorante e arrogante, e cerca di manipolare la sua percezione: solo l'ego è capace di trasformare la luce e farla ritornare ombra, come disse Platone, molto saggiamente, nella sua allegoria della caverna.

L’Homo sapiens non è stupido, è solo offuscato. Possiamo dire che egli ha fatto della pigrizia e dell'orgoglio il suo Dio. Preferendo vedere le ombre, si perde la possibilità di gustare la vera bellezza e la perfezione dell’Essere. Le Scritture dicono: "Quando la Shakti danza, la maya avvolge il mondo". Infatti, quando l'energia si muove, nasce la Maya, e con la nascita di Maya, emerge l'ego – strumento indispensabile per muoversi nel mondo – e se così non fosse, al di là di ciò, è diventato il protagonista del nostro vita. Il mondo delle apparenze, dunque, domina l'essere umano con l’auto-inganno e così, le passioni, non possono essere controllate. Pertanto, un maestro tantrico aiuterà il discepolo serio e costante ad emergere vittorioso dal labirinto dell’ego. Ben difficile compito quello del maestro, che si avvarrà di tutta la sua conoscenza e creatività al fine di portare il discepolo nella sua evoluzione.

Senza aspettarsi nulla in cambio, egli rinuncia alla sua illuminazione per prestare il suo aiuto a quegli ego evasivi, resistenti ed esperti nella sublime arte della scusa, che si avvicinano a lui con la speranza di ottenere un miracolo in cambio di nulla, però i miracoli esistono solo per quelli che fermamente credono che tutto è possibile, e che lottano con una fede ferrea per ottenere ciò che vogliono. Il maestro diventa, quindi, un bodhisattva, ed è grazie a questa rinuncia, che egli può trovare la propria illuminazione, "Chi aiuta gli altri, in realtà aiuta se stesso".

Gli antichi abitanti della terra, vivevano in armonia con la natura, perché in realtà l'universo non è un’ eredità avuta dai nostri genitori, ma è un prestito ai nostri figli; gli attuali abitanti della Terra sono dei parassiti, e ciò che è peggio: la stanno distruggendo. Cioè, noi la stiamo distruggendo, perché, senza la Terra, senza l'universo, cosa può esserci per noi, come possiamo riempire le nostre pance?. E questa attitudine autodistruttiva la troviamo perfino nei virus. Guardatevi allo specchio, siate umili e onesti con voi stessi, e ditemi: perché continuare senza affrontare le situazioni che fanno soffrire, e perché stare con persone che non sono convenienti, e perché rifiutarsi di dire basta! nei rapporti o sul luogo di lavoro, e perché rifiutare di essere se-stessi e preferire di fare ciò che dicono gli altri, e perché non cambiare quelle abitudini che vi danneggiano e vi rendono infelici, e perché lasciare che vi accusino, perché rispondere con la violenza alla violenza, mettendovi allo stesso livello, e perché mentire perfino a se stessi, di cosa avete paura… E sicuro che troverete una scusa per evitare di rispondere con umiltà. Quando affronterete con coraggio le vostre scuse, potrete trovare la risposta a questi interrogativi, con vera sincerità, allora e solo allora starete facendo Tantra. Perciò, gli antichi tantrici adottarono il Guru Yoga come il miglior metodo per cui un discepolo, chiamato il guerriero spirituale, possa conoscere il suo vero maestro, il maestro interiore. C'è una sola condizione: volontà di evolversi veramente. Il Guru Yoga, o la stretta relazione tra maestro e discepolo, è il metodo di insegnamento in generale impiegato per il Tantra, e in particolare per gli Shivaiti. 

