Le Donne Numi tutelari della Sessualita’ – Gli uomini Numi tutelari della Spiritualita’

Se andiamo ad osservare le energie archetipiche femminili e maschili (aspetti ben conosciuti dalla saggezza antica) al di la' dei moralismi e degli schemi culturali occidentali ,troviamo una situazione molto peculiare in Italia. 
Le donne hanno archetipicamente il loro centro nella Sessualita' , cioe' nella connessione con la Terra , e portano felicita' nel mondo attraverso la veicolazione della scoperta di questa energia verso gli uomini. Dovrebbero percio' insegnare, tra le altre cose,  a come ci si avvicina all'Eros .

dai testi shivaiti del Lingam Purana "…poiche' il seme maschile e' considerato la causa della fecondita' ..il CIELO e' considerato maschio che inumidisce e feconda la TERRA femmina…"


Gli uomini hanno il loro centro archetipico  nella Spiritualita' cioe' nella connessione verso il Cielo e portano felicita' nel mondo collegando la Terra al Cielo e non e' un caso che le persone piu' grandi nel campo della spiritualita' erano uomini , Gesu' , Buddha, Zoroastro, Maometto, Akenaton, ecc.
La situazione reale pero', che indica le nostre contraddizioni, e' pero' in Italia invertita e speculare, nessuno dei due adempie al compito archetipico.
Le donne in Italia prevalentemente sono tagliate energeticamente a livello del pube e vivono la sessualita' come qualcosa di sporco e negativo e disdicevole. Si rivolgono quindi alla spiritualita' e non e' un caso che i corsi olistici pullulano in prevalenza di donne tutte dedite a scoprire i chakra alti , quando il loro compito sarebbe, per prima cosa , quello di esplorare i primi chakcra e la sessualita'.
Viceversa gli uomini che dovrebbero essere dediti alla scoperta dei chackra alti , sono tagliati energeticamente a livello del cuore , e permangono nella energia della sessualita' zona tipicamente presidiata dal femminile, Infatti gli uomini latitano nei corsi olistici spirituali.
Probabilmente ,come spesso succede, l'inversione energetica e' anche una sorta di compensazione. Le donne non adempiono generalmente in Italia al compito di veicolare naturalmente e armonicamente la sessualita' ( che e' percepita dal femminile come fortemente negativa e scorretta) e il loro posto e' occupato dagli uomini che sembrano un po' ossessionati dal sesso. Contrariamente le donne occupano una area maschile , quella della spiritualita' probabilmente per compensare il vuoto lasciato dagli uomini , che essendo tagliati in Italia a livello del Cuore reputano questo campo da donniciole.
Ognuno al proprio posto! questo e' il compito di donne e uomini in Italia.
Le donne possono insegnare agli uomini come ci si connette alla Terra e gli uomini possono insegnare alle donne come ci si connette al Cielo

Jose'&Resya – Tantralove
 

L’aspetto simbolico dei capelli – Le valenze sessuali x il femminile e virili per il maschile

CAPELLI Capelli lunghi, corti, lisci, ricci, folti, fluenti o ordinati: ornamento di grande fascino, richiamo sessuale e di seduzione, la capigliatura è in realtà investita di significati simbolici non sempre univoci, a testimoniare la sua grande significatività antroplogica, culturale, simbolica.

I capelli sembrano infatti espressione di un'energia viva, capace di ricrearsi in continuazione. I capelli sono una parte importantissima del corpo in quanto rappresentano anche la "cornice" del viso che è il simbolo dell'identità della persona.  Com'è noto, benché singolarmente abbiamo una definita e limitata possibilità di allungarsi, crescono e si rinnovano per tutta la vita. Inoltre, incarnano una sorta di legame e di attaccamento a forme altrettanto vitali e rigeneranti presenti in natura, non ultima la sessualità. La biologia ci insegna che i capelli non hanno scopo funzionale per la razza umana che potrebbe sopravvivere benissimo anche se fosse completamente calva e forse gli uomini del futuro considereranno i capelli e i peli come annessi inutili, assolutamente poco igienici e verranno abituati a depilarsi in tutte le parti del corpo, testa compresa, fin dall'adolescenza. Nella storia e nella mitologia i riferimenti ai capelli come sede di forza, di energia, di fertilità e virilità , sessualita' sono innumerevoli e li ritroviamo praticamente in tutte le culture umane, per una sorta di memoria mitico – storica comune le cui radici si perdono nella notte dei tempi.

Ma perché allora gli umani di oggi, poveri primitivi, "tengono" tanto alla capigliatura da soffrire per essa? Perché hanno per la perdita dei capelli sensazioni di angoscia così importanti da portarli ad accettare cure dispendiose, spesso inutili e tentativi, anche dolorosi, di ricostruzione di un qualcosa che in fondo è biologicamente inutile, non avendo più significato né di termoregolazione né di protezione? Una risposta possono offrircela la psicologia e l'antropologia.

Una diversa lunghezza dei capelli fra maschio e femmina fa parte del nostro patrimonio culturale anche per motivi biologici. Sebbene la loro crescita in lunghezza avvenga nei due sessi quasi alla stessa velocità, nel maschio si ha un ricambio di capelli a velocità doppia o tripla di quella che si ha nella femmina, la fase anagen dei capelli di un uomo dura infatti mediamente circa 3 anni mentre nella donna dura fra i 6 e i 10 anni. Il capello del maschio cade pertanto ad una lunghezza teorica di circa 30-35 cm mentre quello della donna può raggiungere anche i 100-120 cm. La lunghezza dei capelli è pertanto, in natura, un attributo importante del dimorfismo sessuale. Siamo pertanto ancestralmente abituati a considerare che se un essere umano ha i capelli lunghi è femmina e se li ha corti è maschio.   E se i capelli non ci sono più? Allora è come se ci fosse una regressione ad una condizione, come quella infantile, nella quale non si sono ancora ben differenziati i due ruoli, con i diritti ed i poteri che essi comportano. La perdita dei capelli può essere pertanto inconsciamente vissuta dal maschio come perdita di virilità o castrazione, e dalla donna come perdita di femminilità.

Il simbolismo dei capelli

I capelli significano infatti anche istintualità: le rappresentazioni di Satana, delle streghe, di Pan, la Kali tantrica , tutti fortemente irsuti, con chiome aggrovigliate e scompigliate, lo confermano. Il colore dei capelli Grande valore simbolico viene attribuito anche al colore sei capelli: la capigliatura scura accentua infatti l'elemento terra, materia, istintualità; quella bionda sembra collegarsi maggiormente a un simbolismo solare, di lucentezza e chiarore. L'associazione capelli-raggi del sole assume pertanto il valore di collegamento della materia o istinto con un principio superiore, spirituale. Nel giudizio dei morti egizio, ad esempio, il defunto porta una parrucca nera, simbolo della notte e di uno stato di coscienza indistinto. Dopo il giudizio di Osiride essa muta il suo colore in bianco, segno dell'avvento di una nuova era di luce e di coscienza.  Il capello ha con il suo proprietario un forte rapporto simbolico: ne rappresenta le radici, perché racchiude in sé i ricordi ed è al tempo stesso un'antenna che lo collega a Cielo.Costituisce il "filo dell'anima" dell'essere umano, è una proiezione delle idee, dei pensieri e della personalità dell'uomo.

Ancor più di altre parti del corpo i capelli, fin dall'antichità, hanno avuto un importante ruolo nelle tradizioni e nei riti.   Per molti popoli antichi i capelli erano simbolo di forza vitale, quasi emanazione della potenza del cervello: un esempio di questa credenza, a tutti noto, è l'episodio biblico di Sansone, la cui forza si concentrava nella capigliatura. A credenze analoghe è legata la pratica dello scalpo, cioè l'uso di staccare dalla testa del nemico vinto o ucciso una porzione del cuoio capelluto e della capigliatura, attestato già in antico, per es. fra gli sciti, e tipico di alcuni gruppi amerindi, come gli irochesi e i muskogee. Presso questi gruppi lo scalpo, oltre a essere un ambito trofeo, era offerto al Sole, all'Acqua e ad altre divinità, gettandolo nel fuoco o in un fiume, in riti propiziatori della fertilità. Alla convinzione che i capelli siano portatori di energia vitale si riallaccia altresì il loro impiego, largamente diffuso, nelle pratiche di stregoneria.  In altri contesti i capelli erano considerati simbolo di nobiltà, per es. nella Grecia arcaica, dove agli schiavi era vietato portare capelli lunghi, di verginità o, al contrario, di erotismo.

Anzi tutto ricordiamo che i capelli sono la nostra estensione con il Cielo, per convenzione la maggior parte degli uomini porta i capelli corti, ma se pensiamo al popolo dei nativi americani L'incontro con i Pueblo Taos e la loro spiritualità, uomini e donne portano i capelli lunghi ( pensiamo all'india ecc..), dopo la colonizzazione sono stati eseguiti degli studi sul fenomeno capelli perché i colonizzatori, per una questione di igiene, costrinsero i nativi a tagliare le lunghe chiome e si accorsero che anche parte della loro personalità aveva dei sottili ma percepibili cambiamenti.  L'esigenza di portare una capigliatura anziché un'altra non è solo un fattore superficiale di gusto personale ma può celare un'esigenza inconscia oppure una caratteristica della personalità che si rispecchia con l'esterno.

In realtà gli antichi avevano già inconsciamente capito quello che la ricerca moderna sta dimostrando o dimostrerà.  I capelli rappresentano un tessuto che si può conservare a lungo e con facilità  (anche in un anello, come si usava nell’Ottocento) e nelle loro cellule é racchiusa la chiave genetica di ciascuno individuo,che potrebbe in teoria essere replicato all’infinito.  Fa meditare un passo contenuto in un antichissimo libro sacro dell’India arcaica.  In esso l’uomo o la donna con molti capelli viene rappresentato come chi possiede il “filtro” per arrivare al sole e a tutto l’universo.

Capelli lunghi simbolo di Forza Maschile

Nel mito biblico di Sansone i capelli appaiono invece strettamente legati alla forza virile e al legame col Dio degli Ebrei. La rasatura che l'eroe subisce simboleggia il temporaneo allontanamento dalla luce divina. È solo con il recupero di questo legame attraverso un cammino interiore in condizione di cecità (introspezione, visione interiore, morte dell'io) che Sansone può ritrovare la sua energia, dono divino. Ricordiamo la mitologia di Sansone che aveva la sua deità nei capelli, la sua forza portentosa gli viene concessa dagli Dei a patto che non tagliasse la sua chioma, ricordiamo che tutte le leggende nascono da simboli archetipi e hanno in esse un fondo di verità sottile.

