Shiva e Shakti

Onoro il Dio e la Dea,
gli eterni genitori dell'universo.
L'Amante, in un amore senza limiti, prende la forma dell'Amato.
Che Bellezza!
Entrambi sono fatti dello stesso nettare e condividono lo stesso cibo.
Con amore supremo si inghiottono l'un l'altro ma poi si separano di nuovo per la gioia di essere due.
Non sono completamente lo stesso ma nemmeno sono diversi.
Nessuno può dire esattamente quello che sono.
Com'è intenso il loro anelito di essere insieme.
E' la loro beatitudine più grande.
Nemmeno per scherzo permettono che la loro unità venga disturbata.
Sono così avversi alla separazione che, anche se sono diventati questo intero mondo, neanche per un istante lasciano che una differenza si frapponga fra loro.
Anche se vedono tutto quello che è animato e inanimato sorgere dentro di loro, mai riconoscono un terzo.
Siedono insieme nello stesso posto, entrambi vestiti di una veste di luce.
Dall'inizio dei tempi sono stati insieme, dimorando nel loro Supremo Amore.
Hanno creato una differenza per gioire di questo mondo.
Quando quella differenza ha avuto una breve visione della loro intimità non ha potuto far altro che immergersi di nuovo nella beatitudine della loro eterna unione.
Senza Dio non c'è nessuna Dea, e senza Dea non c'è nessun Dio.
Com'è dolce il loro amore!
Quest'universo è troppo piccolo per contenerli, eppure vivono felicemente nella più minuta particella.
La vita dell'uno è la vita dell'altro, e nemmeno un filo d'erba può crescere senza entrambi.
Solo questi due vivono in questa casa chiamata universo.
Quando uno è addormentato l'altro rimane sveglio e gioca le parti di entrambi.
Se fossero entrambi svegli l'intero universo svanirebbe senza lasciare traccia.
Diventano due per gioco divino, ma in ogni momento cercano di tornare ancora uno.
Entrambi vedono insieme, entrambi vengono visti insieme.
Sono felici solo quando sono insieme.
Shiva è diventato tutte le forme:
l'oscurità e la luce, il maschio e la femmina.
Con l'unione di queste due metà l'intero universo è venuto in essere.
Due liuti fanno una nota.
Due rose fanno un profumo.
Due lampade, una luce.
Due labbra, una parola.
Due occhi, una vista.
Shiva e Shakti, un universo.
Sebbene appaiano separati sono per sempre uniti, mangiando sempre dallo stesso piatto.
Lei è una partner che non può vivere senza il Suo Signore.
E senza di Lei, colui che può fare tutto, non può nemmeno apparire.
Come possiamo distinguerli l'uno dall'altro?
Lui appare per causa di Lei e Lei esiste per causa di Lui.
Non possiamo separare lo zucchero dalla sua dolcezza, né la canfora dal suo aroma.
Per catturare la luce prendiamo il fuoco.
Per catturare il Supremo Shiva dobbiamo prendere Shakti.
La luce illumina il Sole ma il Sole stesso crea la luce.
Il glorioso Sole e la sua luce sono uno e lo stesso.
Un oggetto ha un riflesso:
quando guardiamo vediamo due immagini, eppure c'è una cosa sola.
Questo mondo è un riflesso del Signore Supremo.
Possiamo vedere due eppure solo Uno esiste.
Dalla pura Vacuità lei ha fatto sorgere il mondo intero.
Tutto dipende da lei.
Eppure esiste solo per il Suo Signore.
La Sua forma è il mondo intero,è la gloria di Dio resa manifesta.
Dio stesso ha creato la forma di Lei, Dio stesso è diventato quella forma.
Vedendosi così meravigliosamente adornata non ha potuto tollerare che il Suo Signore potesse avere meno di Lei
e così Lo ha adornato con ogni nome e forma dell'universo.
Immersa nell'unità non c'era nulla da fare.
Così Shakti, la portatrice di buona fortuna, ha creato questo mondo per il piacere del gioco divino. Essa rivela lo splendore del Suo Signore fondendosi e diventando ogni cosa,e Lui La glorifica
nascondendosi completamente.
Per il Suo grande amore di Vederla Lui è diventato il Veggente dell'universo, se non potesse vederla giocare non avrebbe nessuna ragione di esistere.