Il guerriero spirituale è esposto a qualche rischio canalizzando la passione per farla finire più in alto, così da farle oltrepassare la condizione umana. Chi è un adepto del dharma usa il veleno come una medicina, trasgredisce il rigido dogma delle religioni, si espone alle conseguenze karmiche per poter trovare un altro modo di espressione, per ottenere una coscienza equanime ed inalterata, e per saper distruggere tutti i tipi di legami e attaccamenti. Egli entra nel mondo delle ombre per illuminarlo, ciò che distrugge gli altri, aiuta a purificare il tantrico, ciò che rende svuotati gli altri, ricolma di energia il tantrico, ciò che indebolisce e confonde gli altri, dà vigore e lucidità al tantrico. Egli così giunge alla conoscenza di tutti i suoi difetti e li trasmuta negli scopi più elevati: l'amore, l’eroismo, la creatività, la conoscenza di se stessi… Noi ci priviamo di tutto per raggiungere il massimo. Il Tantra è asociale, ma non antisociale. La prima cosa che un tantrico deve fare è di riconoscersi schiavo, di riconoscere quali sono i suoi legami e frantumarli per diventare libero. Quindi, chi ha realizzato la sua vera natura, non può essere soggiogato da nessuna volontà né dogmatica, nè politica nè religiosa. Ma attenzione ad evitare gli equivoci! La libertà non esiste all’esterno, ma è al nostro interno: Fate in modo di trovarla! 
Il Tantra è il culto della femminilità, della Dea, delle donne. Le sue origini si perdono nella notte dei tempi. Il Tantra è lo sviluppo della sensibilità, l'esperienza di amare intensamente, senza timore della perdita, completamente fusi con l'amato o l’amata. È il saper trascendere il superficiale e l’apparente, in quanto un tantrico non è mai un collezionista di amori. La donna è la passione stessa, la Shakti, però prima egli deve scoprire se stesso, e poi trovare il suo Shiva interiore, la sua temperanza, il suo maestro, e deve anche riconoscere il suo Shiva esterno – la sua anima-gemella, così da raggiungere l'unità, lo Yoga supremo. Il Tantra sarà di grande aiuto e fondamentale l'assistenza di un maestro tantrico, essenziale per ottenere la liberazione. I tantrici personificano Dio con l'amore e la devozione per poterlo venerare più facilmente. Noi chiamiamo Shiva la parte maschile della coscienza, e Shakti la parte femminile, l’energia, la Dea. Shiva e Shakti, il matrimonio cosmico, formano tutte le dualità emotive che dobbiamo imparare ad unire. Perciò, il tantrico celebra la Shakti in ogni atto della vita, impara ad amarla e venerarla nel dolore e nel piacere, nel profitto e nella perdita, e grazie ad essa produce la Liberazione. L’Essere, Shiva, non è possibile senza Shakti, e senza la Shakti, l’Essere non è in grado di espandersi.

I veri maestri sono "poveri", ma non perché rinunciano al denaro, che è una forma di energia che è necessario saper gestire, ma piuttosto perché sono snobbati dagli ignoranti che rinunciano ad essi. E gli ignoranti sono ignoranti perché amano i loro vincoli, le loro disgrazie, e soprattutto, il mondo delle apparenze e delle vanità illusorie. Dobbiamo imparare a farle finire. Il vero maestro è ricco, è l'uomo più ricco del mondo, perché ha rinunciato a tutto. C.G. Jung disse, "Colui che resiste, persiste". La nostra Via è il sentiero dell’amore, della rinuncia, dell’umiltà e della fiducia, che non nega il dolore e lo sforzo. Concentrate tutte le vostre energie per ottenere ciò che desiderate, non perdete una sola goccia per rinunciare a ciò che volete.

Possiamo dire che il Tantra è un’autentica rivoluzione interna, è spogliarsi di tutte le fedi religiose, le morali, i vincoli, i pregiudizi, ecc. E’ creare lo spazio interno che è necessario per concepire l'infinito e la verità senza tempo. Dal momento in cui la mente si svuota e si adatta a ciò che realmente accade, quando apprendiamo dal nostro interno più profondo, tutto diventa un mantra, che è il tessuto, la base della vita, in cui uno mette tutto e che magicamente assume molte forme diverse di creatività infinita. Il Tantra spezza i tabù, le credenze e i dogmi imposti da qualunque religione.