Negli uomini i capelli lunghi, già prima del musical Hair degli anni Settanta, possono indicare sia il selvaggio, sia l’artista bohémien sia i re dei Franchi, che avevano l'abitudine di esibire una lunga chioma liscia come segno di potere e maestà, per differenziarsi dai sudditi.   L’imperatore romano al contrario li tagliava corti per esprimere superiorità e fino ai giorni nostri i capelli corti sono rimasti a indicare cura di sé, adesione alle regole e alto status sociale.   Nella mitologia e nella letteratura il colore e la lunghezza dei capelli hanno sempre avuto un importante significato simbolico.  Il desiderio di conservare i propri capelli,la paura di perderli e la speranza segreta di vederli rispuntare sono sentimenti comuni a tutti gli esseri civili.  La spiegazione si può forse già trovare nei manoscritti e antichissimi libri delle più remote civiltà terrestri,dove la folta capigliatura rappresentava un marchio ed una prerogativa della divinità e soltanto l’uomo provvisto di molti capelli poteva venire a contatto con gli dei.

Se nel mondo mitologico Apollo, Giove o Marte calvi sarebbero stati impensabili, nell’Antico Testamento la storia di Sansone rappresenta uno degli aspetti simbolici più conosciuti,nel quale il tema dei capelli come mezzo di relazione con la divinità si fonda con l’altro non meno importante della capigliatura come simbolo di forza fisica e virilità. La convinzione che i capelli rappresentino un legame fra l’uomo e la divinità ha dominato molte religioni e culture così come la certezza che la nostra anima o entità spirituale possa abbandonare il corpo soltanto attraverso i capelli.

Ecco perché molti indiani privavano i loro nemici dello scalpo: in questo modo lo spirito, imprigionato nel corpo dei guerrieri uccisi,non sarebbe mai potuto tornare a vendicarsi.

I capelli inoltre rappresentavano l’essenza stessa e la forza dei guerrieri e possederne molti significava aumentare a dismisura la propria potenza. Sono infiniti gli esempi,in ogni epoca,di un vero e proprio culto per i capelli e di una simbologia che attribuisce loro un significato magico.  Tornano in mente le usanze iniziatiche, proprie delle culture anteriori alla formazione di caste, che si ritrovano in tutti i continenti ma in particolare nelle isole dell'Oceano Pacifico, dove ai neofiti non veniva permesso di lasciar crescere i capelli che dovevano essere tenuti rasati o, in tempi successivi, dovevano essere nascosti da una calotta di pelle che mimava una calvizie e che non doveva essere tolta se non ad iniziazione completa; in particolare non era permesso ai giovani di mostrarsi alle donne senza tale copricapo. Si riteneva che la crescita dei capelli permettesse la fertilità e la potenza sessuale e levarsi il copricapo di pelle era quindi contrassegno del passaggio dalla condizione di fanciullo a quella di uomo. I sacerdoti delle tribù della Africa occidentale concepiscono i capelli come sede del Dio. I Masai posseggono la magia di "far pioggia" solo finché non si tagliano barba e capelli. In alcune zone della Nuova Zelanda, quando si riteneva indispensabile accorciare i capelli, si considerava il giorno del taglio come il più sacro dell'anno. Lo scalpo è stato a lungo l'espressione del valore del guerriero, la prova del coraggio in battaglia, il segno tangibile di una vendetta ottenuta. Lo scalpo dei nemici uccisi era quindi un ambito trofeo nella tradizione bellica degli Sciti e dei Giudei di Maccabeo e lo divenne poi in quella dei pellerossa americani che pensavano che Manitù per portare in cielo i guerrieri uccisi in battaglia li afferrasse per i capelli. Anche nella nostra cultura occidentale una gran massa di capelli costituiva patrimonio indispensabile alla potenza di un sovrano. Basta pensare alla stupenda parrucca di riccioli inanellati di Luigi XIV ed al fatto che l'appellativo di "Cesare", "Kaiser", "Zar", attribuito nel corso dei secoli a sovrani o condottieri, ha anche un risvolto etimologico riferito a lunghi capelli da tagliare. Così se Giulio Cesare si ritrovò di volta in volta costretto a ricorrere ad un riportino o ad una corona di alloro l'imperatore Adriano non esitò a dissimulare con una parrucca quello che i suoi contemporanei consideravano una grave deformità. La stessa corona regale del resto ha il significato di abbellimento della capigliatura (e di dissimulazione di una incipiente calvizia).

Capelli lunghi simbolo di Istintualita’ Femminile

In tutte le culture del mondo sono anche un ornamento e strumento di seduzione soprattutto dalle donne. Vediamo anche un simbolo importantissimo dei capelli della Maddalena che lavano i piedi di Gesù: questo gesto rappresenta ben altro che la sottomissione femminile al maschile o una semplice lavanda plantare noi qui abbiamo il simbolo dei piedi che è la parte più estremamente bassa e materiale dell'essere umano e collegata con la Terra, quindi la parte Yin, ctona, oscura e sessuale, e poi il simbolo dei capelli che sono la parte più  estremamente alta del corpo e collegata con il Cielo, quindi Yang, l'estensione dell'anima, la spiritualità, ma allo stesso tempo bellezza esteriore (che rispecchia l'interiore), questo incontro rappresenta l'Animus e l'Anima che si incontrano, che si sfiorano, una Monade nella Monade. . La calvizie della regina Nefertiti e la preoccupazione del popolo per la chioma della sovrana, indicano quanta importanza fosse data dagli antichi abitanti dell'Egitto alla loro capigliatura.   Nella statua Afrodite è rappresentata mentre sta per immergersi nel bagno sacro, con uno sguardo lontano che ne sottolinea il carattere ultraterreno. In quegli stessi anni Apelle ne dipingeva una celebre immagine (perduta), l'Anadiomene, che la mostra sorgente dalle acque nell'atto di strizzare i lunghi capelli bagnati.

I capelli sono sempre stati considerati anche simbolo di virtù muliebre, sicché la ricchezza di una fulgida chioma consentiva a Lady Godiva di apparire virtuosa quando a cavallo percorre nuda le strade di Coventry.  In tutte le culture i capelli delle donne sono sempre stati associati al pube e alla sessualita’. In Occidente le ragazze da marito portavano i capelli sciolti sulle spalle ad indicare uno stato libero, ma appena sposate dovevano tagliarli o legarli, per significare una mancanza di disponibilità sessuale.

Simbologia  del taglio dei capelli come castrazione

Il taglio dei capelli, fino alla rasatura completa, ha in realtà sempre avuto, nella tradizione religiosa e culturale, il senso di sacrificio o anche di mutilazione di alcune virtù dell'essere umano, fino al significato estremo di perdita della propria identità profonda (simili vissuti si ritrovano anche in casi di gravi alopecia), e comunque quello di una trasformazione netta della propria individualità. Lo scalpo rituale degli indiani d'America, il taglio dei capelli delle vestali o delle suore, dei sacerdoti greci o egizi, o quello dei monaci buddisti segnalano sì un atto di umiltà e rinuncia, ma anche di legame con una dimensione spirituale iper-umana. Una particolare simbologia connette i capelli al dolore e al lutto: tagliarsi i capelli, lasciarli incolti, cospargersi la testa di cenere o semplicemente coprirsi per un certo periodo i capelli sono atti simbolici stereotipati, di diffusione largamente attestata, con cui si manifestavano in forma visibile il dolore, l'amore non ricambiato o la disperazione. Ancora oggi la locuzione 'strapparsi i capelli per il dolore' indica una situazione estrema di sofferenza, tale da spingere l'individuo all'autodegradazione. Da ricordare infine il ruolo rituale dei capelli, anch'esso attestato dall'antichità nelle più diverse civiltà, e di cui l'espressione più evidente è il taglio della capigliatura nelle cerimonie d'iniziazione e di consacrazione. A questa sfera si riconnette la 'tonsura ecclesiastica', cioè la rasura circolare che i monaci e gli ecclesiastici portavano sulla sommità del capo.   E' significativo a questo proposito l'esempio di "evirazione" subita da Sansone sconfitto dai Filistei solo dopo il tradimento da parte della propria donna, venuta a conoscenza che la sede della sua immensa forza era nei capelli.

Così, ancora, per i monaci orientali il cranio rasato è simbolo di castità. Con l'avvento della religione cristiana la tonsura divenne pratica abituale per i monaci, convinti così di rendersi sessualmente non attraenti ed esprimere umiltà, obbedienza e distacco dai beni del mondo.  Imporre invece il taglio dei capelli è sempre stato segno di profondo disprezzo. Gli antichi Romani tagliavano i capelli dei prigionieri, delle adultere e dei traditori.

Mentre, anche nei tempi "recenti" della seconda guerra mondiale, donne accusate di facili costumi o di collaborazionismo con il nemico venivano rasate e poi costrette a mostrarsi ai concittadini. Anche le streghe, nel nostro medioevo, prima di essere giustiziate venivano rasate sia per esporle alla pubblica vergogna ed al disprezzo di tutti sia perché si riteneva che nei capelli fosse riposta gran parte della loro potenza malefica, sicché, rasate, non potessero più nuocere.  Nell'immaginario collettivo la calvizie conferisce inoltre un'idea di prematuro invecchiamento ed un esplicito segno di declino, ed è spesso per l'individuo causa di insicurezza nel suo inserimento sociale.   La Chiesa Cattolica tuttora vieta alle donne di entrare in chiesa con i capelli scoperti per assistere alle funzioni religiose, e nel caso di suore e monache la proibizione di esporli è assoluta.

Un riferimento che è ancora più evidente nelle culture islamiche, dove addirittura soltanto i mariti ed i familiari stretti, oltre a persone di sesso femminile, possono liberamente guardare i capelli della donna, che all’esterno della propria abitazione deve sempre uscire con la testa coperta, fino all’estremo del burqa.  Dalle ricerche effettuate su questo fenomeno si scopre che  i capelli sono un simbolo sacro, in quanto estensione dell'anima e che il taglio di essi aveva come procurato "la perdita di una parte di loro".  Mentre ad esempio il rituale che si fa in molte dottrine e iniziazioni del rasare i capelli è un gesto che simbolizza il  ricominciare da tabula rasa, il ritorno alla nascita, alla purezza e l'abbandono del vissuto personale.

Simbologia del taglio dei capelli come cambiamento

Il gesto di una donna che taglia corti i capelli può essere interpretato come un gesto di ribellione, di emancipazione, ma anche come il "metterci la faccia" nella vita, ad esempio chi ama portare i capelli legati indietro che lasciano scoperto il viso, le persone estremamente timide tendono a coprire il viso con i capelli come quelle estremamente insicure.