Per andare incontro alla Sua chiamata Lui prende la forma dell'intero universo, senza di Lei rimane nudo.
Lui è così misterioso e sottile, che, benché evidente, non può essere visto.
E' solo per grazia di Lei che Lui viene ad essere.
Lei risveglia il Suo Signore e lo serve di un festino grande come l'universo.
Con grande diletto Lui inghiotte ogni piatto e anche colei che lo serve.
Mentre Lui dorme Lei dà nascita a tutto quello che esiste e a tutto quello che non esiste.
Mentre Lei dorme Lui non ha proprio nessuna forma.
Guarda!
E' nascosto, e non può venire trovato senza di Lei.
Perché sono degli specchi che si rivelano l'un l'altro.
Abbracciandola Shiva gioisce della sua stessa beatitudine.
Malgrado tutta la gioia del mondo appartenga a Lui, non c'è nessuna gioia senza di Lei.
Lei è la Sua (di Lui) stessa forma, ma la Sua (di Lei) radiosità viene da Lui.
Fondendosi in uno gioiscono del nettare della loro unione.
Shiva e Shakti sono uno.
Come l'aria e il vento, come l'oro e il suo lustro, Shiva e Shakti non possono essere separati.
Sono come il muschio e la sua fragranza, come il fuoco e il suo calore.
Nella luce del Sole non c'è nessuna differenza tra giorno e notte, nella Luce della Verità Suprema non c'è nessuna differenza tra Shiva e Shakti.
Shiva e Shakti invidiano il suono primordiale “OM” perché loro vengono visti come due mentre il suono Om è sempre visto come uno.
Ghianadeva (Jnanadeva) dice:“Onoro l'unione di Shiva e Shakti, che divora questo mondo di nomi e forme come un dolce piatto.
Tutto quello che rimane è l'Uno”.
Abbracciandosi si fondono in Uno, come l'oscurità si fonde nella luce al principio dell'alba.
Quando scopriamo la loro Unità tutte le parole e tutti i pensieri si dissolvono nel silenzio, proprio come quando viene il diluvio universale le acque dell'oceano e quelle del Gange si fondono in una.
L'aria e il vento si fonderanno nel cielo sconfinato, il sole e la sua luce si fonderanno nel fuoco universale.
Con una visione di verità il colui che vede e ciò che viene visto si fondono in uno.
Ancora onoro i Due che sono Uno.
Sono come un Oceano di conoscenza, e solo quelli che vi si gettano dentro possono bere le loro acque.
Io sembro separato da loro così che posso onorarli.
Ma la separazione non è reale, è solo di nome.
La mia lode è come un ornamento d'oro che onora l'oro di cui è fatto.
Quando la lingua è abituata a pronunciare la parola “lingua”, c'è qualche differenza tra la parola e l'oggetto che indica?
Una è chiamato l'oceano l'altra è chiamata Gange e anche se sono due nomi diversi le loro acque sono le stesse.
Il sole può venire visto e anche gli oggetti che illumina.
Significa forse che ci sono due Soli?
Se la luce della luna risplende sulla superficie della luna o se la luce di una lampada rivela la lampada possiamo dire che c'è un'altra luce?
La sillaba Om è fatta dei suoni A, U e M, significa forse che è divisa?
La lettera N è fatta di tre linee significa forse che è più di una?
Quando la lucentezza della perla risplende sulla sua superficie la bellezza della perla non ne viene che esaltata.
Se la loro abbondanza non viene diminuita e ci guadagnano soltanto perchè l'oceano non dovrebbe godersi le sue onde o un fiore il suo profumo?
Così io gioisco nell'adorazione di Shiva e Shakti anche se non sono mai separato da loro.
Un'immagine riflessa scompare quando viene rimosso lo specchio, le increspature ritornano semplice acqua quando il vento si placa.
Quando il suo sonno finisce un uomo ritorna ai suoi sensi.
Ora la mia individualità è giunta alla fine e sono ritornato a Shiva e Shakti.
Il sale ha rinunciato al suo sapore salato per diventare uno con l'oceano:
io ho rinunciato al mi
o sé individuale per diventare Shiva e Shakti.
E' così che onoro Shiva e Shakti, rimuovendo tutte le separazioni e diventando uno con loro.