Per questo esso prevede una ribellione contro la morale sociale e le credenze religiose. Ed è anche l'intelligente osservazione dell’essere umano con tutte le loro contraddizioni, l'ammissione che il corpo è tanto divino quanto l'anima, perché tutto proviene dalla stessa fonte. Così, per trovare Dio, noi non dobbiamo rinunciare al sesso né alla celebrazione di esso, non dobbiamo rinunciare alla vita. Se noi reprimiamo il sesso, lo respingiamo, o lo portiamo verso il suo contrario, la lussuria, questo ci porterà innumerevoli problemi psicologici e spirituali. Invece, dovremmo imparare che la libertà è ben diversa dalla dissolutezza e che il sesso deve essere collegato all’amore, perché è così che si può godere la vita, vivere e imparare. Se non vi è amore nella nostra vita, vi è la paura, che è l’opposto dell’amore, e noi moriremo prima di morire.

Il Dio Shiva ha affermato che il sesso è l'energia fondamentale. Il Tantra la fa sua e la trasforma. Ed inoltre, quando noi amiamo, il passato e il futuro non esiste. L’Amore ci apre all'Infinito, all'eternità della vita. La sessualità è quando abbiamo il sesso nella testa, il pensare sempre ad esso è sessualità. L'esperienza reale è molto diversa. Qualunque cosa, pienamente vissuta, vi porta oltre. Non abbiate paura di nulla! Vivetelo! Quando si sopprime il moto del cuore, si creano esigenze simboliche, e falsi bisogni. Noi siamo pieni di falsi bisogni, per questo non siamo mai soddisfatti. Quando nell'abbraccio i vostri sensi si agitano, come le foglie di un albero, addentratevi in questa sensazione di scuotimento. 
Quando fate l’amore, lo state facendo con la vostra stessa esistenza. La donna è solo una porta, ed anche l'uomo è solo una porta. L'altra persona è solo una porta verso il Tutto.

Quanto più siete sensibili, più sarete vivi! Quanto più siete vivi, molta più vita entrerà nel vostro Essere interiore. Che male c’è nel vostro godere? Cosa c'è di sbagliato nell'essere felici? Se qualcosa di male c’è, è la vostra infelicità, perché la persona infelice porta sempre infelicità intorno a sè. Siate dunque felici!

Il sesso è solo il principio, non la fine. Ma se ci si perde nell'inizio, si perderà anche la fine. Gli ideali non possono far sviluppare le vostre potenzialità, soltanto l'esperienza, la conoscenza della realtà, vi può aiutare. Nell’amore c’è una potenzialità naturale di rinuncia. Rinunciate e sentitelo; estendetelo poi a tutte le dimensioni della vostra vita.

Sessualità, Soggettività ed Energia

La nostra sessualità viene dalla nostra personale storia sessuale, dalle situazioni e dalle esperienze che ci apparivano sessuali durante la nostra crescita. La sessualità fa riferimento alla radice stessa dell'identità di ogni persona. Viviamo in un continuo rito sessuale, un permanente calore derivante dal nostro essere bipedi. Una sessualità il cui scopo principale è il nostro piacere, il rafforzamento dei legami affettivi, l'aumento dell’energia sessuale e della potenzialità di riproduzione.

Secondo l'OMS, "La salute sessuale è l'integrazione degli elementi somatici, emotivi, intellettuali e sociali dell’essere sessuale, in modo che siano positivamente proficui e che rafforzino la personalità, la comunicazione e l'amore". Il diritto all’informazione sessuale, il diritto al piacere e ad intensificare il godimento della vita sono condizioni essenziali per l'esistenza di quelle relazioni amorose dalla parità di genere, per imparare a risolvere i conflitti, e ad evitare critiche, disprezzo e atteggiamenti evasivi e di difesa. Seguendo il rituale magico degli antichi tantrici, al di là di un piacere senza fine, si trova la loro vera identità universale. Questa è la vera luce che ora li illumina, la vera gioia che rimarrà in loro eternamente e per sempre…

Ricordate sempre: Date allo stesso modo in cui ricevete, perciò, date al vostro partner quello che vi piacerebbe ricevere. Compiacetelo, o compiacetela, se volete essere accontentati. Se avete troppa fretta di arrivare alla fine, perderete la gloria del principio, e l'emozione del durante finirà presto. E' assurdo voler terminare quando c'è il piacere, avere fretta quando si sta godendo.