Basta, diamoci un taglio!”. Questa frase è particolarmente calzante se si pensa a quante volte si è ipotizzato di cambiare radicalmente qualcosa della propria immagine attraverso un semplice taglio di capelli e quanto spesso questo desiderio è collegato ad una fase di cambiamento della propria esistenza. Accade spesso che una variazione nel proprio look vada di pari passo a qualche evento importante che è capitato sia esso positivo (la nascita di un figlio, il matrimonio, una promozione nell’ambito lavorativo, una nuova casa, ecc.) ma molto piu’ spesso come negativo (il divorzio, un  lutto, ecc.).    Il taglio di capelli è indice di una chiusura di un capitolo della propria vita e di un’apertura di una nuova pagina da scrivere. Non solo il taglio, ma anche la modifica del colore può indicare la voglia di rinnovarsi e di vedersi in modo diverso. La chioma esprime infatti  l’emotività e  la personalità di ciascuno, in particolare delle donne che optano per taglio, colore o permanente a seconda dell’immagine che desiderano dare di sé all’esterno e sulla base del potere attrattivo che pensano una determinata capigliatura possa donare loro. Infatti, la capigliatura è una variabile importante da considerare nell'attrazione fisica e nell’immagine perché può essere manipolata cambiando appunto colore, lunghezza e stile dei capelli. Storicamente la lunghezza o il taglio dei capelli si sono rivelati un segno di status, di appropriatezza nell'ambito sociale e di distinzione di sesso.  Per gli uomini ha meno rilevanza il taglio dei capelli, ma quando avviene un cambiamento drastico nel look, come peraltro per la donna, vi sono indicatori di desiderio di: sedurre, voltare pagina, cambiare, a causa di qualcosa di molto positivo o di traumatico che è avvenuto nella propria vita. Lo sanno anche i sassi che spesso si cambia taglio di capelli, perché si ha l’esigenza di cambiare. “Volevo (o vorrei) cambiare qualcosa nella mia vita; Cambiare qualcosa di me”- sono i pensieri ricorrenti in chi ha da poco cambiato taglio o in chi desidera rinnovare la propria immagine.

A volte l’occasione di un taglio (netto) non è un’esperienza felice, come per esempio una rottura sentimentale o una perdita di un oggetto, persona amata o altro. Ci si può deprimere a tal punto che si decide di dare un taglio. Con la vita passata che procura dolore, ma anche con i capelli che ricordano quell’esperienza collegata alla sofferenza, appunto.

A tal proposito il professore Roberto Pani, docente di Psicologia Clinica all’Università di Bologna, racconta che “nella mia esperienza di psicoanalista ho potuto constatare che le emozioni che oscillano che tra aspetti depressivi e aspetti euforici corrispondono spesso a modificazioni del taglio e dell’acconciatura femminile; come se l’immagine della propria capigliatura fosse un teatro o meglio un contenitore delle emozioni delle donne. Alcuni desideri di cambiamento spesso riflettono un desiderio di diventare indipendente, e di superare l'evento che ha procurato sofferenza oppure di chiudere un capitolo che rappresenta una fase della vita a cui non si sente più di appartenere. Questi desideri vengono messi in atto proprio cominciando a tagliare capelli, modificare acconciatura o colore”.

Sembra banale, dunque, ma non lo è. Entrando nel dettaglio del significato psicologico dei cambi di immagine:

–   tagliare i capelli può voler dire tagliare una relazione;

–    farsi la permanente significa rendersi più gioiosi, più ricchi dal punto di vista emotivo, e quindi sentirsi pieni affettivamente, perché i riccioli e boccoli possono essere assimilati simbolicamente a delle monete. Nel linguaggio popolare non  a caso ogni riccio è capriccio…

–    portare i capelli molto lunghi può ricondurre ad una personalità dolce, romantica e sognatrice;

–    tingersi i capelli di biondo può nascondere un desiderio di essere più seduttiva e sofisticata;

–    farsi nera o mora infine riconduce alla sessualità, l’istintività, e al desiderio di fisicità.

Dal punto di vista psicologico – prosegue Pani – la testa assume nella donna un significato di cambiamento emotivo, che diventa visibile”.

E per gli uomini? La valenza psicologica legata al taglio di capelli ha un significato molto minore per il sesso maschile,  ma non vi sono del tutto estranea. Uomini che tagliano i capelli di ‘a zero’ di punto in bianco o che si fanno crescere le basette in modo parossistico o che lasciano crescere i capelli per coprire calvizie o per trasformarsi in intellettuali anarchici o per essere più giovanili: sono tutti esempi per indicare che anche loro stanno attraversando una fase di seduzione

L'antichità

L'arte di acconciare i capelli è antichissima. Presso molti popoli antichi le acconciature variavano in funzione non solo del sesso, ma anche e soprattutto del grado sociale: così, per es., fra le popolazioni della Mesopotamia e in Persia erano proprie della nobiltà fogge complicate a base di riccioli disposti a vari piani, spesso coperti di polvere d'oro e adornati di monili in metalli preziosi. In Egitto, nelle classi inferiori e medie ci si radeva il capo, mentre nelle classi più elevate gli uomini pettinavano i capelli variamente in frangette, zazzere, treccioline lunghe fino al petto, mentre le donne coprivano la testa con una o più parrucche inanellate, poste l'una sull'altra, oppure con fazzoletti di stoffa. Presso i greci dell'epoca arcaica i capelli lunghi distinguevano i cittadini delle classi alte e non vi era una sostanziale differenza fra acconciature maschili e femminili: i capelli, arricciati artificialmente, ricadevano simmetricamente sulle spalle, trattenuti da nastri e diademi. In epoca classica ed ellenistica per gli uomini prevalse l'uso dei capelli corti; il taglio dei capelli e la loro consacrazione ad Artemide e ad Apollo segnava l'inizio della pubertà.

Le donne, con l'ausilio di nastri, bende e diademi, usavano raccogliere i capelli sulla nuca o sulla sommità del capo. La varietà delle acconciature e degli ornamenti era caratteristica delle donne di Atene, che usavano anche tingersi i capelli, adoperando polveri dorate, bianche e rosse.  I romani ignorarono a lungo le raffinatezze della pettinatura e fu solo con il diffondersi dei costumi greci che gli uomini iniziarono a tenere i capelli corti e a farseli arricciare, e le donne a sostituire le semplici fogge di annodare i capelli con elaborate acconciature, che divennero poi tipiche in età imperiale, quando la difficile arte della pettinatura era affidata a schiave specializzate, le ornatrices. Particolarmente curiosa è l'acconciatura di Età Flavia, consistente in un altissimo diadema di ricci disposti a semicerchio sulla fronte, ottenuto con posticci di capelli finti.

Il Medioevo e l'epoca moderna

Nonostante gli inviti alla semplicità e alla modestia degli scrittori cristiani, le acconciature adottate nei primi secoli del Medioevo dalle donne delle classi sociali più elevate continuarono a essere assai complicate, con largo uso di posticci di capelli finti, diademi e veli frangiati, finché nel 7° secolo la Chiesa emanò severe prescrizioni contro il lusso delle pettinature e degli ornamenti da testa. In epoca feudale le donne preferivano le trecce, spesso ornate di fili di perle e di fiori, o portavano i capelli sciolti e trattenuti da un cerchio o da una ghirlanda; il capo era comunque spesso coperto con veli o cuffie, più o meno ornate da trine e pietre preziose. Nel 13° secolo da Venezia si propagò in tutta l'Italia una decisa influenza orientale nelle pettinature femminili, ricche di ornamenti e di stoffe preziose. Verso la fine del 14° secolo fra le donne di nobile famiglia si diffuse il 'balzo', acconciatura simile a un cuscino, nella quale i capelli venivano legati con nastri e fili d'oro su un'armatura e quindi ricoperti di ricche stoffe. Dal balzo derivò la pettinatura diffusa nel Quattrocento, caratteristica per il suo sviluppo in altezza, nella quale i capelli venivano tirati e tenuti fermi da reticelle sopra un'anima di cartone a forma di pan di zucchero, alta fino a 70 cm. Nello stesso periodo era comune radersi una parte dei capelli per ingrandire la fronte. Predicatori e legislatori cercavano di porre freno al lusso delle pettinature femminili con 'bruciamenti delle vanità' e leggi sontuarie, ma senza grande successo: non solo le donne, ma anche gli uomini continuarono a dedicare alla pettinatura cure e artifici.   Quando il centro della moda si spostò a Parigi, si accentuò l'impiego dei capelli finti, finché si giunse al trionfo delle parrucche inanellate e incipriate, il cui uso fu introdotto da Luigi XIII per nascondere la calvizie e che ebbero il momento di massimo splendore nel 18° secolo: Maria Antonietta arrivò a portarne una alta circa un metro e mezzo che la costringeva a stare in ginocchio entro la carrozza. La Rivoluzione francese portò poi a una generale semplificazione dell'abbigliamento e, quindi, anche del modo di acconciare i capelli. Da allora gli uomini ripresero a portare i capelli corti e per le donne prevalsero acconciature più semplici.  Nel 20° secolo si può dire che sia del tutto scomparsa la differenza nel modo di pettinarsi in relazione al grado sociale. Le cure dedicate ai capelli e alla pettinatura non sono più riservate all'élite, ma diffuse in tutte le classi.

Patologia dello Stress

Essendo un componente secondario del nostro corpo, ha bisogno che i reni suo organo collegato, funzioni bene, e al loro volta i reni hanno bisogno dei polmoni per svolgere accuratamente il loro ruolo.  Una buona ossigenazione è essenziale per far esplodere le tossine nel corpo così da ridurne le dimensioni e facilitare l'espulsione mediante i reni.  Alla base della calvizie vi è un'eccessiva presenza di ormoni maschili, tanto che se prima l'alopecia toccava quasi solo gli uomini, oggi vediamo che con l'emancipazione femminile e la esasperazione del lato maschile questo problema affligge sempre più donne.   Questa conquista è stata accompagnata da stress e tensioni tipicamente maschili, quindi anche da un certo numero di patologie e squilibri tipicamente  maschili. Quando un capello cade la sua morte risale a tre mesi prima della caduta: dobbiamo quindi ricercarne la causa in quel periodo.

Esiste infine uno stretto rapporto tra capelli e paura, rapporto comprensibile per la sua appartenenza al Principio dell'Acqua che gestisce il sentimento paura. L'energia di questo Principio controlla lo stress, le emozioni forti e le ghiandole surrenali che secernono nel nostro organismo gli ormoni dell'istinto di sopravvivenza, ossia adrenalina e noradrenalina.