Amritanubhava di Janewhwar

L’universita’ di Princeton scopre Shiva e Shakty – Mistica Tantrica e Scienza si incontrano

Influenza della mente umana sul mondo esteriore: l'esperimento di Princeton

Sin dal 1979, il dr. Robert Jahn, professore di scienze aerospaziali e membro dell’Università di Princeton, avviò quello che venne definito Princeton Engineering Anomalies Research Center per lo studio scientifico dei fenomeni fisici correlati alla coscienza, o consapevolezza umana. 

Lo scopo di questa serie di questi esperimenti, di questa ricerca che il prof. Janh iniziò e portò avanti per un lungo periodo, era la ricerca dell’evidenza di un certo tipo d’influenza della coscienza umana sul mondo materiale.
Va premesso che il prof. Jahn, così come tutta la struttura di Princeton, all’epoca erano noti per il loro orientamento piuttosto conservatore e, tendenzialmente, non incline alle teorie della New Age.

In breve, quello che fecero essenzialmente i ricercatori fu questo: con un computer simularono quello che possiamo definire il lancio di una moneta per ottenere “testa o croce”; in effetti, il computer in oggetto generava una serie di +1 o -1, producendo quindi, in maniera casuale, delle cifre aritmetiche di pari valore, ma di segno opposto (sullo stesso principio di una moneta che può generare testa o croce, ora su un lato, ora sull’altro).

Fu messo un operatore davanti ad un computer e gli fu dato il compito di cercare di influenzare, con la sua mente, i risultati casuali che produceva il computer.
Va notato che, in questo caso, l’operatore era una persona non preparata, o allenata in alcun modo rispetto all’utilizzo della propria mente e delle proprie facoltà extrasensoriali; ovvero era un soggetto preso casualmente fra la popolazione media. 
A questo soggetto si chiese di produrre, in tre diversi esperimenti ora un risultato zero, (ovvero far sì che i +1 e i -1 prodotti dal computer fossero in ugual numero), quindi un risultato positivo (con un eccesso di +1), ed infine un risultato negativo (con i -1 in eccesso).
Dal punto di vista scientifico nei tre diversi casi i risultati avrebbero dovuto non dimostrare alcuna differenza statisticamente significativa nell’ essere prodotti autonomamente o con la presenza di un operatore che cercava di modificarli tramite la sua volontà.

Al contrario ciò che accadde fu che, in maniera molto precisa, i risultati si orientavano verso la direzione in cui l’operatore era stato istruito di indirizzarli.

Come citarono i ricercatori: “I risultati generali indicano un modesto, ma persistente raggiungimento, che è ben oltre ogni ragionevole aspettativa casuale”.

L’esperimento in sé, dimostrò che la coscienza, o consapevolezza, o comunque il pensiero umano, possono influenzare in maniera significativa il mondo materiale così come lo conosciamo.

Dal punto di vista scientifico, la scoperta fu alquanto scioccante.

La consapevolezza e lo spazio

Una volta portato a termine l’esperimento di Princeton nella sua  prima fase appena citata, i ricercatori decisero di  verificare se lo spazio aveva, o meno, un’influenza sui risultati.

Ciò che i ricercatori si aspettavano di ottenere era una progressiva caduta della qualità dei risultati man mano che la distanza fra l’operatore ed il computer veniva aumentata: tuttavia, con loro disappunto o forse per la loro gioia (questo non lo si sa), ciò che accadde fu che anche quando l’operatore veniva portato a migliaia di chilometri di distanza dal computer, la sua influenza sui risultati restava definitivamente costante.

Questo dimostrava che non solo la coscienza aveva un’influenza sulla materia, ma anche che quest’influenza poteva essere esercitata a qualsiasi distanza.
Il concetto di non località della fisica quantistica, evidentemente qui si dimostrava in maniera molto palese.

Il fattore tempo

A questo punto, dopo aver superato questa ulteriore fase dello studio della consapevolezza umana sul mondo materiale, gli scienziati si chiesero se questo poteva avvenire anche influendo sul fattore tempo. In effetti tutti sappiamo che, in base alla teoria della relatività di Einstein, tempo e spazio sono strettamente correlati e quindi, la domanda dei ricercatori sembrava abbastanza lecita e logica.

Il presupposto al quale il prof. Jahn ed i suoi associati erano giunti, era che la mente umana producesse delle onde elettromagnetiche in maniera non dissimile dalle onde prodotte dal Suono, quando si propaga attraverso le molecole dell’aria o non dissimile dalle onde luminose.