Il sesso libero e il libero amore sono cose completamente diverse. Il sesso libero ha paura dell'amore e di amare, anzi reprime l’amore. Con il persistere dei timori, si creano dipendenze affettive, che poi sono violentemente rotte, con grande amarezza e rancori, senza saper perdonare, quando il rapporto si conclude. L'amore libero è di per sé cosciente, puro, senza dipendenze, senza condizionamenti o attaccamento e, quando la relazione finisce, l'amore continua. L'amore libero è solo per coloro che cercano la vera coscienza, l’emancipazione, la luce, la conoscenza, la libertà. E' per i coraggiosi.

Se l'amore è vero, non potrete mai soffrire. Soffrirete solo se vi innamorerete con il vostro possessivo ego che crede di possedere qualcosa che non appartiene a lui. Le persone non sono oggetti da dover possedere. Esse non appartengono a nessuno, ma solo a Dio, ed anch’io non appartengo a nessuno, se non a Dio. Quando si impara ad amare senza possesso, in quel giorno si cresce e ci si libera dalla sofferenza causata da una perdita che è reale solo nel vostro orgoglio. È umanamente comprensibile che quando si è innamorati, se il vostro partner vi lascia, vi fa male. Ma ricordate, voi non siete il suo proprietario e non potete trattenerlo. Se davvero vi ama, non potrà mai abbandonarvi e se vi lascia è perché non vi ama realmente. Evolvetevi, perché volete al vostro fianco qualcuno che non vi ama?

Una volta che il rapporto è finito, la lezione appresa e il karma soddisfatto, la coppia dovrebbe essere sciolta, ma resterà sempre qualcosa di bello che non potrà mai cancellarsi, anche se non è l’ego che potrà mai possederlo o cancellarlo. Il karma sarà la vostra benedizione…, ricevetelo, unitevi, e vi sarà sempre un perpetuo godimento. In esso si trova l'illuminazione. Volate!

Aliberth

Il Sesso e’ una danza tra maschile e femminile

La Vita a Passo di Donna

Ancora sul sesso.. scrivo di questo argomento perchè trovo che ci sia tantissima scontentezza e mancanza di informazione vera, C'è anche molta mancanza di comunicazione tra uomini e donne e tantissima frustrazione..

IL SESSO è UNA DANZA TRA MASCHILE E FEMMINILE

"..mi chiese: "che cosa vuoi che faccia?", "tutto quello che vuoi, tu" risposi,"tutto quello che ti piace, ti prego"mi supplicò..non trovai di meglio che dire:"mi piace tutto quello che fai, mi piace come sei", sperando che avrebbe accettato la mia piena accettazione.
Rotolò via dal letto e si chiuse in bagno sbattendo la porta.

Voleva portarmi a conoscerla.. In macchina mi ero perso nell'energia del suo bacio, smettendo di accarezzarle il braccio come mi aveva insegnato e lei si era raffreddata, avevo poi cercato di recuperare ma si era ormai aperto un abisso. E lei non aveva più fiducia nella mia sensibilità e nella mia capacità di condurla. A letto mi aveva chiesto di darle un ordine, ma io avevo restituito a lei l'iniziativa. E questo era esattamente ciò che non voleva.

Ero stato educato a trattare uomini e donne in modo paritario. Non avevo la minima idea che, nell'intimità, l'uguaglianza non è sexy. Mi ci volle un po' per capire che il magnetismo sessuale si basa sul gioco delle polarità maschile e femminile, ugualmente forti ma anche diverse.

Il sesso è appunto la danza di queste diversità. Lo spingere dell'una e il cedere dell'altra, la loro interpretazione, la loro comunione, la loro unione. Una minestra insipida di uguaglianza neutra non è il terreno di gioco dei sessi. Non fate mai qualcosa solo per ottenere l'approvazione del partner, fatelo per aprire il vostro corpo all'amore.