Le situazioni di stress danneggiano i capelli perché tale situazione va a creare una reazione immediata o addirittura anticipata sulle ghiandole surrenali le quali sono "collegate" anche ad essi, che rischiano di essere danneggiati se non soffocati. Ad esempio dopo uno shock come un incidente, si può avere la caduta immediata di capelli, anche i capelli bianchi dalla paura non sono solo una leggenda.  La perdita dei capelli è legata alla paura di perdere qualcosa di importante, vita, persone care, lavoro, di un valore;  la perdita può essere reale o simbolica, vissuta o immaginata.I trauma va a toccare le strutture profonde dell'individuo.

Il Principio dell'Acqua diventa più fragile e se lo shock è molto intenso la perdita dei capelli può avvenire anche prima dei tre mesi, cioè del tempo che impiega il capello a morire.

Nelle situazioni di perdita di qualcosa o qualcuno ecc.. il lavoro che si può fare è quello psicologicamente di accettare, elaborare e perdonare la situazione o noi stessi, fondamentale anche agire sul Meridiano della Vescica che gestisce le antiche momorie.

Concludendo:

 la diversa durata della fase anagen dell'uomo e della donna ha fatto sì che la lunghezza dei capelli sia diventata simbolo di dimorfismo sessuale. E’ da notare che nelle culture dove c’e’ piu’ liberta’ sessuale i capelli sono mostrati e portati a essere visibili, nelle culture dove invece c’e’ castrazione e controllo i capelli sono nascosti e velati.  L'essere umano ha poi riposto nei capelli significati simbolici sempre più complessi, sicché la loro caduta è spesso vissuta inconsciamente come uno stato di regressione ad una condizione infantile ed asessuata, come perdita di forza e potenza, come invecchiamento, come disonore, come castrazione. Nella storia umana nessuna cultura mai è rimasta indifferente ai problemi dei capelli.
Nell'essere umano i capelli hanno la funzione di essere visti per esprimere, fra conscio ed inconscio, complessi messaggi sociali.

Jose’&Resya – Tantralove

Basi neurobiologiche e chimiche del piacere sessuale

Il professor Barry Komisaruk – scienziato dell’Università Rutgers del New Jersey – ha studiato l’orgasmo femminile attraverso l’utilizzo della risonanza magnetica, diffondendo un in cui mostra cosa succede nel cervello di una donna quando sta per raggiungere l’apice del piacere sessuale.
L’obiettivo era quello di capire come si arriva all’orgasmo attraverso la stimolazione genitale, e quali parti del cervello siano coinvolte nel percorso. La ricerca mostra quanto sia complesso, a livello cerebrale, il processo che porta al culmine del piacere, attraverso l’attivazione successiva di varie zone, deputate a diversi compiti e tutte perfettamente coordinate tra di loro.
L’attività cerebrale prende il via dalla corteccia sensoriale – che è l’area legata alla zona genitale- , ma poi passa rapidamente nel sistema limbico, coinvolgendo emozioni e memoria a lungo termine. Da qui si divide nel cervelletto e nella corteccia frontale, per poi raggiungere il picco nell’ipotalamo, da dove iniziano gli impulsi nervosi responsabili del rilascio di un ormone – l’ossitocina – che causa la contrazione dell’utero ed è responsabile della sensazione di piacere. Vengono registrate attività anche nel nucleo accumbens, un’area legata alla ricompensa e alla sensazione di piacere. Passato l’orgasmo, l’attività cerebrale diminuisce lentamente, fino a tornare nelle condizioni di partenza.
Certamente non è il caso di ridurre il raggiungimento del piacere al sessuale al “semplice” funzionamento di alcune aree del cervello, tuttavia gli spunti di riflessione sono interessanti: ancora una volta nel mostrare quanto mente e corpo siano collegati tra loro! Tant’è che c’è chi sostiene che l’organo sessuale per eccellenza sia proprio il cervello.
principali componenti chimiche e biologiche dell’amore e della sessualità
È ovviamente impossibile condensare l’essenza di una relazione amorosa all’interno di semplici formule chimiche, ma è interessante
 sapere che il nostro corpo utilizza risorse sorprendenti per modulare la  vita amorosa… basta non dimenticare che a sua volta la nostra psiche influenza la produzione di determinate sostanze in varie fasi e momenti, in un vicendevole e continuo processo di accomodamento mente-corpo!

Dopamina: la sostanza dell’amore romantico.  Si tratta di un neurotrasmettitore che agisce su vari processi corporei e psicologici, e la sua attività è collegata strettamente al funzionamento del sistema limbico, zona del cervello sede delle emozioni e di alcune funzioni vitali, tra le quali la stessa sessualità. Essa permette di potenziare alcuni comportamenti che procurano piacere e soddisfazione, facilitando quindi la ricerca ripetuta dell’esperienza che ne ha stimolato la produzione: ecco come mai nelle prime fasi di una relazione di coppia si desidererebbe stare sempre insieme all’altra persona!


Testosterone: l’ormone del desiderio sessuale. A dispetto di quanto si creda solitamente, questa sostanza ha a che fare non solo con la sessualità maschile, ma anche con quella femminile. Nell’uomo regola il desiderio, l’erezione e la soddisfazione sessuale: ha la funzione di regolare l’inizio e la fine dell’erezione, collegando l’attività cerebrale con le manifestazioni fisiologiche dell’eccitazione. Nel cervello i recettori neurali di testosterone producono una vera e propria cascata di eventi biochimici che coinvolgono i recettori di testosterone nei nervi, nei vasi sanguigni e nei muscoli, e la regione pelvica è ricca di recettori di questa sostanza. Nella donna il testosterone ha un ruolo importante collegato al desiderio sessuale, fino ad ora esplorato principalmente grazie all’evidenza della diminuzione di desiderio nel periodo post-menopausale.


Feromoni: la chimica della ricerca del partner. Si tratta di molecole invisibili e volatili prodotte da ghiandole situate sotto le ascelle, intorno ai capezzoli e nell’inguine; sono inodori, e vengono captati da un apposito sistema, detto vomeronasale. Essi variano in rapporto allo stato d’animo e possono stimolare il desiderio sessuale. Dato che gli odori vengono percepiti senza essere mediati dalla parte razionale del cervello, i feromoni sono uno strumento perfetto per fissare ricordi legati alla sfera emotiva (più che a quella razionale).


Feniletilamina: la droga dell’amore. E’ alla base dell’innamoramento e dell’attrazione amorosa: la sua presenza è strettamente collegata con il rilascio di dopamina, in una continua vicendevolezza che genera eccitazione, euforia, entusiasmo. viene rilasciata nel cervello quando l’individuo sperimenta sentimenti di gioia e amore 


Ossitocina: la colla chimica dell’amore. Viene secreta dalla ghiandola pituitaria e liberata nel cervello e nel sistema riproduttivo ogni volta che c’è un contatto con la persona amata. Essa aumenta notevolmente durante l’orgasmo, e soprattutto nella donna è presente durante il parto e l’allattamento; inoltre, è ormai dimostrato che aumenta la nostra sensibilità alle carezze e ci spinge al contatto fisico e agli abbracci. La sua funzione è quindi strettamente collegata all’importanza del contatto fisico come collante necessario a far durare una coppia nel tempo

Biodanza Open Source 

 

La Sessualita’ come via Esperienziale Tantrica

Le culture antiche, che non condividono l'occidentale separazione moderna tra il sacro ed il profano, hanno sempre considerato la sessualità come un aspetto del grande mistero dell’esistenza. In grado, quindi, di fornire importanti contributi culturali. La letteratura Indiana, in pratica scritta in Sanscrito, ma anche in Tamil e Pali (la lingua del Buddha), ha una ricca tradizione di trattati sulla sessualità che fu scoperta in Occidente dalle traduzioni degli studiosi nelle lingue indo-europee. Il testo più antico e più conosciuto è il Kama Sutra, scritto da Vatsyasana tra il IV e VI secolo. Dal Kama-Sutra (il più antico noto, ma non il primo che fu scritto) fino al Aranga Ranga, una serie di opere del XVII° secolo che, a partire da fonti analoghe, adatta la conoscenza della sessualità e dell’amore a ciascuna delle relative epoche. Essa include il Koka Shastra, scritto nel XII° secolo da un poeta e trovatore di nome Kokkoka di cui sappiamo ben poco.

Il fatto che tutti i manoscritti sanscriti sulla sessualità venerano il classico di Vatsyasana e si basano su di esso, e l'esistenza di molte versioni e traduzioni che portano alla stessa opera, mettono spesso in dubbio l'originalità dei testi. La lettura di queste opere ci ricollega alla tradizione tantrica in cui il sesso ha una dimensione religiosa e simbolica. I libri del Maestro Vatsyasana dedicati al massaggio sensuale e alle posizioni dell’amore sono stati elaborati e sviluppati in maniera più dettagliata per avere un più abbordabile linguaggio.

In Occidente abbiamo una visione troppo ristretta dell'umanità, e quindi, abbiamo anche una limitata visione della sessualità. Noi non possiamo vivere l’erotismo senza prima recuperare la sua profondità spirituale. La sessualità ci aiuta a riprendere contatto con tale profondità ed è la porta d'accesso alla dimensione spirituale. La verità della tradizione tantrica Indù risale al periodo più lontano della storia umana, dato che la sua epoca d'oro fu nel 7000 a.C., e nel suo aspetto più essenziale non colpì gli occhi dell’uomo, stupefatto davanti al mistero della sua esistenza e stupito davanti alla potenza della sua naturalezza sessuale.

Il Tantra è un antico sistema di pratiche rituali e tecniche che utilizzano la capacità creativa della energia sessuale per portare gli individui ad un più elevato stato di coscienza. Quasi tutte le tradizioni religiose lo guardano con diffidenza e celato sospetto perché il Tantra utilizza l’unione sessuale come il veicolo per l'illuminazione cosmica. Questo lo ha portato a rimanere nascosto e a conservare le sue tecniche segrete per secoli. Le menti controverse di questi detrattori "religiosi" hanno fatto più male delle Inquisizioni Sataniche. La trascendenza tramite il sesso che rende possibile il Tantra non deve essere intesa come una licenza per una sfrenata lussuria sessuale poichè la sua pratica richiede una grande disciplina. Il Tantra trasforma la lussuria in amore. I metodi del Tantra utilizzano l’energia più potente che abbiamo, l'energia sessuale, per penetrare nel reame spirituale. La padronanza della propria energia sessuale è il primo passo per il dominio dell’energia cosmica.

Coraggio e disciplina sono entrambi necessari e indispensabili per sviluppare una prospettiva della sessualità tantrica, a causa delle molte forze che cercano di inibire l’espressione del sesso. L'idea ossessiva occidentale di sopprimere il sesso porta alla creazione di numerosi problemi psicopatologici. L'amore è l'essenza autentica dell'uomo. La civiltà occidentale ha proibito l'espressione dell’amore per condannare la sessualità. L'amore è l'energia sessuale trasformata. Per conoscere l’elementare verità dell’amore, è necessario innanzitutto accettare la divinità del sesso e imparare ad adorarlo attraverso i sensi. Maggiore accettazione del sesso, maggiore libertà di fronte ad esso. La totale accettazione e apertura alle energie naturali porta verso le più sublimi esperienze. Questo è il messaggio del Tantra.