Quindi, il passo successivo fu d’istruire l’operatore a cercare d’influenzare i risultati del computer dopo una certa distanza di tempo; in poche parole, l’operatore doveva cercare di produrre un certo tipo d’influenza su di un computer che sarebbe stato acceso un certo numero di ore dopo, (sembra che il massimo sperimentato fosse di 336 ore).

Ancora una volta, fra lo stupore generale, i risultati non si modificarono, né diminuirono, ma sostanzialmente, restarono solidi tanto quanti i risultati ottenuti nei precedenti esperimenti.
In breve, era come se la volontà e l’intenzione dell’operatore fossero rimasti momentaneamente in stand by fino al momento in cui il computer era rimasto acceso e quest’intenzione si fosse “riattivata”.

Uomo e donna (Shiva e Shakty)

Nell’esperimento di Princeton, emerse un’interessante evidenza rispetto ad una variabile generalmente sottovalutata. Questa variabile era il sesso dell’operatore che stava davanti al computer.

Essenzialmente, quello che accadde fu che gli scienziati, per produrre l’effetto ricercato, cominciarono a mettere davanti al computer delle coppie di persone e si resero ben presto conto che le persone essendo dello stesso sesso, o di sesso diverso, l’influenza sui risultati  era notevole. 
Ciò che si evidenziò fu che laddove due operatori dello stesso sesso cercavano di produrre un determinato risultato, questo, nella sua ampiezza si dimostrava incredibilmente minore di quando, un solo operatore cercava d’influenzare il computer; viceversa, quando venivano posti due operatori di sesso diverso per indirizzare la loro mente al fine di influenzare il computer, i risultati erano incredibilmente più alti nel loro margine di successo e, precisamente, 3.7 volte maggiori dei risultati ottenibili da un singolo operatore.

Questo ulteriore esperimento ci fa notare diverse cose. 
La prima cosa, ad un occhio non perspicace, potrebbe addirittura passare inosservata ed è che in ogni caso (sia nei successi sperimentati,  sia negli insuccessi), quello che stava succedendo dimostrava che le menti umane s’influenzano comunque a vicenda.

In poche parole, quando due menti stanno lavorando assieme, s’influenzano l’un l’altra e, in maniera marcata, influenzano i risultati ottenibili.

In secondo luogo, questo ci fa notare che quando due persone di sesso diverso lavorano assieme, la diversa polarità crea una sinergia che tende a produrre risultati veramente sbalorditivi.

Ed ora la ciliegina sulla torta.
La ricerca dimostrò che quando i due operatori di sesso opposto, messi davanti al computer, erano marito e moglie, fidanzati o, comunque coinvolti in una relazione affettiva soddisfacente, i risultati tendevano a produrre una quantità di successi sei volte maggiore rispetto a quelli di un operatore singolo.

Ovviamente, l’impatto scientifico con questi risultati fu tale, per cui vennero ripetuti introducendo diverse variabili, al fine di verificarne l’assoluta credibilità. Alla fine, i ricercatori, dovettero tuttavia ammettere che i risultati ottenuti restavano comunque stabili e verificabili, indipendentemente da quando venissero messi alla prova.

La ricerca del prof. Jahn e dei suoi collaboratori, continuò per circa vent’anni e, per questo, può certamente essere considerata qualcosa di estremamente solido nelle sue basi e nei suoi risultati.

Ciò che questa ricerca ci dimostra è che la mente e la consapevolezza interagiscono in maniera significativa con l’ambiente esterno. Lo stesso prof. Jahn dichiarò che

«Alla consapevolezza è consentito di permeare il suo ambiente circostante fino ad un punto compatibile col suo proposito primario».

Da antiche scritture di Tantra : (ILLUMINAZIONE APPASSIONATA – PAG. 249-250)

"…una compagna e' fondamento per la realizzazione della liberazione: Le amiche spirituali sono compagne che condividono la mentalita' dello Yogi e ..generalmente riconoscono l'indispensabilita'  dello yoga dell'unione per il raggiungimento della buddita'.e…abbracciare fisicamente una consorte diventa necessario per indirizzare tutti i pervasivi venti energetici nel canale centrale …. Si crede che meditare in unione sessuale con un partner umano possa offrire un vantaggio significativo rispetto alla meditazione solitaria, L'aggiunta dell'energia del partner aumenta l'intensita' e il potere della meditazione . La fusione aggiunge la qualitita' e la qualita' dell'energia di ogni partner, accelerando le pratiche dello yoga interno….."