La mia ragazza voleva rilassarsi nella sua parte femminile, arrendersi all'amore..si era stancata di fare la parte del maschio che dirige le cose. Voleva essere rapita, lasciarsi andare, avere fiducia nelle mie capacità di condurci oltre ai nostri confini senza dovermi suggerire cosa fare.

Il suo potere femminile avrebbe avuto la possibilità di esprimersi più pienamente se prendevo io il comando, lasciandola libera di irradiare amore con ogni sua cellula e senza dover interrompere il suo fulgore perchè io non ero abbastanza sensibile da condurci più in profondità nell'amore.

La tecnica è inutile senza il gioco delle forze di una consapevolezza maschile affidabile e di una energia femminile indomabile. Ognuno dei partner può incarnare entrambi i lati di questa polarità.

L'uomo offre il dono della fiducia e dell'intensità di presenza in modo che la donna si senta presa profondamente, conosciuta con sensibilità ed estaticamente rapita. La donna offre il dono dell'espressione senza freni del piacere e di un cuore che anela ad essere devoto, attirando il partner al di là di qualunque separazione nella radiosa beatitudine del vero amore.

Se la presenza dell'uomo si allenta, la donna perde fiducia, si protegge emozionalmente e non sperimenta più la gioia della totale apertura del corpo e del cuore che è l'offerta dell'amore femminile. Se la radianza della donna si attenua, se corpo e cuore si chiudono, se le onde di piacere diminuiscono e l'espressione emotiva tace, l'uomo si chiude nella dimensione della testa e dei genitali, perde l'energia dell'interezza sessuale del corpo e dell'apertura del cuore, si allontana e si chiude nel proprio piacere egoistico. "

David Deida

A me le donne piacciono Troie

Un amico mi raccontava di quante volte si fosse sentito dire una frase tipo “Sai, sarebbe ora che ti trovassi una brava ragazza!” e di come lui ogni volta pensasse, senza osare dirlo, una risposta del tipo “Ma veramente a me piacciono troie!”
A una frase del genere sicuramente si scateneranno gli ego di tutti, donne e anche uomini perbenisti che si sono dimenticati chi sono.
Alle donne, d’altro canto, viene detto “Trovati un brav’uomo e fatti una famiglia!” e intanto, quelle più sane e meno castrate dalla menzogna, pensano “Ma veramente a me piacerebbe farmi scopare da uomini in fila!” …or something like that!
Peraltro, di solito, a dispensare questi sacri consigli su una vita casta e pura, sono i più depravati fra migliaia. Coloro che si giudicano sporchi al sol pensiero di quello che desiderano ardentemente negli angoli remoti delle loro menti e di quello che, molto spesso, anche fanno.Quelli che vanno a mignotte mentre i figli guardan la tv (cit.)

Infatti, l’atto di dire agli altri cosa fare, come essere delle persone migliori, e quindi segnalare loro dove stanno sbagliando, non può che venire da un giudizio che sta divorando proprio il predicatore stesso.

Tutto, vedremo, nasce dal giudizio. Ma il giudizio dove affonda la sua consapevolezza del bene e del male?
Perché se il parametro è errato ed è stato stabilito da persone ottuse e cieche, allora forse dovremmo rivedere un po’ tutto il nostro sistema di credenze, a comunciare da questo che è un’auto-castrazione che causa frustrazione, violenza, imbrogli, sotterfugi e tristezza.

In tempi antichi, quella che noi chiamiamo prostituzione, era ritenuto un atto sacro e magico, di enorme valore. La donna non veniva svalutata se considerata da molti uomini attraente e seducente, anzi, aveva una grande importanza ed era considerata da tutti con rispetto e godeva di infinita stima. Quale migliore gioia, infatti, per una donna, che l’essere considerata e stimata da tutti gli uomini e le donne? Queste “prostitute” erano sacerdotesse e, anche se a volte potevano da qualcuno essere considerate immorali, sicuramente da tutte le donne erano invidiate ed ogni uomo avrebbe voluto unirsi sessualmente a loro.