Il Tantra è una via difficile, pur essendo la meta con un ego molto forte. L'uomo di oggi non cerca di capire la sua bellezza, non cerca di scoprire la vera natura del suo essere, non cerca di conoscere se stesso: ciò implica il "mettere il dito sulla piaga". In cambio, preferisce ridurre il tantra, ridicolizzarlo, fino a creare danni con i suoi metodi diretti per ottenere la verità. Tuttavia, il Tantra rimane vero, immutabile, impossibile da offuscare. Lo stesso vale per gli altri metodi che esistono in tutte le parti del pianeta, e che fin dai tempi antichi hanno dimostrato di poter ottenere la vera conoscenza di sé. "Infinite strade portano all’Essere", ma l'ego è ignorante e arrogante, e cerca di manipolare la sua percezione: solo l'ego è capace di trasformare la luce e farla ritornare ombra, come disse Platone, molto saggiamente, nella sua allegoria della caverna.

L’Homo sapiens non è stupido, è solo offuscato. Possiamo dire che egli ha fatto della pigrizia e dell'orgoglio il suo Dio. Preferendo vedere le ombre, si perde la possibilità di gustare la vera bellezza e la perfezione dell’Essere. Le Scritture dicono: "Quando la Shakti danza, la maya avvolge il mondo". Infatti, quando l'energia si muove, nasce la Maya, e con la nascita di Maya, emerge l'ego – strumento indispensabile per muoversi nel mondo – e se così non fosse, al di là di ciò, è diventato il protagonista del nostro vita. Il mondo delle apparenze, dunque, domina l'essere umano con l’auto-inganno e così, le passioni, non possono essere controllate. Pertanto, un maestro tantrico aiuterà il discepolo serio e costante ad emergere vittorioso dal labirinto dell’ego. Ben difficile compito quello del maestro, che si avvarrà di tutta la sua conoscenza e creatività al fine di portare il discepolo nella sua evoluzione.

Senza aspettarsi nulla in cambio, egli rinuncia alla sua illuminazione per prestare il suo aiuto a quegli ego evasivi, resistenti ed esperti nella sublime arte della scusa, che si avvicinano a lui con la speranza di ottenere un miracolo in cambio di nulla, però i miracoli esistono solo per quelli che fermamente credono che tutto è possibile, e che lottano con una fede ferrea per ottenere ciò che vogliono. Il maestro diventa, quindi, un bodhisattva, ed è grazie a questa rinuncia, che egli può trovare la propria illuminazione, "Chi aiuta gli altri, in realtà aiuta se stesso".

Gli antichi abitanti della terra, vivevano in armonia con la natura, perché in realtà l'universo non è un’ eredità avuta dai nostri genitori, ma è un prestito ai nostri figli; gli attuali abitanti della Terra sono dei parassiti, e ciò che è peggio: la stanno distruggendo. Cioè, noi la stiamo distruggendo, perché, senza la Terra, senza l'universo, cosa può esserci per noi, come possiamo riempire le nostre pance?. E questa attitudine autodistruttiva la troviamo perfino nei virus. Guardatevi allo specchio, siate umili e onesti con voi stessi, e ditemi: perché continuare senza affrontare le situazioni che fanno soffrire, e perché stare con persone che non sono convenienti, e perché rifiutarsi di dire basta! nei rapporti o sul luogo di lavoro, e perché rifiutare di essere se-stessi e preferire di fare ciò che dicono gli altri, e perché non cambiare quelle abitudini che vi danneggiano e vi rendono infelici, e perché lasciare che vi accusino, perché rispondere con la violenza alla violenza, mettendovi allo stesso livello, e perché mentire perfino a se stessi, di cosa avete paura… E sicuro che troverete una scusa per evitare di rispondere con umiltà. Quando affronterete con coraggio le vostre scuse, potrete trovare la risposta a questi interrogativi, con vera sincerità, allora e solo allora starete facendo Tantra. Perciò, gli antichi tantrici adottarono il Guru Yoga come il miglior metodo per cui un discepolo, chiamato il guerriero spirituale, possa conoscere il suo vero maestro, il maestro interiore. C'è una sola condizione: volontà di evolversi veramente. Il Guru Yoga, o la stretta relazione tra maestro e discepolo, è il metodo di insegnamento in generale impiegato per il Tantra, e in particolare per gli Shivaiti. 

Il guerriero spirituale è esposto a qualche rischio canalizzando la passione per farla finire più in alto, così da farle oltrepassare la condizione umana. Chi è un adepto del dharma usa il veleno come una medicina, trasgredisce il rigido dogma delle religioni, si espone alle conseguenze karmiche per poter trovare un altro modo di espressione, per ottenere una coscienza equanime ed inalterata, e per saper distruggere tutti i tipi di legami e attaccamenti. Egli entra nel mondo delle ombre per illuminarlo, ciò che distrugge gli altri, aiuta a purificare il tantrico, ciò che rende svuotati gli altri, ricolma di energia il tantrico, ciò che indebolisce e confonde gli altri, dà vigore e lucidità al tantrico. Egli così giunge alla conoscenza di tutti i suoi difetti e li trasmuta negli scopi più elevati: l'amore, l’eroismo, la creatività, la conoscenza di se stessi… Noi ci priviamo di tutto per raggiungere il massimo. Il Tantra è asociale, ma non antisociale. La prima cosa che un tantrico deve fare è di riconoscersi schiavo, di riconoscere quali sono i suoi legami e frantumarli per diventare libero. Quindi, chi ha realizzato la sua vera natura, non può essere soggiogato da nessuna volontà né dogmatica, nè politica nè religiosa. Ma attenzione ad evitare gli equivoci! La libertà non esiste all’esterno, ma è al nostro interno: Fate in modo di trovarla! 
Il Tantra è il culto della femminilità, della Dea, delle donne. Le sue origini si perdono nella notte dei tempi. Il Tantra è lo sviluppo della sensibilità, l'esperienza di amare intensamente, senza timore della perdita, completamente fusi con l'amato o l’amata. È il saper trascendere il superficiale e l’apparente, in quanto un tantrico non è mai un collezionista di amori. La donna è la passione stessa, la Shakti, però prima egli deve scoprire se stesso, e poi trovare il suo Shiva interiore, la sua temperanza, il suo maestro, e deve anche riconoscere il suo Shiva esterno – la sua anima-gemella, così da raggiungere l'unità, lo Yoga supremo. Il Tantra sarà di grande aiuto e fondamentale l'assistenza di un maestro tantrico, essenziale per ottenere la liberazione. I tantrici personificano Dio con l'amore e la devozione per poterlo venerare più facilmente. Noi chiamiamo Shiva la parte maschile della coscienza, e Shakti la parte femminile, l’energia, la Dea. Shiva e Shakti, il matrimonio cosmico, formano tutte le dualità emotive che dobbiamo imparare ad unire. Perciò, il tantrico celebra la Shakti in ogni atto della vita, impara ad amarla e venerarla nel dolore e nel piacere, nel profitto e nella perdita, e grazie ad essa produce la Liberazione. L’Essere, Shiva, non è possibile senza Shakti, e senza la Shakti, l’Essere non è in grado di espandersi.

I veri maestri sono "poveri", ma non perché rinunciano al denaro, che è una forma di energia che è necessario saper gestire, ma piuttosto perché sono snobbati dagli ignoranti che rinunciano ad essi. E gli ignoranti sono ignoranti perché amano i loro vincoli, le loro disgrazie, e soprattutto, il mondo delle apparenze e delle vanità illusorie. Dobbiamo imparare a farle finire. Il vero maestro è ricco, è l'uomo più ricco del mondo, perché ha rinunciato a tutto. C.G. Jung disse, "Colui che resiste, persiste". La nostra Via è il sentiero dell’amore, della rinuncia, dell’umiltà e della fiducia, che non nega il dolore e lo sforzo. Concentrate tutte le vostre energie per ottenere ciò che desiderate, non perdete una sola goccia per rinunciare a ciò che volete.

Possiamo dire che il Tantra è un’autentica rivoluzione interna, è spogliarsi di tutte le fedi religiose, le morali, i vincoli, i pregiudizi, ecc. E’ creare lo spazio interno che è necessario per concepire l'infinito e la verità senza tempo. Dal momento in cui la mente si svuota e si adatta a ciò che realmente accade, quando apprendiamo dal nostro interno più profondo, tutto diventa un mantra, che è il tessuto, la base della vita, in cui uno mette tutto e che magicamente assume molte forme diverse di creatività infinita. Il Tantra spezza i tabù, le credenze e i dogmi imposti da qualunque religione.

Per questo esso prevede una ribellione contro la morale sociale e le credenze religiose. Ed è anche l'intelligente osservazione dell’essere umano con tutte le loro contraddizioni, l'ammissione che il corpo è tanto divino quanto l'anima, perché tutto proviene dalla stessa fonte. Così, per trovare Dio, noi non dobbiamo rinunciare al sesso né alla celebrazione di esso, non dobbiamo rinunciare alla vita. Se noi reprimiamo il sesso, lo respingiamo, o lo portiamo verso il suo contrario, la lussuria, questo ci porterà innumerevoli problemi psicologici e spirituali. Invece, dovremmo imparare che la libertà è ben diversa dalla dissolutezza e che il sesso deve essere collegato all’amore, perché è così che si può godere la vita, vivere e imparare. Se non vi è amore nella nostra vita, vi è la paura, che è l’opposto dell’amore, e noi moriremo prima di morire.

Il Dio Shiva ha affermato che il sesso è l'energia fondamentale. Il Tantra la fa sua e la trasforma. Ed inoltre, quando noi amiamo, il passato e il futuro non esiste. L’Amore ci apre all'Infinito, all'eternità della vita. La sessualità è quando abbiamo il sesso nella testa, il pensare sempre ad esso è sessualità. L'esperienza reale è molto diversa. Qualunque cosa, pienamente vissuta, vi porta oltre. Non abbiate paura di nulla! Vivetelo! Quando si sopprime il moto del cuore, si creano esigenze simboliche, e falsi bisogni. Noi siamo pieni di falsi bisogni, per questo non siamo mai soddisfatti. Quando nell'abbraccio i vostri sensi si agitano, come le foglie di un albero, addentratevi in questa sensazione di scuotimento. 
Quando fate l’amore, lo state facendo con la vostra stessa esistenza. La donna è solo una porta, ed anche l'uomo è solo una porta. L'altra persona è solo una porta verso il Tutto.