Da millenni il tantra conosce cio' che noi scientificamente iniziamo solo a scorgere.

Maurizio Battistella

Jose'&Resya TantraLove

Bharatanatyam antica Danza Tantrica

ll Bharatanatyam è un'arte composita avente come elementi che la costituiscono la danza, l'arte drammatica, la musica, la rima e il ritmo in assonanza ai principi tantrici dove danza, arte, musica, ritmo erano tenuti in grande considerazione . E’ una collezione di un gran numero di movimenti, una varietà di ritmi, di elaborate espressioni del volto, di gesti della mano, di movimenti del corpo e di differenti gesticolazioni che hanno significati profondi.

 La patria del Bharatanatyam è il sud dell'India , dove e’ fiorito il Tantrismo Shakta legato al culto della Shakty femminile. La tradizione dice che la danza Bharatanatyam è intimamente connessa con l'aspetto religioso. Viene persino affermato che il ritmo fondamentale, implicato nella creazione cosmica, fu usato come materiale di base per questa forma di danza. Nel cercare l'origine di questa danza, infatti, si finisce per risalire a storie intessute di leggenda e mitologia.

In accordo con le scritture, il divino Shiva danza ogni giorno con il figlio Ganesha sul picco del monte Kailasha. Shiva, il ballerino per eccellenza, il più esperto nell'arte della danza originò dapprima Tandava, nella quale l'elemento dominante, nella sua lotta per sconfiggere il male, è Vira Rasa. Parvati, la consorte del dio Shiva, danzò un ruolo complementare, nel quale gli elementi complementari, sono Lasya, ossia la grazia e Sringara Rasa o sentimento erotico.

Alla danza come arte viene data così tanta considerazione che le pose di danza sono usate come motivi di decorazione nei templi. I bellissimi dipinti, fregi e figure, sia all'interno che all'esterno della maggior parte dei templi antichi dell'India , e anche in particolar modo i templi di origine tantrica ,ci mostrano quanto quest'arte fosse rispettata nei tempi antichi. L'arte fu lasciata in consegna ai tradizionali nattuvanar, i tradizionali maestri, e alle Devadasi, le ballerine tantriche dei templi. Così si è preservata la continuità della tradizione.

Furono comunque le Devadasi le principali responsabili della preservazione di quest'arte, che altrimenti si sarebbe del tutto estinta, lasciando le statue nei templi come uniche reliquie per ricordarci della tecnica di quest'arte. Le Devadasi erano le ancelle del tempio desiderose di dedicare la loro vita, anche come danzatrici, al servizio delle divinità installate nei templi esperte nella poesia, danza,  Le Devadasi possono essere classificate in tre gruppi: devadasi, rajadasi, sivadasi. Le rajadasi sono quelle che danzano davanti ai dipastambham, i paletti delle insegne dei templi. Le devadasi danzano dentro i templi e le sivadasi danzano in speciali occasioni. Con il passare del tempo l'usanza di danzare nei templi andò in declino a causa della mancanza di appropriato patrocinio (il bramanhesimo induista osteggio’ il tantra) , e anche a causa della colonizzazione inglese che chiuse i templi. Privata della sicurezza e del patronato del tempio la danza degenerò , per potere sopravvivere, nella direzione della prostituzione. Alcuni scritti inglesi pero’ ricordano come queste donne avessero una capacita’ amatoria cosi’ coinvolgente da far svenire un uomo.

Molti inglesi erano marinai e avevano condiviso il talamo amoroso con donne di tutto il mondo , ma questi  inglesi ricordano ,nei loro diari , che le Devadasi avevano delle capacita’ particolari amatorie e una grazia e avvenenza innate naturali che non avevano riscontro in tutto il mondo.

Avendo perduto giocoforza , con la chiusura dei templi, il senso di santità religiosa, le Devadasi si trasformarono in mantenute di qualche ricco e dei responsabili dei pubblici intrattenimenti. La reputazione ne soffrì tanto, che si parlò persino di abolire l'istituzione delle Devadasi. Grazie, comunque, al nuovo spirito generato dagli elementi progressisti della società indiana, la manovra trovò forti resistenze. La famosa Rukmini Devi giocò un ruolo guida nel risollevare la condizione sociale di quest'arte e nel farla rivivere in vari altri modi. L'apertura di due scuole per l'addestramento di allieve ebbe un ruolo importante nella rinascita del Bharatanatyam. Si tratta della Kalakshetram a Adayar, e dell'Istituto Indiano di Belle Arti e Egmore, situate entrambe a Madras. Non passò molto tempo prima che la danza Bharatanatyam venisse riconosciuta in tutto il mondo come la più ricca e migliore forma di danza classica dell'India.