Solo successivamente, all’incirca al tempo della legge ebraica, la prostituzione fu indicata per la prima volta come atto dissoluto e peccaminoso.

E’ importante precisare che, sia nell’antica Grecia che nell’antica Roma, le cortigiane, concubine, fino alle più comuni prostitute, erano ritenute utili e non venivano condannate o disprezzate per il loro lavoro. Alcune concubine venivano anche prese in casa dai ricchi, spesso per dare loro figli (del tutto legittimi) senza esporre le mogli nobili ai rischi del parto che all’epoca erano molto elevati.

Inizialmente anche la Chiesa non si schierò contro la prostituzione. Condannò l’omosessualità, già condannata anche in Grecia dai tempi di Teodosio II, e cercò di convertire le prostitute ma non considerò questa pratica, da sempre ritenuta legale e regolamentata da precise leggi, come un peccato grave. Lo stesso Sant’Agostino disse “Togli le prostitute dalla società e ogni cosa verrà sconvolta dalla libidine.” (dal De Ordine II, c. 4, 12). Esso sosteneva che gli uomini, tolte le prostitute, avrebbero comunque continuato a cercare rapporto al di fuori dal matrimonio. E mi pare di poter affermare che non si sbagliasse affatto.

De Andrè cantava:
“Quella che di giorno chiami con disprezzo specie di troia
quella che di notte stabilisce il prezzo alla tua gioia”

La necessità fisica di dare (più insita nell’uomo) e di ricevere (più presente nella donna) sono infatti caratteristiche dell’essere umano animale, e del corpo fisico, e sono ciò su cui si fonda la vita da sempre. Dirò anche che la spasmodica voglia di accoppiarsi intesa come bisogno assoluto è data da quel senso di vuoto e di mancanza, che è il risultato della primordiale separazione da Dio, sancita fin dall’inizio dei tempi. Tale separazione, che noi viviamo con sofferenza estrema e senso di abbandono, non è stata voluta dall’uomo, come ci vogliono far credere, aumentando il nostro senso di colpa, ma è stata una necessità divina. Una necessità di conoscere se stesso che ha portato a creare la separazione per poi, un giorno, tornare all’unità. Non può esistere coscienza di Sé, infatti, senza che vi sia prima la caduta, la divisione. E’ un po’ come dire che l’Uno non può essere uno, senza che vi sia un due. Un uno senza l’esistenza del due, è il nulla.

Questo stimolo del dare e ricevere di cui parlavo, trova la sua massima espressione d’amore, pur sempre umano e terreno, nel donarsi e condividersi, per l’uomo, e nell‘accogliere e servire, per la donna. Purtroppo però tutta questa mescolanza di desideri elevati di amore e condivisione, tipici degli animali che vivono con serenità la loro sessualità e vita affettiva, viene vissuta con senso di colpa e filtrata da menti umane arrabbiate con Dio perché si sentono sole. Gli animali però (mi riferisco prevalentemente a quelli che vivono lontani dall’uomo), che sono nella nostra stessa condizione, non si sentono in conflitto con Dio poiché hanno mantenuto il loro equilibrio interiore. Essi, svolgendo alla perfezione il loro compito, vivono con serenità il loro transito nella materia, svolgono il loro compito e fanno le loro esperienze senza per questo sentisi sbagliati, senza sentirsi malati o sfruttati.

Vivere serenamente ciò che siamo e quello che stiamo facendo a questo mondo significa fare quello che abbiamo voglia di fare, come abbiamo voglia di farlo, e nella misura in cui ci aggrada. La violenza che tutti temiamo quando parliamo di libertà non dipende dall’avere carta bianca di essere e fare ciò che desideriamo ma, al contrario, la cattiveria e la violenza si formano ogni volta che noi reprimiamo la nostra innata propensione alla condivisione, al sentirsi liberi di essere ciò che siamo. Ogni volta che ci sentiamo giudicati, ogni volta che giudichiamo, stiamo creando separazione, sofferenza, e tutto questo turbinio di emozioni negative necessitano di essere sfogate e diventano perversione, violenza, separazione.