Quanto più siete sensibili, più sarete vivi! Quanto più siete vivi, molta più vita entrerà nel vostro Essere interiore. Che male c’è nel vostro godere? Cosa c'è di sbagliato nell'essere felici? Se qualcosa di male c’è, è la vostra infelicità, perché la persona infelice porta sempre infelicità intorno a sè. Siate dunque felici!

Il sesso è solo il principio, non la fine. Ma se ci si perde nell'inizio, si perderà anche la fine. Gli ideali non possono far sviluppare le vostre potenzialità, soltanto l'esperienza, la conoscenza della realtà, vi può aiutare. Nell’amore c’è una potenzialità naturale di rinuncia. Rinunciate e sentitelo; estendetelo poi a tutte le dimensioni della vostra vita.

Sessualità, Soggettività ed Energia

La nostra sessualità viene dalla nostra personale storia sessuale, dalle situazioni e dalle esperienze che ci apparivano sessuali durante la nostra crescita. La sessualità fa riferimento alla radice stessa dell'identità di ogni persona. Viviamo in un continuo rito sessuale, un permanente calore derivante dal nostro essere bipedi. Una sessualità il cui scopo principale è il nostro piacere, il rafforzamento dei legami affettivi, l'aumento dell’energia sessuale e della potenzialità di riproduzione.

Secondo l'OMS, "La salute sessuale è l'integrazione degli elementi somatici, emotivi, intellettuali e sociali dell’essere sessuale, in modo che siano positivamente proficui e che rafforzino la personalità, la comunicazione e l'amore". Il diritto all’informazione sessuale, il diritto al piacere e ad intensificare il godimento della vita sono condizioni essenziali per l'esistenza di quelle relazioni amorose dalla parità di genere, per imparare a risolvere i conflitti, e ad evitare critiche, disprezzo e atteggiamenti evasivi e di difesa. Seguendo il rituale magico degli antichi tantrici, al di là di un piacere senza fine, si trova la loro vera identità universale. Questa è la vera luce che ora li illumina, la vera gioia che rimarrà in loro eternamente e per sempre…

Ricordate sempre: Date allo stesso modo in cui ricevete, perciò, date al vostro partner quello che vi piacerebbe ricevere. Compiacetelo, o compiacetela, se volete essere accontentati. Se avete troppa fretta di arrivare alla fine, perderete la gloria del principio, e l'emozione del durante finirà presto. E' assurdo voler terminare quando c'è il piacere, avere fretta quando si sta godendo.

Il sesso libero e il libero amore sono cose completamente diverse. Il sesso libero ha paura dell'amore e di amare, anzi reprime l’amore. Con il persistere dei timori, si creano dipendenze affettive, che poi sono violentemente rotte, con grande amarezza e rancori, senza saper perdonare, quando il rapporto si conclude. L'amore libero è di per sé cosciente, puro, senza dipendenze, senza condizionamenti o attaccamento e, quando la relazione finisce, l'amore continua. L'amore libero è solo per coloro che cercano la vera coscienza, l’emancipazione, la luce, la conoscenza, la libertà. E' per i coraggiosi.

Se l'amore è vero, non potrete mai soffrire. Soffrirete solo se vi innamorerete con il vostro possessivo ego che crede di possedere qualcosa che non appartiene a lui. Le persone non sono oggetti da dover possedere. Esse non appartengono a nessuno, ma solo a Dio, ed anch’io non appartengo a nessuno, se non a Dio. Quando si impara ad amare senza possesso, in quel giorno si cresce e ci si libera dalla sofferenza causata da una perdita che è reale solo nel vostro orgoglio. È umanamente comprensibile che quando si è innamorati, se il vostro partner vi lascia, vi fa male. Ma ricordate, voi non siete il suo proprietario e non potete trattenerlo. Se davvero vi ama, non potrà mai abbandonarvi e se vi lascia è perché non vi ama realmente. Evolvetevi, perché volete al vostro fianco qualcuno che non vi ama?

Una volta che il rapporto è finito, la lezione appresa e il karma soddisfatto, la coppia dovrebbe essere sciolta, ma resterà sempre qualcosa di bello che non potrà mai cancellarsi, anche se non è l’ego che potrà mai possederlo o cancellarlo. Il karma sarà la vostra benedizione…, ricevetelo, unitevi, e vi sarà sempre un perpetuo godimento. In esso si trova l'illuminazione. Volate!

Aliberth

Nel Tantra non e’ questione di tecnica

Il Tantra dovrebbe essere un ‘Non Fare’, non può essere tecnico…
"Il tantra è la via naturale, la via normale per arrivare a Dio. 

L’obiettivo è quello di diventare così completamente istintuale, così senza mente o programmazioni, da immergersi con la natura al livello più alto – la donna scomparire e diventare una porta per raggiungere il livello più alto, e così l’uomo, che dissolvendosi diventa la via per l’esperienza suprema.
Questa è la definizione tantrica della nostra sessualità: il ritorno ad una totale innocenza, all’unità completa e assoluta. L’emozione maggiore non è la ricerca di sensazioni, ma un aspettare silenzioso – totalmente rilassato, senza alcuna programmazione. Si è consapevoli, consapevoli d’essere consapevoli. Si diventa consapevolezza. Si è contenti, ma non esiste alcun contenuto, e per questo si prova una grande bellezza, una beatitudine maggiore.
La persona che ha posto la domanda ha chiesto: “Cos'è il sesso tantrico…un tipo di sesso basato su tecniche particolari?” (tipica domanda n.d.r.)
Se sei orientato verso le tecniche, perderai il senso del mistero del Tantra, diventerà uno pseudo-Tantra, basato su tecniche, e per via delle tecniche l’ego sarà lì a controllarle. Quindi farai Tantra ma il fare sarà il problema, provocherà l’azione. Il Tantra dovrebbe essere un ‘Non Fare’, non può essere tecnico. Tu puoi imparare le tecniche, una certa respirazione per accrescere l’esperienza durante il coito. Se respiri davvero lentamente, senza alcuna fretta, il coito sarà più lungo ma tu sarai nel controllo. Non sarà selvaggio né innocente, non sarà nemmeno meditazione, sarà mente – come potrebbe essere meditazione? Non puoi nemmeno respirare velocemente, devi mantenere lenta la respirazione – se la respirazione è lenta l’eiaculazione prenderà tempo: perché avvenga l’eiaculazione, il respiro deve essere veloce e caotico. Questa è una tecnica, ma non è Tantra. Il Tantra non è tecnica, ma preghiera. Non è mentalmente orientato, ma è rilassamento nel cuore, ricordalo. Sul tantra sono stati scritti così tanti libri, tutti parlano di tecniche, mentre il vero Tantra non ha niente a che fare con le tecniche. Il vero Tantra non può essere scritto, il vero Tantra deve essere assimilato. Come assorbire il Tantra? Devi trasformare in modo radicale il tuo approccio nei confronti del sesso. Prega con la tua donna, canta con lei, gioca con la tua donna, danza con lei, senza alcun’idea del sesso. Non andare avanti, pensando, “Quando si andrà a letto?” Dimenticati del letto, fai altro e perditi in quello che fai. L’amore apparirà da questo tuo perderti, improvvisamente vedrai che stai facendo l’amore senza farlo. Succede, sarai posseduto, quindi avrai la tua prima esperienza di Tantra – posseduto da qualcosa più grande di te. Stavate ballando o cantando insieme, intonando mantra o pregando o meditando insieme, e improvvisamente vi siete accorti di muovervi in uno spazio tutto nuovo. Voi non sapete, quando avete iniziato a fare l’amore né lo ricordate. In questo sarai posseduto dall’energia tantrica e per la prima volta avrai vissuto un’esperienza non – tecnica."

Osho, This Very Body the Buddha

Il Sesso e’ una danza tra maschile e femminile

La Vita a Passo di Donna

Ancora sul sesso.. scrivo di questo argomento perchè trovo che ci sia tantissima scontentezza e mancanza di informazione vera, C'è anche molta mancanza di comunicazione tra uomini e donne e tantissima frustrazione..

IL SESSO è UNA DANZA TRA MASCHILE E FEMMINILE

"..mi chiese: "che cosa vuoi che faccia?", "tutto quello che vuoi, tu" risposi,"tutto quello che ti piace, ti prego"mi supplicò..non trovai di meglio che dire:"mi piace tutto quello che fai, mi piace come sei", sperando che avrebbe accettato la mia piena accettazione.
Rotolò via dal letto e si chiuse in bagno sbattendo la porta.

Voleva portarmi a conoscerla.. In macchina mi ero perso nell'energia del suo bacio, smettendo di accarezzarle il braccio come mi aveva insegnato e lei si era raffreddata, avevo poi cercato di recuperare ma si era ormai aperto un abisso. E lei non aveva più fiducia nella mia sensibilità e nella mia capacità di condurla. A letto mi aveva chiesto di darle un ordine, ma io avevo restituito a lei l'iniziativa. E questo era esattamente ciò che non voleva.

Ero stato educato a trattare uomini e donne in modo paritario. Non avevo la minima idea che, nell'intimità, l'uguaglianza non è sexy. Mi ci volle un po' per capire che il magnetismo sessuale si basa sul gioco delle polarità maschile e femminile, ugualmente forti ma anche diverse.

Il sesso è appunto la danza di queste diversità. Lo spingere dell'una e il cedere dell'altra, la loro interpretazione, la loro comunione, la loro unione. Una minestra insipida di uguaglianza neutra non è il terreno di gioco dei sessi. Non fate mai qualcosa solo per ottenere l'approvazione del partner, fatelo per aprire il vostro corpo all'amore.

La mia ragazza voleva rilassarsi nella sua parte femminile, arrendersi all'amore..si era stancata di fare la parte del maschio che dirige le cose. Voleva essere rapita, lasciarsi andare, avere fiducia nelle mie capacità di condurci oltre ai nostri confini senza dovermi suggerire cosa fare.

Il suo potere femminile avrebbe avuto la possibilità di esprimersi più pienamente se prendevo io il comando, lasciandola libera di irradiare amore con ogni sua cellula e senza dover interrompere il suo fulgore perchè io non ero abbastanza sensibile da condurci più in profondità nell'amore.

La tecnica è inutile senza il gioco delle forze di una consapevolezza maschile affidabile e di una energia femminile indomabile. Ognuno dei partner può incarnare entrambi i lati di questa polarità.

L'uomo offre il dono della fiducia e dell'intensità di presenza in modo che la donna si senta presa profondamente, conosciuta con sensibilità ed estaticamente rapita. La donna offre il dono dell'espressione senza freni del piacere e di un cuore che anela ad essere devoto, attirando il partner al di là di qualunque separazione nella radiosa beatitudine del vero amore.