Alla sopravvivenza di questa danza contribuirono le mogli vittoriane inglesi degli ufficiali, gli stessi che chiudevano i templi tantrici. Si erano probabilmente accorte della ricchezza antica di questa danza e ne tutelarono le maestre piu’ famose e trascrissero i passi e le movenze. Ovviamente fecero rivestire le Devadasi che notoriamente danzavano nude, coperte solo di gioielli, o al limite con corti gonnellini a seno nudo, come si vede nelle sculture degli antichi templi. E interessante notare come le movenze , le acconciature dei capelli, i mudra della mani, i gioielli indossati, siano praticamente identici attualmente a quelli ritratti negli antichissimi templi , anche tantrici, indiani.

Jose'&Resya – TantraLove

Thribanga

 

Nataraja1

 

 

Ponte

 

 

 
 
Specchio
 

Vigyan Bhairav Tantra

Non prendere l’atto sessuale come un modo per arrivare da qualche parte. Non prenderlo come un mezzo: è fine a se stesso. Non ha scopo, non è un mezzo. In secondo luogo, non pensare al futuro; rimani nel presente.

A se non riesci a rimanere nel presente nella parte iniziale dell’atto sessuale, allora non riuscirai mai a stare nel presente, perchè la natura stessa dell’atto è tale che sei letteralmente catapultato nel presente.

Rimani nel presente. Godi dell’incontro di due corpi, di due anime che fluiscono l’una nell’altra, che si fondono l’una nell’altra. Dimentica che stai andando da qualche parte. Rimani nel momento senza andare in nessun luogo e sciogliti.

Il calore, l’amore dovrebbero diventare una situazione che permetta a due persone di fondersi l’una nell’altra. Ecco perchè, se non c’è amore, l’atto sessuale è un atto frettoloso. Stai usando l’altro, l’altro è solo un mezzo. E l’altro sta usando te. Vi state sfruttando reciprocamente invece di sciogliervi l’uno nell’altro. Con l’amore, è possibile fondersi l’uno nell’altro e questa fusione iniziale permetterà molte nuove intuizioni.

Se non hai fretta di concludere l’atto, a poco a poco esso diventerà sempre meno sessuale e sempre più spirituale. Anche gli organi sessuali si fondono l’uno nell’altro. Avviene una comunione profonda, silenziosa tra due energie corporee e poi è possibile restare insieme per ore.

Con il trascorrere del tempo questo stare insieme diventa sempre più profondo. Ma non pensare. Rimani con il momento, in profonda fusione. Diventa un’estasi, un samadhi, una coscienza cosmica. E se riesci a fare questo, se puoi sentire e realizzare questo, la tua mente sessuale diventerà non-sessuale.

Vigyan Bhairav Tantra, Vol 1

E la differenza è sempre complementare. Qualsiasi cosa sia positiva nel corpo maschile, sarà negativa in quello femminile; e qualsiasi cosa sia positiva nel corpo femminile, sarà negativa nel corpo maschile. Ecco perchè, quando si incontrano in un orgasmo profondo, diventano un unico organismo. Il positivo incontra il negativo, il negativo incontra il positivo ed entrambi diventano un’unica cosa – un cerchio di elettricità.
Questo è il motivo per cui il sesso attira tanto. Questa attrazione non accade perchè l’uomo è un peccatore o un immorale, non accade perchè il mondo moderno è diventato così licenzioso, non accade a causa dei film e della letteratura osceni – si tratta di qualcosa di radicato molto profondamente, di molto cosmico.
L’attrazione è perchè sia l’uomo sia la donna sono la metà di un circuito, e c’è una tendenza insita nell’esistenza a trascendere qualsiasi cosa sia incompleta affinchè diventi completa. Questa è una delle leggi fondamentali – la tendenza al completamento. Ogni volta che senti che manca qualcosa, provi il desiderio di riempire la parte mancante, di completarla. La natura aborrisce l’incompletezza, qualsiasi tipo di incompletezza. L’uomo è incompleto, la donna è incompleta ed essi possono avere solo un momento di completezza – quando i loro circuiti elettrici diventano un’unica cosa, quando i due si dissolvono.
Quando dico che un uomo e una donna sono due controparti di un unico insieme, intendo dire che sono complementari. E la complementarietà è possibile solo quando i loro poli opposti si incontrano. Osservate la questione in questo modo: nel corpo femminile la vagina è il polo negativo e il seno quello positivo. Questa è la linea magnetica: il polo positivo vicino al seno, il polo negativo vicino alla vagina. Per l’uomo il polo negativo è al petto e quello positivo al pene.