Parlando con amici, da sempre sento raccontare storie sessuali di ogni genere. Incesti o desideri di rapporti incestuosi sono all’ordine del singolo; nell’antichità erano buona norma, eppure col tempo sono diventati la peggiore delle pratiche, dopo la pedofilia, altro tabù che da centinaia di anni crea i più grossi traumi mai concepiti dagli esseri umani.
Ho sempre ritenuto che, nel momento in cui i bambini vengono naturalmente attratti dalla sessualità, una delle cose peggiori che l’essere umano possa fare, sia trasmettere loro il senso della pudicità, il messaggio che vi sia qualcosa di sbagliato, qualcosa da nascondere, o di cui vergognarsi. Il doversi nascondere, il dover tacere. Non abbiamo forse tutti creduto, quando abbiamo scoperto la sessualità, di essere sporchi e di avere qualcosa di sbagliato? Non abbiamo quindi cominciato a temere il contatto  fisico, a limitare il nostro spontaneo desiderio di affetto o a praticarlo con paura? E da qui non abbiamo iniziato forse a sviluppare quelle che vengono definite perversioni e a cercare di mentire, nasconderle, per poi finire a praticarle con paura, negatività e, perfino, corstrizione e violenza?

La costrizione, creata o subita, non è forse direttamente dipendente dal credere che ciò che facciamo o subiamo sia sbagliato? Le stesse cose che, praticate con senso di colpa, venissero proposte come esaltazione della persona, della sua anima e corpo, con profondo rispetto e con la libertà di volersi bene e di creare un contatto profondo, partendo dal corpo e finendo col toccarsi l’anima, non sarebbero quindi i migliori gesti d’amore e di benevolenza che si possano concepire?

Eppure tutto questo sesso che a noi fa così schifo e che ci fa sentire delle persone orribili, potrebbe tranquillamente, e in ogni sua forma, risultare normale ed accettato da tutti, se solo ci si facesse una semplice domanda: quale colpa ci può mai essere nel provare e regalare piacere? Quale mostro potrebbe mai desiderare che noi non godiamo di ogni piacere?

Quale perversione è mai quella che ci spinge a rinnegare gli usuali ritmi del nostro corpo in nome della colpa e di una presunta santità che di divino non ha niente?

Noi umani veniamo concepiti (e a volte anche nasciamo) liberi dalla colpa, al contrario di quello che ci dice la Chiesa, e veniamo al mondo con tutto il potere divino integro, pronto a manifestarsi. Ma nasciamo in un mondo ormai abituato a soffocare nel suo stesso respiro. Veniamo al mondo brucianti come fiamme sacre e ci ritroviamo incupolati sotto ad una volta ermetica che, piano piano, ci toglie ossigeno e ci costringe a spegnerci. E, in questo lento morire, ce la prendiamo con Dio. Guardiamo in cielo, anziché guardarci dentro, e soffriamo. Desideriamo sentirci completi, desideriamo per qualche attimo conoscere il godimento divino, e quale miglior modo per sentirci pieni, felici ed entusiasti, che un orgasmo?

Ciò che Dio ha previsto non può essere fuori dalla sua volontà. E Dio ha previsto ogni cosa, poiché ogni cosa ha un suo perché. La sofferenza e la morte del corpo non preoccupano Dio. Preoccupano solo l’uomo che non sa chi è e che, giorno dopo giorno, punisce la sua sacralità, sottoscrivendo e difendendo il diritto ad essere uomo separato, ad essere un corpo, coltivando quindi sofferenza ed ottenendo miseria.

Si può fare, è previsto. E’ una parte del Tutto anche questa. E’ divina. E’ senza colpa. E, finché ci andrà, potremo credere di averla.

Finché ci andrà potremo giudicare gli altri per non osservare ciò che siamo.

Potremo rivendicare il diritto alla sofferenza.

Alla colpa e alla morte.

Daniela Coin

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