Se la presenza dell'uomo si allenta, la donna perde fiducia, si protegge emozionalmente e non sperimenta più la gioia della totale apertura del corpo e del cuore che è l'offerta dell'amore femminile. Se la radianza della donna si attenua, se corpo e cuore si chiudono, se le onde di piacere diminuiscono e l'espressione emotiva tace, l'uomo si chiude nella dimensione della testa e dei genitali, perde l'energia dell'interezza sessuale del corpo e dell'apertura del cuore, si allontana e si chiude nel proprio piacere egoistico. "

David Deida

Le Antiche Sacerdotesse Sacre

LE ANTICHE SACERDOTESSE SACRE

Iniziamo questo viaggio partendo dal significato della sessualità nel mondo antico. Innanzitutto chiariamo cosa intendo io per “mondo antico“. L’antica Roma? No. L’antica Grecia? No. Gli egizi? No. Atlantide e Lemuria? Forse qui cominciamo a esserci. Quando tratto di antichità mi riferisco sempre alla “storia prima della storia”. Immaginate un’antichità indefinita, quando le società erano ancora “tradizionali”. Per “società tradizionale”, in questo contesto, intendo semplicemente una comunità dove ogni ambito della vita sociale aveva come scopo l’evoluzione interiore dell’individuo, ognuno al suo stadio. In una società del genere l’economia, la politica, la scienza, l’arte, l’educazione… non procedevano “a caso”, senza una precisa linea guida, ma avevano tutte lo scopo di permettere e mantenere vivo il rapporto fra l’uomo e Dio.
Immaginate Il Signore degli Anelli o il fumetto Conan: in quale epoca erano ambientati? Diecimila anni prima di Cristo? Trattano di personaggi e di situazioni che non sono storici, è “pre-storia”. Non preistoria, ma proprio pre-storia. Quindi dei cicli storici precedenti a quello che stiamo vivendo oggi. Sappiate che ciò che noi consideriamo storia – e che ci viene insegnata a scuola – è solo la storia dell’ultimo ciclo in ordine di tempo, quello che è iniziato nel 3000 avanti Cristo circa, quando è nata la scrittura all’interno delle prime civiltà. Ma ci sono stati altri cicli precedenti a questo. Prima dei Sumeri non c’erano gli uomini primitivi – come si ostinano a insegnarci, nonostante emergano di continuo prove archeologiche della falsità di questo assunto – ma altre civiltà evolute in maniera diversa rispetto alla nostra. La famosa Età dell’Oro concerne uno di questi cicli passati.
Vorrei proprio che entraste in quest’ottica: una civiltà completamente diversa, evoluta in modo diverso. Non dico più evoluta, semplicemente evoluta in modo diverso: un’Età dell’Oro dove tutto veniva considerato sacro. Sto parlando di sacro, non di religioso: sono due cose ben diverse. Era sacro il mangiare, era sacro l’abitare, il vivere, il respirare, quindi era sacro anche il sesso.

Prostituzione sì, ma sacra
Di questa antica civiltà immaginatene i templi, le scuole e le sacerdotesse che insegnavano, che trasmettevano quella che era la sessualità sacra di allora, facendo da iniziatrici per i più giovani. I greci la chiamavano ierà porneusis (=prostituzione sacra), che naturalmente non è da intendere nel senso deviato di oggi. È un termine che nel tempo è stato completamente stravolto, tanto che oggi ha assunto un significato scomodo, qualcosa di sporco. Porneusis era la prostituzione, ierà era il sacro. Nella società odierna questi due termini sono in antitesi, ma nell’antichità non era così: non poteva esserci sesso se non all’interno della sfera del sacro. Il sesso veniva tenuto in grande considerazione, per cui venivano insegnati i segreti inerenti la gestione di questa potente energia. Non veniva lasciato tutto al caso e all’improvvisazione come oggi. Oggi ai giovani nessuno insegna cosa è il sesso, né dal punto di vista materiale, né da quello spirituale. Sull’argomento impera l’ignoranza più totale, in maniera tale che questa energia venga mal utilizzata e dispersa e un giovane non sappia mai di avere a disposizione dentro di sé un potere enorme.

Le sacerdotesse e l’istruzione sessuale
Le sacerdotesse rivestivano questo ruolo particolarmente delicato: si occupavano di istruire alla sessualità i giovani uomini e le giovani donne. Spiegavano che il sesso è legato alla trasmissione dell’Amore e non ha niente a che fare con lo sfregamento di due parti anatomiche e con il piacere fisico che ne deriva. Si prendeva la decisione di fare sesso come noi oggi prenderemmo la decisione di andare a messa; con l’intenzione di svolgere un rituale che permette l’avvicinamento a Dio. Per questo motivo esistevano anche rituali di gruppo, quelli che noi oggi chiameremmo volgarmente “orge”, ma che non avevano niente da spartire con le orge di oggi. Nel rapporto lo scopo non era l’orgasmo, ma l’avvicinamento a Dio di entrambi i partner. Qualcosa di molto lontano dall’idea che abbiamo oggi del sesso.
“Sacro” è tutto ciò che mi permette una crescita interiore. Sacro è tutto ciò che mi permette di avvicinarmi all’Uno. Sacro è ciò che mi riporta all’Uno da cui sono originato. Perciò si poteva mangiare in un modo che contribuisse a riportare l’essere umano all’Uno, mangiare con sacralità, mangiare in modo divino. Seguendo lo stesso principio, si poteva fare anche sesso in maniera divina, perché il sesso inteso in questo modo era parte di un percorso interiore. La cosa che più si avvicina oggi a questo concetto è il tantra. Allora non si chiamava ancora tantra, solo successivamente verrà codificato per come lo conosciamo oggi. Quindi sto parlando di un periodo precedente anche all’evoluzione tantrica. Una volta i ragazzini non dovevano, come oggi, fare da sé, fare da soli.

L’energia sessuale come tramite per arrivare a toccare il Divino
Nelle epoche passate l’istruzione sessuale era molto importante, perché si conosceva bene la forza di quest’energia. È una forza potentissima, è una forza che se indirizzata nel Cuore può realmente permettere di toccare il divino. Ovviamente non tutti sono pronti per operare in questa maniera con l’energia sessuale (ne parlo nel mio libro La porta del Mago), anzi, quasi nessuno lo è; per cui se nell’epoca moderna questa energia non viene utilizzata in maniera sacra, ma viene dispersa oppure serve a dare vita a nuovi bambini, un motivo c’è. Se determinati strumenti vengono messi troppo presto nelle mani di anime che non sono pronte, queste possono danneggiare se stesse gravemente. Se a quei tempi la sessualità era sacra, ciò accadeva perché quelle anime erano pronte per gestirla. Allora c’era qualcuno che di mestiere insegnava a questi giovani come comportarsi e cosa dovevano fare anche dal punto di vista tecnico.
Ciò che oggi chiamiamo tantra è stato un riemergere di alcuni insegnamenti ancora più antichi, che si perdono nella notte dei tempi. Il tantra sottintende una filosofia di vita, ti insegna persino a toccare l’altro e a respirare; è un sistema che ti permette di raggiungere un’affettività e una condivisione tali per cui il sesso diventa la cosa meno importante del rapporto. Più entri in quella che è la vera sessualità – nella sessualità spirituale – più l’atto in sé diventa un’appendice, l’aspetto meno essenziale, sebbene presente. La penetrazione diventa l’aspetto meno importante rispetto a ciò che c’è intorno, perché quello che c’è intorno è così gratificante che alla fine non ti ricordi neanche più cosa è successo e ti chiedi: “Ma l’abbiamo veramente fatto o no?”. L’abbiamo fatto, ma abbiamo vissuto tante di quelle cose che il momento dello sfregamento degli organi sessuali è passato in secondo piano. Nel tantra c’è questo, nella sessualità sacra anche. Ed è ciò che veniva insegnato a quei tempi dalle sacerdotesse del sesso.

Salvatore Brizzi

Vigyan Bhairav Tantra

Non prendere l’atto sessuale come un modo per arrivare da qualche parte. Non prenderlo come un mezzo: è fine a se stesso. Non ha scopo, non è un mezzo. In secondo luogo, non pensare al futuro; rimani nel presente.

A se non riesci a rimanere nel presente nella parte iniziale dell’atto sessuale, allora non riuscirai mai a stare nel presente, perchè la natura stessa dell’atto è tale che sei letteralmente catapultato nel presente.

Rimani nel presente. Godi dell’incontro di due corpi, di due anime che fluiscono l’una nell’altra, che si fondono l’una nell’altra. Dimentica che stai andando da qualche parte. Rimani nel momento senza andare in nessun luogo e sciogliti.

Il calore, l’amore dovrebbero diventare una situazione che permetta a due persone di fondersi l’una nell’altra. Ecco perchè, se non c’è amore, l’atto sessuale è un atto frettoloso. Stai usando l’altro, l’altro è solo un mezzo. E l’altro sta usando te. Vi state sfruttando reciprocamente invece di sciogliervi l’uno nell’altro. Con l’amore, è possibile fondersi l’uno nell’altro e questa fusione iniziale permetterà molte nuove intuizioni.

Se non hai fretta di concludere l’atto, a poco a poco esso diventerà sempre meno sessuale e sempre più spirituale. Anche gli organi sessuali si fondono l’uno nell’altro. Avviene una comunione profonda, silenziosa tra due energie corporee e poi è possibile restare insieme per ore.

Con il trascorrere del tempo questo stare insieme diventa sempre più profondo. Ma non pensare. Rimani con il momento, in profonda fusione. Diventa un’estasi, un samadhi, una coscienza cosmica. E se riesci a fare questo, se puoi sentire e realizzare questo, la tua mente sessuale diventerà non-sessuale.

Vigyan Bhairav Tantra, Vol 1

E la differenza è sempre complementare. Qualsiasi cosa sia positiva nel corpo maschile, sarà negativa in quello femminile; e qualsiasi cosa sia positiva nel corpo femminile, sarà negativa nel corpo maschile. Ecco perchè, quando si incontrano in un orgasmo profondo, diventano un unico organismo. Il positivo incontra il negativo, il negativo incontra il positivo ed entrambi diventano un’unica cosa – un cerchio di elettricità.
Questo è il motivo per cui il sesso attira tanto. Questa attrazione non accade perchè l’uomo è un peccatore o un immorale, non accade perchè il mondo moderno è diventato così licenzioso, non accade a causa dei film e della letteratura osceni – si tratta di qualcosa di radicato molto profondamente, di molto cosmico.
L’attrazione è perchè sia l’uomo sia la donna sono la metà di un circuito, e c’è una tendenza insita nell’esistenza a trascendere qualsiasi cosa sia incompleta affinchè diventi completa. Questa è una delle leggi fondamentali – la tendenza al completamento. Ogni volta che senti che manca qualcosa, provi il desiderio di riempire la parte mancante, di completarla. La natura aborrisce l’incompletezza, qualsiasi tipo di incompletezza. L’uomo è incompleto, la donna è incompleta ed essi possono avere solo un momento di completezza – quando i loro circuiti elettrici diventano un’unica cosa, quando i due si dissolvono.
Quando dico che un uomo e una donna sono due controparti di un unico insieme, intendo dire che sono complementari. E la complementarietà è possibile solo quando i loro poli opposti si incontrano. Osservate la questione in questo modo: nel corpo femminile la vagina è il polo negativo e il seno quello positivo. Questa è la linea magnetica: il polo positivo vicino al seno, il polo negativo vicino alla vagina. Per l’uomo il polo negativo è al petto e quello positivo al pene.