Così, quando il petto maschile e il seno femminile si incontrano, il negativo e il positivo si incontrano; e quando i centri sessuali si incontrano nel coito, il negativo e il positivo si incontrano. Ora entrambe le linee magnetiche si incontrano ai poli opposti, ora si crea un cerchio – l’energia può fluire, l’energia si può muovere. Ma questo cerchio si verificherà solo quando un uomo e una donna sono in amore. Se non lo sono, allora saranno soltanto i loro centri sessuali ad incontrarsi – si incontreranno solo un polo positivo e un polo negativo. Ci sarà scambio di energia, ma lineare. Non si può creare un cerchio. Ecco perchè, senza amore, non ti sentirai mai soddisfatto.
Quando i due poli dell’uomo e della donna si incontrano, quello negativo è nella parte superiore del corpo dell’uomo e il positivo nella parte inferiore, mentre nella donna la parte inferiore è negativa e quella superiore positiva. Questi due poli di carica positiva e negativa si incontrano e si crea un cerchio. Questo cerchio dà beatitudine, ma accade raramente. In un atto sessuale ordinario il cerchio non accade – ecco perchè ci si sente così attratti dal sesso ma lo si ripugna anche. Se ne ha tanta voglia, tanto bisogno, lo si desidera così tanto, ma quando viene dato, quando è lì, ci si sente frustrati: non accade niente.

E’ necessario infatti che entrambi i corpi siano molto rilassati e aperti l’uno verso l’altro, senza alcuna paura, alcuna resistenza. Allora il lasciarsi andare è così completo che le elettricità possono fondersi e incontrarsi, diventando un cerchio.
Poi accade un fenomeno molto strano… Il Tantra ne parla, ma probabilmente voi non ne avete mai sentito parlare. Si tratta di un fenomeno molto strano. Quando due amanti si incontrano veramente e diventano un cerchio, allora si verifica un movimento rapido. Per un momento, l’amante diventa l’amato e l’amato diventa l’amante e il momento successivo l’amante è di nuovo l’amante e l’amato è l’amato. Per un momento l’uomo diventa la donna, per un momento la donna diventa l’uomo – perchè l’energia si muove, è diventata un cerchio.
Accadrà quindi che l’uomo sarà attivo per alcuni minuti e poi si rilasserà e la donna diventerà attiva. Questo significa che ora l’energia maschile è passata al corpo femminile e lei agirà, mentre l’uomo rimarrà passivo. E questo continuerà ad accadere. Di solito si è uomo, si è donna.

Nell’amore profondo, nell’orgasmo profondo, accadrà che per alcuni momenti l’uomo diventerà donna e la donna uomo. Sarà sentito, sarà assolutamente sentito e riconosciuto che la passività si sposta dall’uno all’altro.

Nella vita c’è un ritmo; in ogni cosa c’è un ritmo. Quando tiri un respiro, il respiro entra – poi, per alcuni secondi si ferma, non c’è movimento. Poi si muove di nuovo, esce – e poi ecco di nuovo una pausa, un intervallo, nessun movimento. Movimento, nessun movimento, movimento. Quando il cuore batte, c’è un battito, pausa, un altro battito, pausa. Il battito rappresenta il maschile, il non-battito il femminile.

La vita è ritmo. Quando due persone, un uomo e una donna, si incontrano, si forma un cerchio: ci saranno pause per entrambi. Tu sarai una donna e improvvisamente ci sarà una pausa e non sarai più donna, sei diventata uomo. Sarai uomo e donna e uomo. Quando percepirai queste pause, potrai sentire che hai raggiunto un cerchio. Questo cerchio è rappresentato nel simbolo di Shiva – il shiva-linga. Questo cerchio è rappresentato dallo yoni di Devi e dal linga di Shiva. E’ uno dei fenomeni culmine dell’incontro di due energie alte.


Vigyan Bhairav Tantra, vol 11