Così, quando il petto maschile e il seno femminile si incontrano, il negativo e il positivo si incontrano; e quando i centri sessuali si incontrano nel coito, il negativo e il positivo si incontrano. Ora entrambe le linee magnetiche si incontrano ai poli opposti, ora si crea un cerchio – l’energia può fluire, l’energia si può muovere. Ma questo cerchio si verificherà solo quando un uomo e una donna sono in amore. Se non lo sono, allora saranno soltanto i loro centri sessuali ad incontrarsi – si incontreranno solo un polo positivo e un polo negativo. Ci sarà scambio di energia, ma lineare. Non si può creare un cerchio. Ecco perchè, senza amore, non ti sentirai mai soddisfatto.
Quando i due poli dell’uomo e della donna si incontrano, quello negativo è nella parte superiore del corpo dell’uomo e il positivo nella parte inferiore, mentre nella donna la parte inferiore è negativa e quella superiore positiva. Questi due poli di carica positiva e negativa si incontrano e si crea un cerchio. Questo cerchio dà beatitudine, ma accade raramente. In un atto sessuale ordinario il cerchio non accade – ecco perchè ci si sente così attratti dal sesso ma lo si ripugna anche. Se ne ha tanta voglia, tanto bisogno, lo si desidera così tanto, ma quando viene dato, quando è lì, ci si sente frustrati: non accade niente.

E’ necessario infatti che entrambi i corpi siano molto rilassati e aperti l’uno verso l’altro, senza alcuna paura, alcuna resistenza. Allora il lasciarsi andare è così completo che le elettricità possono fondersi e incontrarsi, diventando un cerchio.
Poi accade un fenomeno molto strano… Il Tantra ne parla, ma probabilmente voi non ne avete mai sentito parlare. Si tratta di un fenomeno molto strano. Quando due amanti si incontrano veramente e diventano un cerchio, allora si verifica un movimento rapido. Per un momento, l’amante diventa l’amato e l’amato diventa l’amante e il momento successivo l’amante è di nuovo l’amante e l’amato è l’amato. Per un momento l’uomo diventa la donna, per un momento la donna diventa l’uomo – perchè l’energia si muove, è diventata un cerchio.
Accadrà quindi che l’uomo sarà attivo per alcuni minuti e poi si rilasserà e la donna diventerà attiva. Questo significa che ora l’energia maschile è passata al corpo femminile e lei agirà, mentre l’uomo rimarrà passivo. E questo continuerà ad accadere. Di solito si è uomo, si è donna.

Nell’amore profondo, nell’orgasmo profondo, accadrà che per alcuni momenti l’uomo diventerà donna e la donna uomo. Sarà sentito, sarà assolutamente sentito e riconosciuto che la passività si sposta dall’uno all’altro.

Nella vita c’è un ritmo; in ogni cosa c’è un ritmo. Quando tiri un respiro, il respiro entra – poi, per alcuni secondi si ferma, non c’è movimento. Poi si muove di nuovo, esce – e poi ecco di nuovo una pausa, un intervallo, nessun movimento. Movimento, nessun movimento, movimento. Quando il cuore batte, c’è un battito, pausa, un altro battito, pausa. Il battito rappresenta il maschile, il non-battito il femminile.

La vita è ritmo. Quando due persone, un uomo e una donna, si incontrano, si forma un cerchio: ci saranno pause per entrambi. Tu sarai una donna e improvvisamente ci sarà una pausa e non sarai più donna, sei diventata uomo. Sarai uomo e donna e uomo. Quando percepirai queste pause, potrai sentire che hai raggiunto un cerchio. Questo cerchio è rappresentato nel simbolo di Shiva – il shiva-linga. Questo cerchio è rappresentato dallo yoni di Devi e dal linga di Shiva. E’ uno dei fenomeni culmine dell’incontro di due energie alte.


Vigyan Bhairav Tantra, vol 11

La Sacralita’ della Sessualita’

Noi tutti siamo nati in virtù del Principio del Piacere.
Se riuscissimo a vivere il piacere senza evadere le leggi civili e penali della società in cui viviamo, saremmo tutti felici.
La sacralità di una nascita, avvenuta proprio per un atto di piacere dei nostri genitori, non è minimamente tenuta in considerazione. La nascita è un evento Sacro, ma quasi nessuno presta attenzione a questo fatto.

Che poi, una coppia faccia l'amore senza volere obbligatoriamente creare un una nuova vita, è una scelta.
Esiste una enorme differenza relativamente alla considerazione del sesso tra oriente ed occidente, indipendentemente delle religioni.
In India è esistito ed esiste tutt'ora il Kamasutra che, per inciso, non è formato da una serie di strane posizioni, ma ogni postura ha una valenza energetica ben specifica.

La stessa cosa vale per certi ordini di donne e uomini consacrati in Templi in cui si pratica del sesso Sacro. Ogni persona ha ricevuto una serie di informazioni, ha eseguito meditazioni, si è forgiato a conoscere del sesso quanto in occidente nemmeno si sogna.
L'occidente ha del sesso un'idea del tutto sbagliata, non solo, ma di esso ne ha paura!
Esistono leggi che farebbero ridere coloro che vivono in oriente. Ma qui, tra occidentali, il sesso viene considerato in due o tre modi diversi: Legalizzato (?)…Abusivo…(?)…Pornografico (?).

Se tra maggiorenni si volesse disquisire sulla sessualità troveremmo mille idee diverse e quasi tutte dettate da una "morale" che nessun Dio ha mai dettato.
È stato l'essere umano ad imporre certe regole, un po' per paura e molto per ignoranza.
L'energia che si scatena durante un rapporto sessuale, è la più potente che esiste a disposizione dell'essere umano, tant'è che gli è permesso di concepire e di dare origine ad un nuovo/a nato/a.
Ma se il rapporto sessuale fosse indirizzato, per esempio con un intento specifico per facilitare, per esempio, una guarigione, saremmo considerati degli illusi o dei depravati.

Diversamente avviene in India, in Nepal ed in Tibet, dove la cosiddetta "magia sessuale" è una condizione che rientra nella conoscenza millenaria e nella quotidianità di uomini e donne. Non che tutti sappiano praticarla, occorrono anni di dedizione, attenzione, meditazione prima di eseguire il primo Rituale di quel genere.
Anche i nativi Americani conoscevano la Sacralità della sessualità e la usavano per ottenere vantaggi per la tribù oppure per favorire la caccia.
Ovviamente solo coloro che erano stati abilitati a tale pratica.
Parlare di "magia sessuale" in occidente è come dire che si va a cena con un Marziano!
Ho iniziato questo articolo parlando del Principio del Piacere.
Se questo non fosse vero…noi non esisteremmo.

Non ha importanza se la gravidanza è avvenuta perché ricercata oppure per "caso", ma il caso non esiste. Siamo sempre noi, anche se involontariamente a causare quanto avviene.So bene che vi sono state donne rese gravide a causa di una violenza, ma se hanno tenuto il bambino, evidentemente ha prevalso l'amore per la vita.Anche queste donne, per quanto possa sembrare paradossale, si sono causate la violenza, dalla quale però hanno tratto qualcosa che altre non capirebbero.

Un giorno ho sentito dire da un Frate Gesuita che gli organi genitali non sono dei giocattoli e che dovrebbero essere usati al solo scopo di procreare.
Esistono però diversi modi di procreare, uno, il più conosciuto, è quello di fare figli, altri non conosciuti dagli occidentali per procreare occasioni, addirittura figli esclusivamente formati da un nucleo energetico senza un corpo fisico.
Questa affermazione so che potrebbe far imbestialire diverse persone, ma ho avuto personalmente occasione di constatare ciò che ho appena scritto.
Non sono un visionario e nemmeno mi lascio suggestionare da "maghetti".
Le persone che ho conosciuto facevano parte di una Via Iniziatica Sud Americana. Via che esiste da oltre tremila anni.

Tanto per raccontare un fatto, alcuni anni or sono, un giornalista Inglese riuscì a farsi ricevere in un monastero dove erano istruite le fanciulle per esercitare con il sesso qualche cosa di diverso che non la solita sc…..ta.
Il giornalista era oltremodo scettico ed anche un po' ironico con la donna che insegnava e che stava intervistando. Fu allora che con un sorriso la Sacerdotessa gli propose di provare.
Lui accettò immediatamente data la bellezza della donna.
Lei gli disse in quale posizione sarebbe avvenuto l' "esperimento".
Lui accettò felice…
L'unica cosa che ricordava era che dopo circa due o tre minuti di amplesso si è sentito una scossa che gli percorreva tutta la spina dorsale poi…il nulla.

Si svegliò 24 ore dopo. L'astuta donna durante l'amplesso gli scaricò una scossa talmente forte che lo fece svenire.
Il giornalista onestamente pubblicò quanto gli era successo, avvertendo i suoi lettori di non criticare più quanto si diceva a proposito di sesso Sacro.
Oggi esistono libri che parlano di "magia sessuale", ne ho sfogliato uno, che pena! Non era altro che una presa in giro, dato che lo scrittore, da quanto ho letto, non conosceva nemmeno la terminologia specifica della materia di cui pretendeva esporre.
Questo articolo mi è stato consigliato di scriverlo proprio da una donna, che seguiva una Via orientale con suo marito e che aveva trovato nella sessualità molto di più che non il solo piacere, che peraltro conosceva da anni.

La via prendeva spunto dal Tantra ma era specificatamente rivolta alle coppie che volevano approfondire la loro conoscenza sulle potenzialità dell'energia sessuale.
Sulla sessualità esistono crimini ancora oggi perpetrati come l'infibulazione, che consiste nell'asportare il clitoride alla bambine. La ragione pare essere di natura religiosa.
Voglio terminare questo articolo solamente con un'affermazione:"Vivi il piacere e lascialo vivere".
Il tuo piacere è il piacere del partner.

Paolo Oddenino Paris